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Focus on: World Bet Exchange

World Bet Exchange LogoWorld Bet Exchange è un provider che mette a disposizione dei propri utenti la piattaforma di Betting Exchange. La società ha sede a Notting Hill Gate, Londra, nel Regno Unito, e la licenza è stata rilasciata dalla UK Gambling Commission. 

WBX.com è stata fondata nel 2002 da Malcolm Gray ma ufficialmente il lancio vero e proprio si è avuto nel novembre del 2006, ponendosi come valida alternativa al colosso Betfair. Prima del lancio del WBX.com, la società era già il quarto più grande sponsor delle corse ippiche in Gran Bretagna,  dopo aver speso più di £ 250.000 in più di 200 sponsorizzazioni per gara. WBX applica anche gli sconti fedeltà. 

Puntando con loro si accumulano punti WBX. In base ai punti accumulati si determina il livello dello sconto fedeltà WBX. Quindi, più si scommette con WBX, più punti si accumulano e più basso è il tasso di commissione che si paga sulle scommesse vincenti.

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Spagna, arrivo del betting exchange non imminente.

Il direttore generale di DGOJ (Dirección General de Ordenación del Juego) Enrique Alejo ha confermato che l’arrivo del betting exchange (e della legalizzazione delle slot online) non è imminente. Lo ha detto a margine di una presentazione avvenuta a Madrid, affermando di aver bisogno di più tempo per valutare i rischi potenziali per i giocatori. L’obiettivo di DGOJ è quello di creare un mercato del gioco il più trasparente possibile, in modo tale da infondere fiducia nei giocatori spagnoli, al fine di sviluppare al meglio il mercato dei .es.
Inoltre, Enrique Alejo ha rilanciato la proposta di istituire una campagna di comunicazione volta ad accrescere la consapevolezza dei rischi del gioco tra i giocatori spagnoli visto i numeri in crescita del settore negli ultimi mesi.


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Rodano:”Betting exchange pronto nel giro di pochi mesi.”

A margine del “Legal Gaming Summit di Londra”, Francesco Rodano, capo dell’ufficio gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha rilasciato importanti dichiarazioni a “Gioco News” riguardo lo stato d’avanzamento del betting exchange in Italia. Ecco le sue parole:”Per tutti questi prodotti (betting exchange, scommesse virtuali e lotto online ndBT) siamo ad una fase avanzata di lavorazione, ogni passaggio politico è stato già superato e quindi saremo pronti nel giro di pochi mesi. Siamo stati tra i primi a regolamentare tutti i giochi online, contrastando il mercato illegale, l’Italia è una sorta di benchmark per i paesi europei. La crisi ha causato un calo dei consumi, che interessa anche i giochi. In Italia il legislatore ha deciso di adottare un approccio graduale dei diversi giochi online, anno dopo anno, fino ad arrivare al 2013 in cui tutti i principali giochi online saranno regolamentati”.
Le parole di Rodano sono piuttosto chiare. Entro qualche mese avremo il betting exchange (e altri giochi online) anche in Italia. Resta da capire quando. Aprile? Maggio? Settembre? Stavolta, l’ipotesi del rinvio, non può essere contemplata.


buon 2013

L'anno che verrà...



Quali sono le speranze per il 2013?
Chiudiamo questo 2012 con la speranza che il decreto finale sul betting exchange arrivi il più presto possibile.
Ci abbiamo sperato, così come gli operatori che credono in questo progetto, che l’anno si potesse chiudere con qualche passo in avanti in più. Così non è stato. Da ottobre tutto tace e nessuna si sbottona.
Dobbiamo sperare che nei primi mesi del 2013 la legislazione sul betting exchange prosegua il suo iter, che So.Ge.I. crei una piattaforma di gioco e che la sperimentazione di questa tipologia di gioco parta.
Cosa buttiamo giù dell’anno che sta per finire?
Buttiamo giù tutte le ostilità verso il betting exchange, buttiamo i pareri negativi, rigettiamo chi associa questa tipologia di gioco al calcioscommesse.
Cogliamo l’occasione per riaugurare a tutti un felice 2013!


California

Il betting exchange diventa realtà anche in California!

Il California Horse Racing Board ha finalmente approvato la legge che permetterà a tutti i cittadini del paese di scambiare scommesse sulle corse dei cavalli. La decisione è arrivata al termine di anni di burrascose battaglie legali. In particolare, i proprietari delle piste da corsa e il California Horse Racing Board temevano che, con l’introduzione dello scambio scommesse, i propri ricavi si sarebbero ridotti. Tuttavia, il CHRB ha cambiato idea e introdotto definitivamente il betting exchange. Per completare l’iter normativo, occorre solo l’autorizzazione dell’Office od Administrative Law. Sono 3, per adesso, le società interessate ad offrire piattaforme per scambiare liberamente scommesse: Betfair, Twinspires e Xpressbet. Le 3 società dovranno fornire al CHRB tutti i dettagli che possono consentire di monitorare le attività di mercato dello scambio scommesse.


Il trend: impennata per il betting exchange in Italia!






Che il betting exchange fosse una febbre in grado di contagiare anche l’Italia lo avevamo intuito già. La conferma arriva dai dati di Google Trend, un servizio offerto da Big G per esplorare i volumi di ricerca di determinate parole chiave. Un giochino semplice, in grado però di fornire una ulteriore testimonianza dell’enorme interesse intorno allo scambio scommesse. Come è possibile notare dal grafico, c’è stata una continua crescita in particolar modo a partire dal 2010 in avanti, crescita proseguita in maniera modesta nel 2011. Il 2012 è l’anno del boom: impennata a febbraio, decrescita a marzo, poi una velocissima crescita in concomitanza di diverse notizie chiave come le parole del presidente della Lega serie B  Abodi (ricordate? “pronti per il betting exchange”) e la conferma delle piattaforme Betfair e People’s Ibex in Italia. Da agosto 2012 (periodo storico: nascita Betting Trader!) in poi assistiamo al picco massimo di “attenzione” raggiunta per questa nuova modalità di scommesse. Il numero 100, infatti rappresenta il picco del volume di ricerca raggiunto precisamente nel mese di settembre. I dati di ottobre sono dati parziali e dunque si tratta di statistiche incomplete ma che continueremo a monitorare con attenzione.


D'Aloia (Microgame) e il salto della barricata.


Fabrizio D’Aloia (presidente e CEO Microgame) in un’intervista rilasciata a People’s Tv ha presentato le novità dei prodotti Microgame mostrati all’Enada che si è svolta il 17, il 18 e il 19 ottobre a Roma.  
Durante l’intervista il numero uno di Microgame si è soffermato sulla piattaforma People’s Ibex. Secondo D’Aloia “il desiderio dello scommettitore è di fare il salto della barricata”.  Sogno di ogni scommettitore è mettersi quindi al posto del bookmaker, fare da banco. Continua nell’intervista dicendo che “il betting exchange consente di ricreare una piazza dove è possibile far incontrare la domanda e l’offerta delle scommesse in maniera del tutto anonima".
People’s Ibex potrebbe essere una valida alternativa a Betfair e ad altri colossi che si butteranno nella “borsa di scambio scommesse”, perché sempre secondo D’Aloia “la piattaforma garantisce in termini di liquidità e di affidabilità".

Le persone si “incroceranno”, ma è totalmente garantito l’anonimato del giocatore.  D’Aloia conclude dicendo che “il giocatore potrà trovare delle quote migliori rispetto a quella dei bookmaker, anche con massimali di gioco che possono essere più rilevanti. Quindi sarà una modalità che affiancherà il tradizionale punto-banco dell’agenzia”. Per il provider beneventano il betting exchange non sostituirà il gioco tradizionale, ma si affiancherà.


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Betting exchange in Italia: liquidità nazionale o internazionale?



Il futuro dello scambio scommesse in Italia è quasi del tutto delineato. Partenza a breve (tra pochi mesi), operatori in gioco ufficialmente al momento: 2 (Betfair e People’s ibex, ma il numero è destinato a salire). In più, cominciano anche a circolare le prime preview riguardo le piattaforme come quella che abbiamo potuto ammirare pochi giorni fa grazie ad un video realizzato all’Enada e caricato sulla people’s tv. L’unico rebus riguarda un argomento delicato: la liquidità. Nazionale o internazionale? E’ questo il dilemma. In Rete è possibile trovare varie ipotesi: c’è chi pensa che ci sia una liquidità nazionale per i primi mesi del peer to peer in Italia, chi pensa che ci sia direttamente una liquidità internazionale, chi crede ci possa essere solo una liquidità nazionale causa vari ostacoli normativi.
In realtà, immaginare una liquidità esclusivamente nazionale ci risulta difficile per vari motivi. In primo luogo il prodotto non sarebbe più competitivo perchè la liquidità è un fattore cruciale per ogni exchanges che si rispetti. In più, sarebbe impossibile far ritornare a investire in Italia coloro che operano oggi negli exchange “.com” in maniera illegale. In ultima analisi non ci sarebbero neanche grossi benefici erarariali per lo Stato.
Oltre a tutte queste ragioni, alcuni bene informati del settore ci hanno in realtà confermato che la liquidità sarà internazionale (così, come tra l’altro previsto nel decreto). Una notizia che sicuramente renderà felici coloro che aspettano con impazienza l’arrivo del betting exchange in Italia!
 


Il betting exchange non piace a Confindustria Sistema Gioco



Confindustria Sistema Gioco, con una missiva inviata al direttore dell’AAMS Luigi Magistro, ha espresso il parere contrario sull’introduzione del betting exchange in Italia.
Nel documento si legge che il betting exchange “può aumentare il rischio di corruzione nello sport e di riciclaggio del denaro e che il concessionario italiano disporrebbe di dati parziali per la verifica di operazioni sospette, rendendo difficoltose le attività di prevenzione e segnalazione. Il modello proposto dal decreto esclude poi la partecipazione al gioco da parte di società ma, poiché è prevista la liquidità internazionale, l’elusione del divieto da parte di soggetti esteri sarà resa più agevole con notevoli ripercussioni sull’ordine pubblico. Viene poi conferita la possibilità ai giocatore di “bancare”, fin qui affidata esclusivamente ai concessionari di gioco”. Confindustria Sistema Gioco auspica, quindi, un periodo di sperimentazione dove si utilizzi solo la liquidità nazionale.
Poi, si va al vero nocciolo della questione, e cioè l’aspetto fiscale: “Il diverso sistema di tassazione è molto più vantaggioso rispetto a quello delle scommesse online – lo 0,6% contro il 3% del gioco tradizionale - e rende questo prodotto più appetibile rispetto a quello tradizionale. E anche la posta di gioco (50 centesimi) è più bassa rispetto a quanto previsto per le scommesse (2 euro)”
Da questa missiva è palese che la reale preoccupazione di Confindustria Sistema Gioco, che rappresenta il 70% del settore, non è solo il rischio di malaffare, ma è che dal betting exchange possa scaturire una riduzione del business dei bookmaker. Ovviamente, ognuno guarda i propri interessi.
Noi continuiamo a non capire dove sia il nesso tra betting exchange e corruzione. Ci sembra che la corruzione “sportiva” ci sia già tanta in Italia, ma le scommesse peer to peer non ci sono ancora.
Inoltre, escludere l’ippica dal betting exchange, a nostro avviso, è un grave errore. Lo scambio scommesse poteva dare una mano al rilancio dell’ippica, ma ormai si preferisce un ippica “virtuale” (vedi le prossime scommesse su simulazione di eventi) a quella reale.


Magassociati

Marino (Mag Associati): “Il betting exchange avvicinerà moltissimi appassionati”.



“Le scommesse peer to peer rappresentano un completamento del portfolio giochi” e avvicineranno “decine di migliaia di appassionati che già giocano su siti stranieri, e che spesso puntano somme elevate”. Questa è la dichiarazione che Guido Marino, legale rappresentante della società di consulenza Mag Associati, ha rilasciato ad Agicos. Un’altra voce, quindi, che si schiera a favore dell’introduzione del betting exchange in Italia. Marino sottolinea anche perchè molti gruppi dediti alle scommesse tradizionali siano sul piede di guerra: “Le scommesse peer to peer sono destinate a offrire quote più interessanti rispetto alle tradizionali, dal momento che godono di un regime fiscale più vantaggioso. Per questo, la tassazione è forse il primo aspetto su cui intervenire”.
Per quanto riguarda tempi di introduzione e volumi del business, Marino non si sbilancia: secondo lui, bisognerà aspettare probabilmente la seconda metà del 2013 perchè il betting exchange parta; i volumi sono condizionati dalla capacità di accesso alla liquidità internazionale.

Infine, Marino lancia anche un monito, un avvertimento affinchè non si verifichino zone d’ombra: “Alcuni operatori minori di scommesse tradizionali potrebbero offrire il loro prodotto sulle piattaforme peer to peer bypassando il possesso della concessione comunitaria”. E’ un tema importante, che va tenuto in debita considerazione.


NotiziaAnsaBettingExchange

Il betting exchange diventerà realtà. Quando?



La notizia del parere favorevole del consiglio di Stato per l’introduzione del betting exchange in Italia ha fatto esultare alcuni e ha intristito altri. La prima domanda che tutti si sono fatti è: quando partirà lo scambio scommesse? L’ultima notizia in tal senso l’avevamo avuta ad Agosto, grazie ad un'indiscrezione trapelata in Rete: non prima del 2015. Questa ipotesi è clamorosamente tramontata, visto che i passaggi tecnici per l’avvio di questa autentica rivoluzione del mondo delle scommesse sono già a buon punto. Il decreto, appena corretto, sarà firmato da Vittorio Grilli (Ministro dell'Economia), poi passerà in Corte dei Conti e, infine, verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Gli ultimi aggiornamenti, tuttavia, sembrano essere incoraggianti. L'Ansa, in una nota, ha titolato "Betfair: betting exchange entro fine anno" (vedi immagine). Ce lo auspichiamo. Parere discordante per Roma Capitale, che invece ha titolato "Prime partite nel 2013". Precisamente, l'introduzione secondo la testata romana, sarebbe prevista per il primo semestre del nuovo anno.
In conclusione, non c’è una data certa in cui partirà questa autentica rivoluzione del mondo delle scommesse. Di certo c’è solo che la rivoluzione ci sarà a breve, e noi la vivremo in diretta tra qualche mese!

MartinCruddace

Betfair (.com) commenta il parere del Consiglio di Stato




Con un comunicato stampa Betfair esprime con favore il via libera del Consiglio di Stato al betting exchange in Italia. Grazie alla concessione ottenuta Betfair potrà proporre il proprio prodotto di punta online sul sito betfair.it

Commentando la notizia di ieri, Martin Cruddace, Betfair Chief Legal Officer e Regulatory Affairs, ha detto le seguenti parole:
"Siamo lieti di avere l'opportunità di portare il nostro rivoluzionario betting exchange in Italia.
Questo parere conferma lo sviluppo positivo della regolamentazione del gioco d'azzardo online in Italia e dimostra che le autorità italiane hanno piena fiducia di questa tipologia di gioco e sarà una buona mossa sia per i consumatori che  per il mercato delle scommesse in generale. Non vediamo l'ora di collaborare con le autorità in Italia per offrire ai consumatori una scelta più ampia e un migliore rapporto. L'espansione internazionale è un elemento chiave della strategia di crescita attuale della società e la nostra capacità di concedere in licenza il nostro prodotto in Italia è estremamente importante per noi."


ConsigliodiStatobettingexchange

CI SIAMO! Ok del consiglio di Stato per il betting exchange in Italia!

CI SIAMO! La notizia che tanto aspettavamo è arrivata: il consiglio di Stato ha dato parere favorevole per quanto riguarda il decreto dei Monopoli per il betting exchange in Italia!
I giudici, nonostante il parere favorevole, hanno comunque sottolineato il necessario intervento per quanto riguarda una serie di piccole correzioni del testo. In particolare, il riferimento è alla tutela dei minori, il calcolo dell’imposta e gli strumenti di limitazione o di autoesclusione da parte del player. Più una serie di piccoli accorgimenti su termini più o meno tecnici da utilizzare/evitare. Una volta realizzate queste piccole modifiche (ostacoli che, comunque, sembrano tutt’altro che insormontabili), dovrebbe arrivare la firma da parte del Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. L’ultimo passaggio, infine, riguarda la registrazione alla Corte dei Conti. Dopodichè, il mondo del betting in Italia cambierà definitivamente e in meglio.
Ancora qualche piccolo dettaglio: la puntata minima sarà pari a 0,50€, mentre quella massima a 10.000€. Il provider che mette a disposizione la piattaforma, potrà trattenere un massimo di 10% di commissione. Ma comunque, sembra ovvia e di buon senso l’applicazione di una commissione inferiore.
Un altro piccolo passo è stato fatto, adesso manca lo scatto decisivo che ci consentirà di scambiare scommesse in maniera legale anche in Italia. Scommettiamo che ci divertiamo?


HomepageAgicos

“Presto il decreto per il betting exchange in Italia”. Parola di Fabio Felici.


(Homepage AGICOS)
In un intervista rilasciata 2 giorni fa a “Il Giornale”, Fabio Felici, direttore dell’agenzia agicos (agenzia giornalistica concorsi e scommesse) ha rilasciato interessanti novità riguardo il betting exchange. Queste le sue parole:”Presto l'Aams dovrebbe pubblicare anche il decreto sul betting exchange (scommesse tra utenti). In pratica, aprendo un conto di gioco online, una persona potrà offrire le proprie quote (fino al limite, controllato dalla Sogei, della solvibilità delle eventuali vincite con il capitale disponibile sul proprio conto) su vari eventi agli altri scommettitori. Insomma tutti potranno diventare dei bookmaker.”
Una curiosità: tra i vari giochi citati da Felici, c’è stato un preciso riferimento ai virtual games:”A breve si attende la pubblicazione del decreto Aams sulle scommesse su eventi virtuali, eventi simulati dal computer (come corse di cani, auto, partite tipo Playstation, ecc) sui quali si potrà scommettere ogni cinque minuti.” A distanza di sole 24 ore, c’è stata la pubblicazione sul sito dell’AAMS della bozza delle linee guida dei giochi virtuali. Che questo curioso episodio sia di buon auspicio anche per lo scambio scommesse?


Sole24orebettingexchange

Betting Exchange in Italia: annunciazione, annunciazione?


(Ecco il link alla parola chiave "betting exchange" del Sole 24 Ore)

Basta poco, pochissimo per scatenare l’entusiasmo di migliaia di appassionati di betting exchange in Italia. E’ ciò che è successo ieri, complice un aggiornamento sul sito del “Sole 24 Ore”, storico quotidiano economico italiano.
I fatti: nella sezione “argomenti” viene aggiornata la voce riguardante il betting exchange. La descrizione, in realtà, non aggiunge nulla di nuovo a ciò che già sappiamo: il betting exchange è stato previsto nel decreto Abruzzo, il funzionamento del gioco prevede il duplice ruolo per l’utente sia di banco sia di punta e che l’accettazione della giocata sarà soggetta ad un controllo da parte del sistema informatico per verificare la capacità di pagamento per l’eventuale vincita. Un dettaglio, però, colpisce: “la nuova tipologia di scommesse potrebbe vedere la luce entro la fine dell’anno”. Come potete vedere dallo screenshot, la data dell’ultimo aggiornamento è proprio 10 ottobre 2012, ossia ieri.
In realtà, noi pensiamo che non ci sia nulla di nuovo: si tratta, si presume, di una semplice aggiunta del termine betting exchange all’interno delle parole chiave della sezione “argomenti”. Se avessero avuto aggiornamenti, avrebbero sicuramente dedicato un articolo alla questione. Ci auguriamo, comunque, che la previsione del “Sole 24 Ore” si riveli azzeccata.


Gerenza

E’ vietata qualsiasi duplicazione, plagio o copia degli articoli o materiale presente sul sito. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Piva 01460210113. Informati sulle probabilità di vincita e sul regolamento del gioco sul sito www.adm.gov.it