La filosofia del betting exchange
Adinolfi, dov'è il tuo impegno per il betting exchange?
(Mario Adinolfi, immagine tratta da Wikipedia)
Mario Adinolfi è un parlamentare del Partito Democratico, diventato deputato durante la legislatura per sostituire Pietro Tidei, dimissionario in quanto eletto sindaco di Civitavecchia. Nel suo mini-programma ha inserito, oltre alla legalizzazione del poker-live, anche l’investimento del betting exchange. “Chiederò con veemenza la legalizzazione del poker-live e l’investimento sul betting exchange!” ha tuonato nel giorno del suo insediamento. Un impegno apprezzabile, soprattutto per chi crede che la legalizzazione del betting exchange possa far rientrare in Italia ingenti quantità di denaro che oggi vengono scommessi sui siti esteri. Di questi tempi... un qualcosa di positivo per il Paese. A distanza di quasi 4 mesi dal suo insediamento in Parlamento gli abbiamo voluto dedicare questo post, dal titolo volutamente provocatorio per due motivi. Il primo riguarda l’impegno per il betting exchange: premesso che gli va dato atto di essere l’unico parlamentare in Italia ad aver anche solo nominato il termine “betting exchange” nel proprio programma, dobbiamo però ricordargli che, ad oggi, l’unica che si è fatta sentire sull’argomento con un’interrogazione parlamentare è stata Dorina Bianchi, che ha apostrofato il betting exchange come “un pericolo per l’ordine pubblico, in particolare ai fini del finanziamento del terrorismo internazionale e ai fini del riciclaggio di denaro”.
Il secondo motivo riguarda la mancanza di risposte ai nostri interrogativi, posti in forma privata via e-mail, senza mai ottenere risposta. Mario Adinolfi, sembra essere un sincero credente della democrazia dal basso, del rapporto diretto tra elettore ed eletto, del costante dialogo (anche) in rete, motivi che lo hanno spinto ad andare spesso in conflitto col proprio partito. Purtroppo, questa occasione, non è stato un esempio eccezionale di democrazia diretta e partecipata. Restiamo in attesa di una risposta da parte di Adinolfi, pronti a dedicargli uno spazio per informare tutti gli appassionati dello scambio scommesse del lavoro svolto sin qui da parte del deputato piddino.
Betsson in crescita
Betsson è una società svedese con licenza maltese che offre diversi prodotti di gioco: le scommesse sportive, sia come bookmaker che come intermediario del betting exchange; il poker; il casinò; ed il gratta e vinci. Il punto di forza di questa società è proprio la diversificazione dei prodotti di gioco offerti.
Sicuramente, è un bookmaker da tenere sotto controllo quando partirà il betting exchange in Italia.
Enada: dove sono i grandi nomi?
Betting exchange in California.
La California Horse Racing Board, il consiglio che regola la disciplina delle scommesse ippiche, ha approvato una serie di norme che introducono il betting exchange nello Stato americano.
Qualcosa si muove per lo scambio scommesse in California. In realtà, l’iter di attuazione sembra essere lungo. Infatti, il consiglio di amministrazione dei proprietari di cavalli purosangue della California ha riferito che prima di giugno non si incontreranno per discutere della faccenda. Quindi, la questione sarà affrontata solo durante la prossima estate.
Il dibattito è stato molto acceso quando si sono soffermati sulla norma che regola la possibilità di proprietari, allenatori, fantini, agenti di fantini e altre tipologie di dipendenti al settore ippico di poter partecipare direttamente al betting exchange.
Alla fine si è deciso che tutti questi operatori non possono scommettere perché direttamente coinvolti nell’andamento delle gare.
Rimaniamo in attesa di aggiornamenti.
Accordo Betfair-Playtech
(Homepage playtech.com/it)
Betfair sigla un accordo con Playtech per lanciare il poker in Spagna ed in Italia.
Nei primi mesi del 2013 il poker partirà prima in Spagna.
Invece, la strategia di Betfair per l’Italia è quella di attendere il lancio del Betting Exchange e poi del Poker. L’azienda leader in Inghilterra nel Betting Exchange si augura che al più presto parti in Italia lo scambio di scommesse, per essere competitivi su tutte le tipologie di gioco. Infatti, l’accordo prevede anche il lancio del Bingo e del Casinò.
Ian Chuter, direttore del gruppo Operations di Betfair, ha descritto il passaggio a Playtech come "La scelta logica per garantire un'offerta adeguata all'esigenza di Betfair. Questo accordo ci permette di offrire il poker di qualità nei mercati dove siamo sempre stati assenti".
Microgame, BIG e betting exchange.
(Credit:
http://www.microgame.it/ )
Si muove qualcosa in Italia per il Betting Exchange. Secondo l’Agicos (Agenzia Giornalistica Concorsi e Scommesse), il Consiglio di Stato sta per inviare il suo parere ai Monopoli. Sarebbe un altro importante passo in avanti per lo “scambio di scommesse”.
In realtà, la notizia è stata inserita all’interno di un’altra importante news: la possibile fusione tra BIG (Best in Game) e Microgame, entrambi leader nel mercato online.
L’obiettivo è quello di offrire un unico prodotto, solido e tecnologicamente all’avanguardia soprattutto in relazione all’arrivo di nuovi giochi come le slot on line (il via è previsto ad inizio dicembre), i virtual games e proprio il Betting Exchange. In aggiunta, questa fusione porterebbe ad un rafforzamento di tutti i prodotti già presenti, come il poker.
Durante questo incontro preliminare, si sarebbe parlato anche delle politiche per contrastare i flussi di scommesse che vanno nei siti .com e di strategie per creare e diffondere il betting exchange. A breve si conosceranno altri dettagli della fusione.
Come abbiamo già ricordato, Microgame ha già ufficializzato il suo accordo con GBE (Global Betting Exchange) per quanto riguarda la parte del software da utilizzare per lo scambio scommesse. La società beneventana, quindi, si appresta a diventare un autorevole protagonista nell’ambito del betting exchange in Italia.
SNAI: il piano non prevede il betting exchange.
Lo scalping nel betting exchange
L' essenza dello scalping nel betting exchange è Puntare su una quota alta e bancare su una quota più bassa. L'origine di questa strategia è da ricercare nei mercati azionari e il termine deriva dalla parola inglese "To scalp".
“E qual è la differenza rispetto al trading classico?”, vi chiedete giustamente. A prima vista nessuna: la logica è la stessa. Io devo puntare su una quota che reputo alta e bancare quando questa quota è scesa.
Altra avvertenza importante: qualora la nostra previsione non si sia avverata, e la quota non scende o addirittura sale, bisogna bancare subito. Meglio una piccola perdita certa che una grande perdita probabile, proprio perché la logica dello scalping consiste nel puntare su più quote, e quindi guadagnare sulla quantità degli eventi su cui si è scommesso.
Per fare scalping è necessario come prima cosa studiare le statistiche delle squadre su cui si intende applicarlo e per fare la strategia del punta e banca è necessario trovare match dove tendenzialmente si segnano pochi goal. Più passa il tempo e si rimane senza goal (o con il punteggio precedente) e più la quota scende permettendo al trader di fare ottimi profitti in rapporto al capitale utilizzato.
Lo scalping è una strategia di betting exchange adatta adatta a chi è veloce con il mouse e riesce a gestire lo stress derivante dalla stessa.
Per chi vuole approfondire questa tecnica è consigliata la lettura del libro betting exchnage la rivoluzione del trading sportivo di Gianluca Landi.
Per vedere qualche minuto di scalping live su Betfair.it sotto potete trovare un video realizzato dall'autore del libro stesso.
Gioca responsabile e...informato!
(homepage del sito giocaresponsabile.it, visitatelo!)
Il betting exchange è una meravigliosa rivoluzionaria modalità di scommesse, che ha ormai coinvolto milioni di appassionati in tutto il mondo. Un semplice gioco che ti permette di scegliere tra il ruolo del banco o quello del puntatore. Ciò che è importante sottolineare, però, è che c’è solo una strategia vincente: il gioco responsabile.
C’è chi fa del betting exchange la fonte primaria di guadagno, chi arrotonda le proprie entrate mensili, chi ci rimette piccole somme e chi mette a repentaglio la propria vita.
La prima categoria è formata da persone che agiscono sugli exchanges in maniera professionale, che hanno alle spalle anni di esperienza sul campo, conoscono diverse strategie da attuare in qualsiasi momento, hanno una gestione del capitale attenta e responsabile, in grado di massimizzare i profitti e limitare le perdite. Inoltre, fanno particolare attenzione all’aspetto mentale-psicologico, cosa che permette di evitare errori banali. Questa categoria è quantificabile in un massimo del 5% (esagerando) del totale dei giocatori del betting exchange.
La seconda categoria è formata da persone che iniziano ad avere una discreta esperienza sul campo, hanno un capitale poco cospicuo da investire e, cosa più importante, si divertono non mettendo a repentaglio nulla della loro vita. “Investono” in maniera responsabile una piccolissima quota delle entrate mensili.
La terza categoria è formata da persone poco esperte, che stanno appena cominciando il loro percorso di conoscenza del gioco, sono consapevoli del loro status di “inesperti” e dunque investono piccole somme per cercare di entrare al meglio nel meccanismo.
La quarta ed ultima categoria, invece, è formata da persone inesperte a livello strategico e a livello di money management. Fragili a livello psicologico, sono coloro che più rischiano di mettere a repentaglio tutto ciò che si cono conquistati durante la loro vita.
Il betting exchange è, dunque, un rischio. Informati e...gioca responsabile!
Amarcord: lo "scontro" Bancora - Zuccoli sul betting exchange
Ottobre 2007. Va in scena uno dei più grandi dibattiti italiani riguardo il betting exchange. I protagonisti sono il giornalista Carlo Zuccoli e l’AD di Betfair Massimiliano Bancora. Arena: il Blog Servizi Vincenti di Ubaldo Scanagatta. Tutto nasce da un articolo del giornalista comasco riguardo il betting exchange. 3 in sostanza gli argomenti trattati: la genesi degli exchanges (in particolare Betfair), la possibilità di scommettere su eventi già terminati e la tesi secondo cui “con l’introduzione degli exchanges l’integrità degli avvenimenti sportivi oggetti di questo mercato in molti casi se ne è andata a benedire”. Dopo diversi commenti da parte di utenti clienti di Betfair giunge quello di Max Bancora, AD di Betfair che decide di partecipare in prima persona alla conversazione, per sottolineare le diverse inesattezze di Zuccoli. In primo luogo viene fatto notare che solo una piccola percentuale delle migliaia di eventi offerti quotidianamente da Betfair non è gestita dallo staff e che quindi al cliente viene spiegato chiaramente che deve essere consapevole di dover tutelare la propria posizione di rischio. Riguardo invece la suddetta tesi di Zuccoli la risposta di Bancora è stata:”Ogni giocata su Betfair conserva delle impronte digitali elettroniche: siamo in grado di analizzare i dati relativi ad ogni singola transazione che ha luogo sul nostro sito in maniera estremamente dettagliata e approfondita e, dove ce ne siano gli estremi, condividere queste informazioni con federazioni e associazioni dei vari sport. Ad oggi, abbiamo stretto accordi per la condivisone di informazione nel caso di scommesse sospette con ATP e WTA, giusto per limitarsi al tennis. E’ parte della nostra strategia di crescita prendere contatto e promuovere tali accordi con il maggior numero di governing bodies nelle nazioni in cui acquisiamo licenza ad operare. Dall’altra parte - ma nell’articolo il Sig. Zuccoli dimentica di menzionarlo - oggi è perfettamente possibile entrare in qualsiasi agenzia di scommesse italiana o straniera e scommettere in forma completamente anonima sulla vittoria di un tennista (che è come scommettere sulla sconfitta dell’altro, vero Zuccoli?).” Una risposta esaustiva ad una tesi bizzarra.
Il cavallo. La candela. Le sale di gioco?
Qualche giorno fa abbiamo trattato del futuro dei quotisti con l’avvento del betting exchange in Italia. La tesi di fondo è: il ruolo di quotista verrà svolto sempre di meno, inteso come chi fa la quota, ma si imporrà la funzione di gestione del rischio. Insomma, il quotista assomiglierà più ad un analista di borsa, che controlla le variazioni di mercato su un determinato evento in base alle puntate.
Invece, la domanda che ci poniamo oggi è: così come l’auto ha sostituito il cavallo, la lampadina ha sostituito la candela, il betting exchange renderà superflui i negozi di gioco?
Per arrivare alla risposta, esaminiamo come AAMS/ADM si sta muovendo nel settore dei giochi.
Entro la fine dell’anno partiranno le sperimentazione dei Virtual Games e del palinsesto personalizzato.
I Virtual Games sono scommesse a quota fissa su simulazione di eventi sportivi , in tutto e per tutto simili a quelli veri, ma generati dal computer. Sarà il concessionario a decidere quando inserirli e presumibilmente combaceranno con i momenti “morti” all’interno dell’agenzia di scommesse.
Anche il palinsesto personalizzato darà un impulso alle scommesse. Così come avviene nella patria del Betting, l’Inghilterra, si potrà giocare su tutto, argomenti di attualità, di politica, di gossip, determinati accadimenti in eventi sportivi, (per Es. quale giocatore batterà il prossimo calcio d’angolo?) Unico limite: non si possono inserire in palinsesto eventi o comportamenti contrari alla morale, all’ordine pubblico o al buon costume, o costituire incitamento alla commissione di reati o violazioni.
Inoltre, la società Sportradar ha vinto a luglio l’appalto per la fornitura di un supporto informatico per le scommesse live. Ciò porterà ad un ampliamento di questa tipologia di scommessa in palinsesto. Per esempio, si potrà scommettere ogni giorno sul tennis. Come conseguenza, ci sarà l’ampliamento del numero di puntate in tutto l’arco della giornata, che porterà un vantaggio al betting exchange, ma anche alle scommesse tradizionali.
Dopo questa disamine, la risposta al nostro interrogativo, e cioè il Betting Exchange segnerà la fine dei negozi di gioco, è no. L’agenzia sarà ancora un’attrazione per lo scommettitore, almeno nel futuro prossimo.
Senza dimenticare il ruolo sociale che svolge un’agenzia, fatto di relazioni, di emozioni, di condivisione…ma questa è un’altra storia, che saremo felici un giorno di raccontarvi.
La fiducia di Cruddace (Betfair) nelle autorità italiane
Come ormai è noto a tutti, i giorni di agosto sono stati roventi non soltanto da un punto di vista climatico. La notizia del presunto rinvio dell’introduzione del betting exchange al 2015 in Italia ha creato non pochi malumori a tutti coloro che pregustavano una layata (finalmente legale) anche in Italia. Le voci hanno continuato a circolare in rete, probabilmente alimentate dal silenzio di operatori ed addetti ai lavori. Silenzio che ci auguriamo venga prima o poi abbandonato, magari proprio attraverso questo Blog, strumento sempre libero e aperto nei confronti di chiunque volesse esprimere la propria opinione.
Fin dall’inizio il Blog si è focalizzato sulle dichiarazioni di operatori del settore ex ante la presunta notizia del rinvio, per sottolineare la convinzione unanime dell’introduzione del betting exchange entro il 2013. Tra queste ricordiamo quelle di Martin Cruddace, Chief Legal and Regulatory Officer and Company Secretary dal 2004 di Betfair, nel gennaio 2012:
"Questo decreto è segno del continuo e positivo sviluppo nel Paese della regolamentazione sul gioco online e dimostra che le autorità italiane hanno piena fiducia nel fatto che l'introduzione del betting exchange sarà un evento positivo sia per i consumatori che per il mercato delle scommesse in generale"
La dimostrazione della piena fiducia delle autorità italiane riguardo al fatto che il betting exchange sia un evento positivo sia per i consumatori e sia per il mercato delle scommesse in generale è giunta pochi mesi dopo grazie all’interrogazione parlamentare della senatrice Dorina Bianchi (PDL), che ha sottolineato come il betting exchange sia
“un pericolo per l’ordine pubblico, in particolare ai fini del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale”.
A distanza di 8 mesi, secondo voi, Cruddace avrebbe il coraggio di ribadire la propria fiducia nelle autorità italiane?
Il betting exchange segnerà la fine dei quotisti?
Le analisi dei campionati saranno ridotte nel tempo, e pian piano il lavoro del quotista assomiglierà sempre più a quello di un analista di borsa. Probabilmente, la stessa parola “quotista” (che, se vogliamo, è alquanto cacofonica e non esprime compiutamente le mansioni del lavoratore) smetterà di essere usata. Inoltre, perderà importanza la manifestazione in sé, mentre ne acquisterà la classe di esito, cioè il tipo di scommessa: è infatti molto probabile che l’avvento dei virtual games attirerà una quantità di gettito tale da dover dedicare più tempo a loro che alle tipologie di scommessa classiche.
I bookmaker infatti adesso non fanno più le quote mediante un software proprietario ma le prendono dal betfair exchange e il quotista ha solo il compito di variarle leggermente in base alle sue considerazioni e esperienza. I quotisti devono verificare che le odds non si discostino troppo da betfair per non consentire di fare le sure bet.
Il punto sull'indiscrezione del rinvio del betting exchange
La notizia del presunto rinvio del betting exchange in Italia ha provocato grossi malumori in tutti gli appassionati di questa modalità di scommesse, sia per coloro che hanno già avuto la fortuna di poter provare (illegalmente) lo scambio scommesse su siti esteri, sia tra coloro che non vedono l’ora di poter utilizzare questo nuovo prodotto. Diciamo la verità: questa notizia oltre ai malumori ha generato anche una grossa dose di stupore in tutti noi. Sembrava ormai certo l’avvento del betting exchange: le parole di Bancora, quelle di Abodi e quelle di Cruddace lasciavano prefigurare l’introduzione entro l’inizio del 2013. Ma le notizie relative al rinvio del punta e banca in Italia addirittura al 2015 hanno minato ogni tipo di certezza.
Il Blog ha manifestato sin dal primo momento alcune perplessità riguardo l’indiscrezione, posizione tra l’altro condivisa da diversi lettori del Blog. Il lavoro di verifica è proseguito nel corso di questi giorni, nonostante l’afa incessante. Le informazioni che sono in nostro possesso però, sembrano essere positive. Ad oggi, non ci risulta alcun rinvio del betting exchange in Italia. Dunque l’introduzione dovrebbe avvenire regolarmente entro i primi mesi del 2013. Ovviamente continueremo a seguire l’evolversi della situazione, pronti ad aggiornarvi in tempo reale su qualsiasi novità in nostro possesso.













