Betting exchange temuto dagli operatori

L’arrivo del betting exchange in Italia ha generato una grande mole di curiosità intorno a questo prodotto e tutti i network nazionali stanno timidamente iniziando a trattare questa innovativa modalità di scommesse. In particolare, Zona TS ha dedicato un video all’argomento. Mara Di Lecce ha introdotto il betting exchange affermando che è “tanto atteso dai giocatori” ma che è anche “un po’ temuto dagli operatori”. Esatto! Non poteva esistere sintesi migliore per definire il betting exchange italico. La giornalista ha poi continuato elencando le caratteristiche che avrà il peer to peer in Italia. Innanzitutto, le prossime scadenze: entro giugno dovranno pervenire le domande degli operatori ai Monopoli, a luglio inizio fase di test. Poi una breve spiegazione del funzionamento del betting exchange e un  accenno ai due fattori di criticità contenuti nel decreto: liquidità esclusivamente nazionale e impossibilità di creare network. Dunque questo “betting exchange made in Italy” sarebbe “innovazione monca”. Se non dovessero essere risolti in breve tempo i suddetti fattori di criticità, la definizione di Zona TS rischierebbe di diventare quanto mai indovinata.


Giulio Coraggio

Il Coraggio dell’onestà intellettuale.

In questi mesi sul betting exchange abbiamo letto di tutto. Spesso le opinioni sono state guidate dagli interessi, più che dall’onestà intellettuale. Quest’ultima caratteristica, invece, l’abbiamo ritrovata nell’intervento fornito da Giulio Coraggio (avvocato dello Studio Legale Dla Piper, esperto di giochi) a GiocoNews. Coraggio ha esordito sottolineando come sia una buona notizia l’arrivo del peer to peer ma che bisognerà vedere la reazione degli operatori di fronte a 2 elementi cruciali assenti nel decreto: la liquidità internazionale e l’impossibilità di creare network. Piccola parentesi: la possibilità di creare circuiti di operatori, secondo indiscrezioni raccolte da Agipro, sarà data quasi certamente in un secondo momento.
Secondo Coraggio, occorre capire “quanto il prodotto dot it potrà competere col dot com, quanto sarà interessante l’offerta italiana”. Dunque, il betting exchange è “un gioco che necessita di una liquidità molto elevata e se ci si riduce ad una liquidità solo nazionale il timore è che il betting exchange possa risultare poco profittevole per gli scommettitori”.
Infine, un avvertimento:”Dovranno essere introdotti dei sistemi di controllo molto importanti, specie in una fase come questa in cui gli scandali sulle scommesse illegali sono all’ordine del giorno. Tuttavia crediamo che AAMS sia attrezzata per questo.”


creativity and innovation

Ginestra (Assosnai):”Betting exchange novità che non serve”. A voi.

                                                  (Credit photo)            


Prevedibili come il caldo afoso a ferragosto. Sono arrivate le prime reazioni da parte di bookmakers e di associazioni di tutela della categoria subito dopo la notizia della pubblicazione che regolamenta in maniera ufficiale il betting exchange in Italia. Le agenzie di stampa hanno riportato le dichiarazioni di Francesco Ginestra, presidente dell’Assosnai, che si è espresso sul betting exchange. Ma cos’è Assosnai? Dal loro sito ufficiale:”La storia di Assosnai parte da lontano; è dal 1948, con la fondazione dell’Associazione Nazionale Concessionari Sale Corse che Assosnai tutela gli interessi professionali, morali giuridici ed economici della categoria. [...] I servizi per gli Associati sono studiati e realizzati per rispondere alle esigenze degli operatori del settore”.
Ad Agipro, Ginestra si è scagliato contro il prodotto betting exchange, non contro le caratteristiche italiche che rischiano di diminuire l’enorme potenziale del p2p. Lo scambio scommesse per Ginestra è dunque una novità che non serve. Peccato che le centinaia di persone che affollano quotidianamente questo Blog la pensino in maniera diversa. Secondo il rappresentante dell’Assosnai “si amplia l’offerta senza che ci sia una domanda”. Si tratta di un falso. La domanda c’è, esiste da diversi anni ed è abbastanza consistente. Soltanto che è soddisfatta soltanto dai siti .com, con conseguente danno erariale per lo Stato. Rispondere alle esigenze dei clienti, anche in Italia per una buona volta, dovrebbe rappresentare l’essenza di ogni business.
Ginestra ha aggiunto che “si punta su un prodotto che porterà meno soldi nelle casse dello Stato e che potrebbe aggravare il rischio di gioco problematico”. La prima affermazione è falsa. Riportare in Italia (attraverso un prodotto adeguato, sia chiaro) gli utenti che operano sulle piattaforme .com comporterebbe un vantaggio per l’Italia. La seconda non è supportata da numeri, cifre, ricerche. Insomma: è basata su una semplice opinione personale.
Infine, Ginestra ha concluso dicendo:“Dare a chiunque la possibilità di fare il “banco” a mio avviso svuoterà ulteriormente di valore il prodotto scommesse nella rete fisica. Troppa acqua allaga, non irriga”. Essere troppo conservatori, invece, non porta innovazione.


doganemonopoli

Decreto betting exchange in pillole

Come vi abbiamo detto l’altro ieri, AAMS ha pubblicato il decreto (18 marzo 2013 n. 47) recante la disciplina delle scommesse a distanza a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, il betting exchange.
Ecco in pillole ciò che stabilisce il decreto:

  • Nessuna possibilità di creazione di network, quindi ogni concessionario potrà far praticare il betting exchange solo tra i propri clienti. Alcune fonti affermano però che a breve potrà uscire una modifica al decreto dove si amplierà il gioco ai network.
  • Il betting exchange potrà riguardare le scommesse inserite dai Monopoli nel palinsesto generale o in quello complementare del singolo operatore, e l’interazione virtuale avviene unicamente tramite la mediazione del concessionario di gioco e dopo il necessario passaggio tecnico a Sogei.
  • Saranno ammesse solo puntate singole.
  • Le puntate potranno essere fatte solo sullo sport. Quindi è esclusa l’ippica dal betting exchange.
  • La scommessa minima è fisssata a 50 centesimi, sono accettabili solo i multipli e la vincita massima è fissata a 10 mila euro.
  • Gli operatori potranno trattenere come commissione fino ad un massimo del 10% sulla vincita e su questa percentuale sarà calcolato il 20% dell’imposta. Indiscrezioni parlano che i concessionari non applicheranno più del 5% sulle vincite. 

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DecretoBettingExchange

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per il betting exchange!

CI SIAMO! In data odierna è stato, finalmente, pubblicato il decreto che introduce ufficialmente il betting exchange in Italia. Un passo storico, che sancisce il definitivo approdo dello scambio scommesse nel Belpaese. Il decreto è consultabile nel dettaglio a questo link: CLICCA QUI
Nei prossimi giorni cercheremo di sintetizzare il contenuto del decreto, estrapolando i passi salienti che interessano a betting traders e operatori del settore.
Questo decreto verrà accolto dai tantissimi appassionati di scambio scommesse in Italia in maniera differente, come è ovvio che sia. Ci sarà chi lo criticherà aspramente e chi lo difenderà a spada tratta. Giusto così. L'importante è, però, remare tutti dalla stessa parte. Le critiche dovranno essere costruttive, non distruttive. Altrimenti si corre il rischio di fare il gioco delle lobby che hanno tutti gli interessi a far sì che il betting exchange, in Italia, non ci arrivi mai.

Cisiamo...quasi .

CI SIAMO...QUASI! Test per il betting exchange al via. Ecco quando.

E’ l’AAMS a dare la notizia che tutti i betting traders aspettavano. L’iter per l’introduzione del betting exchange è ormai giunto alla fase di test. La data? Orientativamente entro luglio. In linea con le previsioni dunque. Inoltre, è stata fornita anche la bozza del protocollo di comunicazione con interazione diretta tra i giocatori PSID. Dal tecnichese all’italiano: il protocollo che regola il betting exchange.
Sono stati forniti anche gli indirizzi e-mail, utili agli operatori del settore per fornire eventuali osservazioni, quesiti e richieste di chiarimento.


Breon Corcoran

Corcoran (Betfair):”Slancio normativo positivo in Italia, Spagna e Stati Uniti”

Attraverso un comunicato stampa, Betfair ha rilasciato un aggiornamento riguardo i progressi compiuti sin qui. Il bilancio è entusiasmante. Sono stati raggiunti praticamente tutti gli obiettivi prefissati a dicembre dal nuovo management. Tagliate le spese superflue, record di acquisizione utenti in UK (conseguenza anche dell’acquisto del database clienti Blue Square), concentrazione di risorse nei mercati regolamentati. Inoltre, nuovi investimenti sono previsti per i mesi prossimi. Il Chief Executive Officer di Betfair, Breon Corcoran, ha mostrato tutta la sua soddisfazione per il momento che sta vivendo la società:”Abbiamo ottenuto molto da quando abbiamo deciso la nostra nuova strategia a dicembre. Il business ha subito cambiamenti significativi. Una vasta ristrutturazione è stata completata prima del previsto e ciò ci consente di aumentare notevolmente i risparmi. Allo stesso tempo, è aumentata la velocità di sviluppo del nuovo sportsbook che presenteremo entro 3 mesi. La strategia sta funzionando, abbiamo dimostrato che la combinazione exchange-sportsbook è in grado di fornire un vantaggio competitivo”. Infine, il passaggio che riguarda da vicino noi italiani:”Mentre ci stiamo giustamente concentrando sui mercati regolamentati, soprattutto Regno Unito e Irlanda, sono fermamente convinto che ci sia una significativa opportunità internazionale. Abbiamo visto di recente uno slancio normativo positivo in Italia, Spagna e Stati Uniti. Questo è solo l’inizio comunque. In pochi mesi abbiamo compiuto notevoli progressi e abbiamo dimostrato le possibilità che Betfair ha davanti a sè”.


Sumaverdespetizionebettingexchange

Oltre 500 firme per il betting exchange in Spagna: ecco l’impresa di sumaverdes.com.

Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quella di sumaverdes.com è senza dubbio una di queste. Il blog è riuscito nell’impresa di raccogliere oltre 500 firme per convincere DGOJ a introdurre ufficialmente il betting exchange in Spagna, riuscendo a contrastare in maniera efficace sul piano della comunicazione le solite lagne dei bookmakers tradizionali, impauriti dalla concorrenza di Betfair e delle altre varie piattaforme di scambio scommesse. 
Di questa iniziativa e di tanto altro ne abbiamo parlato con Cristian Cruzado Armenteros, fondatore di sumaverdes.com.

BT:”Cos’è sumaverdes.com? Di cosa si occupa?”
CA:”Sumaverdes è il primo blog posizionato su Google riguardo il betting exchange e strategie di trading sportivo in Spagna. L’ho creato con l’idea di essere in grado di insegnare ai principianti il meraviglioso mondo del betting exchange. E’ nato come blog didattico sul trading ma adesso fornisce anche informazioni sul betting exchange”.

BT:”Sumaverdes ha raccolto oltre 500 firme per introdurre lo scambio scommesse in Spagna. Quanto pensi abbiano influito sulla scelta finale di DGOJ?”
CA:”DGOJ ha lanciato un periodo di consultazioni per conoscere le opinioni delle persone legate al settore del gaming. Abbiamo ascoltato molte voci di persone che non gradivano l’introduzione del betting exchange in Spagna perchè i bookmakers e gli enti legati alle lotterie non volevano condividere quote di mercato con Betfair. Volevamo, però, che DGOJ ascoltasse la voce di tutti gli scommettitori online. Questa impresa non è importante quanto il grande movimento sociale che si è creato. Abbiamo mobilitato sui social network tutte le persone legate al betting exchange. Tra le altre anche Sacha Michaud, general manager di Betfair Iberia, ha pubblicamente firmato e sostenuto la petizione attraverso il suo account ufficiale di Twitter. Quando ho consegnato a DGOJ le firme, ho spiegato i vantaggi del betting exchange, utile aiuto per ridurre il numero di operatori illegali, per migliorare la trasparenza e per garantire ai betting traders le migliori quote."

BT:”Alcune agenzie di stampa italiane specializzate in giochi prevedono l’introduzione del betting exchange in Spagna entro fine 2013 (in coincidenza con l’Italia). Condividi questa previsione?”
CA:”Il processo legislativo in Spagna tende ad essere lento, ma DGOJ ha promesso di dare la priorità allo scambio scommesse per introdurlo al più presto.”

BT:”Al momento è possibile scommettere sulle piattaforme .com in Spagna?"
CA:”Non è possibile. DGOJ permette di operare solo nei siti .es, ma non ci sono piattaforme di scambio scommesse .es per noi al momento, in quanto l’exchange non è ancora definitivamente introdotto. Le uniche persone che operano sui .com utilizzano un VPN, un computer “ponte” per bypassare la censura. Anche se i grandi betting traders sono emigrati verso il Regno Unito."

Infine, un ultimo sguardo ai possibili competitors nell’ambito del betting exchange internazionale, dello squalo del settore: Betfair.

BT:”Quali saranno i competitors all’altezza di Betfair? Che opinione hai?”
CA:”Betdaq o Smarkets stanno compiendo passi in avanti. Sono anche venuti alla luce delle piattaforme cinesi di scambio scommesse, ma non sono autorizzate qui. Credo che Betfair sia il sito con più esperienza di tutti, traccia la strada e gli altri cercano di seguirla. Ma al momento, non ha seri concorrenti.”


DGOJlogo

DGOJ ha deciso: via libera al betting exchange in Spagna!

Finalmente è arrivata la decisione tanto auspicata dai traders spagnoli. DGOJ (sigla che sta per Dirección General de Ordenación del Juego) ha annunciato la regolamentazione del betting exchange e delle slot online. Sul Blog abbiamo seguito con molto interesse l’evoluzione di questa situazione. Facciamo un breve riepilogo:

  • Inizio febbraio 2013: DGOJ attraverso il suo direttore generale, Enrique Alejo, annuncia di aver bisogno di tempo per valutare i potenziali rischi del betting exchange.
  • Metà febbraio 2013: DGOJ annuncia per metà aprile la decisione definitiva sull’avvio o meno del processo di regolamentazione del betting exchange in Spagna.    
  • Metà aprile 2013: DGOJ annuncia l’avvio del processo di regolamentazione del betting exchange in Spagna. 

Adesso, occhi puntati sul futuro. Il processo di regolamentazione in Spagna, al contrario dell’Italia, si preannuncia abbastanza veloce. E un sentimento di grossa invidia, ci assale.
Secondo alcune previsioni addirittura il lancio sarebbe previsto entro fine 2013 (in concomitanza con noi, dunque). Questa notizia è stata accolta, naturalmente, con favore da parte di Betfair che annunciato un incremento di investimenti nel mercato iberico.


SogeiPompei

Pompei (Sogei):”Pronti per il betting exchange”.

Nel workshop di ieri sul gioco online tenutosi al Politecnico di Milano, ci sono state diverse persone che hanno toccato l’argomento del betting exchange italico. Ieri sul Blog abbiamo riportato il pensiero di Bancora (AD di Betfair Italia), che ha previsto un aumento delle giocate in live nel 2013. Oggi, invece, proponiamo le parole di Daniela Pompei, responsabile SOGEI, rilasciate ad agicos. “Se la spesa per il gioco sembra aver cessato la crescita, non si può dire lo stesso per i flussi, che sono in costante aumento. Si gioca più in termini di partite, ma si punta meno in termini di spesa. Sogei ha rilevato un aumento delle transazioni: ad esempio da 130 a 138 milioni di biglietti venduti nel settore delle scommesse.” Infine, i nuovi prodotti:”Prossime sfide le scommesse virtuali e il betting exchange, per il quale siamo pronti



BancoraBetfair

Bancora (AD Betfair):”Nel 2013 vedremo crescita live”

Oggi al Politecnico di Milano si è tenuto un workshop di approfondimento riguardo il gioco online. E’ intervenuto anche Massimiliano Bancora, amministratore delegato di Betfair Italia:“Per il 2013 Betfair pensa che non ci sia un grosso cambiamento nel trend. Si contrae del 45% la multipla rispetto alla singola, il mercato si avvia quindi verso la maturità. Stiamo seguendo l’andamento del Regno Unito con sempre più scommesse singole. La concentrazione delle singole implica un aumento delle vincite e quindi una riduzione dei guadagni del bookmaker. Come cambiamento di scenario, nel 2013 vedremo un incremento del live, è un trend che avverrà anche in Italia grazie all’introduzione di nuove scommesse (leggasi betting exchange ndr). Attualmente non ci avviciniamo al trend internazionale dove il live ricopre il 60% delle giocate”.



AgenziaDoganeeMonopoli

Magistro:”Avvio betting exchange entro quest’anno”


Il vice-direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Luigi Magistro, ieri ha rilasciato delle importanti dichiarazioni a margine dell’audizione pubblica organizzata a Bruxelles dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE). Tra i temi trattati, anche il betting exchange. Magistro ha sostanzialmente confermato l’introduzione dello scambio scommesse in Italia entro il 2013. Una ulteriore conferma alle notizie già fatte trapelare nelle settimane scorse. Una frase in particolare però, ha fatto storcere il naso a più di una persona. Quel “gioco minore” riferito al betting exchange è risultato essere assai sgradevole. Il betting exchange, nei Paesi dove è stato regolamentato adeguatamente, ha dimostrato di essere un prodotto eccezionale e rivoluzionario per il settore delle scommesse. Piuttosto che definire lo scambio scommesse come “gioco minore” invitiamo il signor Magistro a far sì, attraverso adeguate normative, che non lo diventi soltanto in Italia.


Betfair

Cosa succederà agli utenti italiani di betfair.com?

Con l’ormai sempre più vicino avvento del betting exchange italiano, un tema in grado di creare numerose discussioni è sicuramente quello legato al comportamento di Betfair nei confronti degli utenti italiani (o meglio: residenti in Italia) che operano nell’ambito della piattaforma .com. A chiarire la questione ci ha pensato Massimiliano Bancora, AD di Betfair Italia, grazie ad un dibattito avvenuto sulla storica community di InfoBetting. Un’ora di confronto, per rispondere alle tantissime domande degli appassionati di betting exchange italiani. Un' iniziativa davvero lodevole. Un primo chiarimento si è avuto riguardo la piattaforma: verrà utilizzata quella del .com adattata alla normativa italiana.
Riguardo il processo di migrazione, invece, funzionerà così: gli utenti residenti in Italia, tuttora iscritti a betfair.com, dovranno integrare le informazioni al momento disponibili sul .com con altre indispensabili per la normativa italiana (come il codice fiscale). Quindi, in sostanza, sgombriamo il campo dai dubbi: per tutti i cittadini residenti in Italia sarà
impossibile continuare ad avvalersi del .com.  Per quanto riguarda gli importi presenti sul conto .com, la procedura non è stata ancora definita nei dettagli. Probabilmente, però, si darà la possibilità agli utenti italiani di prelevare dal conto .com per poi chiudere il conto.


Grilli ha firmato il decreto per il betting exchange. Dicci la tua!

Il ministro dell’economia Vittorio Grilli ha, finalmente (!), firmato il decreto ministeriale che introduce ufficialmente (e legalmente) il betting exchange in Italia. L’avvio della nuova modalità di scommesse sarebbe previsto per la fine di quest’anno. I prossimi step, dunque, sono:
-Corte dei Conti
-Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
Dai primi lanci delle agenzie però, è emerso un aspetto inquietante: la
liquidità nazionale.  
Ovviamente è possibile formulare diverse ipotesi riguardo questa notizia. Una tra tante: e se venisse utilizzata solo per la fase iniziale per poi passare ad una liquidità INTERnazionale?
Possibile. Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti che puntualmente riporteremo sul Blog. Intanto, la discussione si infiamma sui nostri canali social. Dicci la tua!





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Il 22 aprile giorno decisivo per il betting exchange in Spagna.


Come vi abbiamo già preannunciato, l’arrivo del betting exchange in Spagna non è imminente. Si attende il DGOJ (Dirección General de Ordenación del Juego), l’ente regolatore spagnolo del gioco, che deciderà sull’introduzione delle slot on line e del betting exchange. Il DGOJ ha avviato le consultazioni sul possibile impatto sociale ed economico dell’introduzione di questi nuovi giochi. Gli interessati hanno tempo fino al 6 marzo per esprimere tutte le osservazioni, dopodiché la decisione sarà emessa dopo 45 giorni. Entro il 6 marzo gli operatori di gioco coinvolti dovranno fornire informazioni sui seguenti punti di analisi:
·         Fornire i migliori esempi internazionali di regolamentazione in materia;
·         Esprimere una valutazione sui costi e i benefici economici e sociali sull’introduzione dei nuovi giochi;

·         Esporre le politiche che gli stessi operatori metteranno in campo per promuovere il gioco responsabile, il fair play, lotta alle infiltrazioni della criminalità nel settore dei giochi, il divieto di gioco ai minori.


Gerenza

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