A fine mese le licenze per il betting exchange spagnolo
La Direccion General de Ordenacion del Juego, a partire da fine ottobre aprirà la procedura per consentire alle società interessate di acquisire le licenze per il betting exchange in Spagna. Si tratta quindi di un ulteriore passo in avanti per la regolarizzazione dell'Exchange. L'ordine ministeriale dovrebbe essere pubblicato, salvo clamorose sorprese, il 31 ottobre. Le varie compagnie, avranno circa 30 giorni per richiedere la licenza. Una volta acquisite le licenze, le società dovranno effettuare i test delle piattaforme entro 6 mesi.
Approvato l'Exchange in Spagna!
Liberalizzato il betting exchange in Spagna! La notizia che tanti spagnoli attendevano è arrivata. Il governo ha liberalizzato sia l'Exchange, sia le slot online. Il provvedimento viene giudicato da fonti governative come "allineato" a quello di altri mercati già regolamentati come Italia, Uk e Danimarca.
Per l'avvio del nuovo progetto, occorrerà aspettare circa 6 mesi, giusto in tempo per l'anno nuovo. Il periodo probabile di partenza, ipotizzato da Agimeg, è fine gennaio 2015. Anche se gli slittamenti, in campi del genere, sono sempre molto probabili. Continua dunque la regolamentazione dei mercati Exchange, un prodotto che viene accolto sempre più dai governi nazionali. Il passo della definitiva consacrazione del prodotto in Europa, sarà la liquidità condivisa tra paesi, che consentirà all'Exchange di liberare le proprie potenzialità.
La Commissione esamina il decreto sul betting exchange spagnolo
In questi giorni, la Commissione Nazionale sui mercati finanziari si è espressa sul decreto che introduce ufficialmente il betting exchange anche in Spagna. Innanzitutto, la Commissione riconosce la complessità della materia e sostiene che i nuovi mercati permetteranno di attuare una concorrenza legale, quindi nel pieno rispetto delle regole, poichè garantiscono ampia libertà commerciale e tutela per i giocatori. Tuttavia, è necessario migliorare sul fronte del rilascio delle licenze, poichè al momento il margine di discrezionalità è troppo elevato. Questo aspetto, è importante per evitare qualsiasi tipo di favoritismo nel rilascio delle opportune autorizzazioni. Quindi, gli operatori interessati al betting exchange dovranno ottenere 2 tipi di licenze: una per le scommesse e la seconda per l'Exchange. Le stesse, dureranno 5 anni ma avranno l'opportunità di essere prorogate.
Attacco alla regolamentazione del betting exchange in Spagna
Duro attacco alla regolamentazione del betting exchange in corso in queste settimane in Spagna. Parte della sinistra spagnola, secondo Agimeg, avrebbe presentato una mozione per chiedere l’annullamento della regolamentazione del betting exchange e delle slot online. Secondo i detrattori, dunque, questi 2 prodotti non contribuirebbero al raggiungimento dell’obiettivo relativo al contrasto del gioco patologico.
Mozione comprensibile, ma ingenua. Con abbastanza facilità è possibile operare con gli stessi prodotti sul .com e dunque il problema dei malati patologici di ludopatia continuerebbe ad esistere. Dal nostro punto di vista, la ludopatia non si contrasta nè limitando l’offerta di giochi a disposizione nel singolo paese, nè vietando le pubblicità.
Innanzitutto, si deve partire dalla consapevolezza che il problema si può migliorare, ma è complicato risolverlo del tutto. Le auto, pur migliorando notevolmente in termini di sicurezza e affidabilità, continuano a produrre migliaia di morti in tutti gli anni. È solo un paragone. Ma utile per far capire come, nonostante il progresso, sia difficile eliminare del tutto un problema.
Allo stesso modo, una quota di persone che giocheranno in maniera compulsiva, ci sarà sempre. Questo però, non vuol dire che l’impegno verso questa battaglia debba scemare. Dal nostro punto di vista, l’educazione ai giovani riguardo le probabilità e il money management può rappresentare un valido punto d’inizio. Giocare di per sè, non è un aspetto da demonizzare. Occorre diffondere la cultura della responsabilità.
Il decreto sul betting exchange spagnolo approda a Bruxelles
Il disegno di legge per la regolamentazione del betting exchange in Spagna è volato a Bruxelles, sede della Commissione Europea. 4 capitoli utili per creare condizioni di sviluppo economico in un settore complesso come quello del betting, ma anche per garantire piena tutela a tutti gli scommettitori spagnoli. Il decreto sarà in stand still fino al prossimo 19 giugno, salvo parere di stati membri e Commissione. Dunque sembra procedere a gonfie vele l’introduzione dello scambio scommesse in Spagna, che comunque non dovrebbe avvenire nel 2014. Test tecnici e certificazioni delle piattaforme dovrebbero rimandare l’avvio ad inizio 2015.
Spagna: al via la consultazione per il betting exchange
Il governo spagnolo ha avviato la fase di consultazione pubblica sulla normativa proposta per il betting exchange. È quanto emerge da fonti Agimeg. In questa fase, tutti (dagli operatori ai consumatori), avranno la possibilità di commentare la proposta normativa al fine di migliorarla. L’aliquota proposta è pari al 12% del reddito netto per ogni prodotto. La scadenza è fissata per il 27 marzo. Sono state avviate anche le prime proiezioni di incasso da parte del Ministero delle Finanze. Il guadagno dello Stato Spagnolo grazie al betting exchange potrebbe ammontare a circa 1,9 milioni di euro. Dopo il 27 marzo, la bozza di regolamentazione dovrà essere inviata alla Commissione Europea di Bruxelles, dove dovrà essere approvata entro 3 mesi. Infine, i tempi tecnici per la certificazione delle piattaforme e i relativi test, dovrebbero far slittare i tempi di approdo ufficiale all’inizio del 2015. Come vi avevamo anticipato in questo post.
Entro settembre al via il betting exchange in Spagna
Mauro De Fabritiis, responsabile Spagna e sviluppo mercati esteri per la società di consulenza MAG, ha annunciato ad agipronews (nota agenzia di stampa specializzata nell’ambito del gioco) che il betting exchange (e le slot online) in Spagna partiranno entro settembre. Sarebbero addirittura pronte alcune bozze, che probabilmente saranno messe online solo dopo l’approvazione di DGOJ (Direccion General de Ordenacion del Juego). Dopo la pubblicazione ufficiale, sarà la volta delle consultazioni pubbliche dove gli operatori potranno presentare le proprie osservazioni in materia per un periodo di circa un mese. Chi vorrà offrire questi nuovi prodotti dovrà richiedere una nuova licenza. Capitolo tasse: fissate al 25% del volume di gioco al netto delle vincite. Inoltre, entrambi i prodotti potranno essere presenti in terminal fisici (una innovazione che andrebbe inserita anche in Italia ma che difficilmente vedremo, almeno inizialmente…). Però, per attivare il terminale, ci sarà bisogno di un doppio controllo: di DGOJ e della comunità autonoma di riferimento.
Secondo il mio punto di vista, considerato il caso italiano che ormai seguo da vicino da diversi anni, credo sia difficile realizzare il tutto in così poco tempo. Sicuramente, però, possiamo augurare a tutti gli amici spagnoli (che ci seguono sempre in tanti!) che non hanno mai provato il betting exchange sul .com di avere l'occasione di poter puntare e bancare il più presto possibile. I tanti sforzi compiuti (come la raccolta firma...) finalmente stanno dando i frutti.
La Spagna vuole riaprire ai “.com”
Il nuovo presidente del DGOJ (l’equivalente spagnolo della nostra AAMS/ADM) Carlos Hernandez, che ha da poco sostituito Enrique Alejo, ha dichiarato l’intenzione della Spagna di consentire nuovamente agli utenti di connettersi legalmente ai siti “.com”, riaprendo quindi le porte anche al betting exchange. Hernandez ha anche indicato la strada, dicendo che gli esempi da seguire sono la Danimarca e la Gran Bretagna, in cui una maggiore liberalizzazione del gioco si accompagna ad una lunga serie di tutele per i consumatori, con la non poco importante prospettiva di togliere parecchio terreno sotto i piedi del gioco non legale. Perchè i dati parlano chiaro: ovunque c’è stata una liberalizzazione controllata e garantita dell’offerta di gioco legale, i proventi per la “Betting Maphia” si sono ridotti drasticamente.
Non possiamo che applaudire a questa idea, che dovrebbe realizzarsi nel primo semestre del 2014. Bisogna solo approfondire il tema delle tutele e delle garanzie, oltre al sempre spinoso argomento della tassazione.
Oltre 500 firme per il betting exchange in Spagna: ecco l’impresa di sumaverdes.com.
BT:”Cos’è sumaverdes.com? Di cosa si occupa?”
CA:”Sumaverdes è il primo blog posizionato su Google riguardo il betting exchange e strategie di trading sportivo in Spagna. L’ho creato con l’idea di essere in grado di insegnare ai principianti il meraviglioso mondo del betting exchange. E’ nato come blog didattico sul trading ma adesso fornisce anche informazioni sul betting exchange”.
BT:”Sumaverdes ha raccolto oltre 500 firme per introdurre lo scambio scommesse in Spagna. Quanto pensi abbiano influito sulla scelta finale di DGOJ?”
CA:”DGOJ ha lanciato un periodo di consultazioni per conoscere le opinioni delle persone legate al settore del gaming. Abbiamo ascoltato molte voci di persone che non gradivano l’introduzione del betting exchange in Spagna perchè i bookmakers e gli enti legati alle lotterie non volevano condividere quote di mercato con Betfair. Volevamo, però, che DGOJ ascoltasse la voce di tutti gli scommettitori online. Questa impresa non è importante quanto il grande movimento sociale che si è creato. Abbiamo mobilitato sui social network tutte le persone legate al betting exchange. Tra le altre anche Sacha Michaud, general manager di Betfair Iberia, ha pubblicamente firmato e sostenuto la petizione attraverso il suo account ufficiale di Twitter. Quando ho consegnato a DGOJ le firme, ho spiegato i vantaggi del betting exchange, utile aiuto per ridurre il numero di operatori illegali, per migliorare la trasparenza e per garantire ai betting traders le migliori quote."
Bonita iniciativa de los propios usuarios pidiendo la regulacion de las apuestas cruzadas.. change.org/petitions/sr-e…
— SachaMichaud (@SachaMichaud) 26 marzo 2013
BT:”Alcune agenzie di stampa italiane specializzate in giochi prevedono l’introduzione del betting exchange in Spagna entro fine 2013 (in coincidenza con l’Italia). Condividi questa previsione?”
CA:”Il processo legislativo in Spagna tende ad essere lento, ma DGOJ ha promesso di dare la priorità allo scambio scommesse per introdurlo al più presto.”
BT:”Al momento è possibile scommettere sulle piattaforme .com in Spagna?"
CA:”Non è possibile. DGOJ permette di operare solo nei siti .es, ma non ci sono piattaforme di scambio scommesse .es per noi al momento, in quanto l’exchange non è ancora definitivamente introdotto. Le uniche persone che operano sui .com utilizzano un VPN, un computer “ponte” per bypassare la censura. Anche se i grandi betting traders sono emigrati verso il Regno Unito."
Infine, un ultimo sguardo ai possibili competitors nell’ambito del betting exchange internazionale, dello squalo del settore: Betfair.
BT:”Quali saranno i competitors all’altezza di Betfair? Che opinione hai?”
CA:”Betdaq o Smarkets stanno compiendo passi in avanti. Sono anche venuti alla luce delle piattaforme cinesi di scambio scommesse, ma non sono autorizzate qui. Credo che Betfair sia il sito con più esperienza di tutti, traccia la strada e gli altri cercano di seguirla. Ma al momento, non ha seri concorrenti.”
DGOJ ha deciso: via libera al betting exchange in Spagna!
Finalmente è arrivata la decisione tanto auspicata dai traders spagnoli. DGOJ (sigla che sta per Dirección General de Ordenación del Juego) ha annunciato la regolamentazione del betting exchange e delle slot online. Sul Blog abbiamo seguito con molto interesse l’evoluzione di questa situazione. Facciamo un breve riepilogo:
- Inizio febbraio 2013: DGOJ attraverso il suo direttore generale, Enrique Alejo, annuncia di aver bisogno di tempo per valutare i potenziali rischi del betting exchange.
- Metà febbraio 2013: DGOJ annuncia per metà aprile la decisione definitiva sull’avvio o meno del processo di regolamentazione del betting exchange in Spagna.
- Metà aprile 2013: DGOJ annuncia l’avvio del processo di regolamentazione del betting exchange in Spagna.
Adesso, occhi puntati sul futuro. Il processo di regolamentazione in Spagna, al contrario dell’Italia, si preannuncia abbastanza veloce. E un sentimento di grossa invidia, ci assale.
Secondo alcune previsioni addirittura il lancio sarebbe previsto entro fine 2013 (in concomitanza con noi, dunque). Questa notizia è stata accolta, naturalmente, con favore da parte di Betfair che annunciato un incremento di investimenti nel mercato iberico.
Il 22 aprile giorno decisivo per il betting exchange in Spagna.
· Esporre le politiche che gli stessi operatori metteranno in campo per promuovere il gioco responsabile, il fair play, lotta alle infiltrazioni della criminalità nel settore dei giochi, il divieto di gioco ai minori.
Spagna, arrivo del betting exchange non imminente.
Il direttore generale di DGOJ (Dirección General de Ordenación del Juego) Enrique Alejo ha confermato che l’arrivo del betting exchange (e della legalizzazione delle slot online) non è imminente. Lo ha detto a margine di una presentazione avvenuta a Madrid, affermando di aver bisogno di più tempo per valutare i rischi potenziali per i giocatori. L’obiettivo di DGOJ è quello di creare un mercato del gioco il più trasparente possibile, in modo tale da infondere fiducia nei giocatori spagnoli, al fine di sviluppare al meglio il mercato dei .es.
Inoltre, Enrique Alejo ha rilanciato la proposta di istituire una campagna di comunicazione volta ad accrescere la consapevolezza dei rischi del gioco tra i giocatori spagnoli visto i numeri in crescita del settore negli ultimi mesi.
Spagna, gioco online cresce del 18%













