Portogallo regolamentazione betting exchange

Il Portogallo lavora per il suo betting exchange e la liquidità condivisa

Il Portogallo è da diversi mesi che sta lavorando in maniera seria per dare dei nuovi regolamenti riguardanti il poker, il betting e soprattutto il betting exchange ai suoi cittadini.
A febbraio 2016 è scaduto infatti il periodo di stand still alla Comunità Europea per la regolamentazione del Portogallo che riguardava il betting exchange e quindi l'ente regolatore ha potuto lavorare per la regolamentazione finale  e i decreti attuativi.

La normativa sul betting exchange che sta studiano il Portogallo e in particolare il regolatore SRIJ (Servicos de Regulacao e Inspecao de Jogos) , l'equivalente della nostra AAMS , sembra essere a favore dell'utente finale infatti stanno discutendo di alcune nuove funzionalità e della liquidità condivisa sul betting exchange con altri regolatori quali Italia, Francia e Spagna.
Si sono infatti accorti che una liquidità solamente nazionale come fatto da Spagna e Italia ha poco senso, sia per gli utenti, sia soprattutto per le entrate statali e quindi stanno lavorando con le altre Nazioni più vicine sul fronte dei regolatori per trovare una soluzione e partire con una liquidità comune e fare entrare in seguito altri Paesi Europei.

Anche Betfair sappiamo sta tenendo sotto controllo la situazione della liquidità comune in quanto è suo primario interesse fare partire questa prima fase per poi unirla con tutti i Paesi in un prossimo futuro. E' solo questione di tempo!


volumi scambiati betitng exchange in italia

Volumi scambiati nel betting exchange nei primi 8 mesi 2015

I volumi abbinati nel Betting Exchange in Italia negli ultimi mesi sono notevolmente aumentati rispetto all'anno dell'esordio e conferma quello che si percepiva visivamente da diversi mesi guardando i book dei principali operatori italiani quali Betfair e Betflag.
I volumi abbinati sono stati da gennaio ad agosto 2015 all'incirca 341 milioni di euro con circa 4.3 milioni di transazioni per un un valore medio a scambio di circa 80 euro.
Solo nel mese di agosto 2015 il volume scambiato è stato di 40 milioni di euro, numero che fa ben sperare in quanto non erano presenti manifestazioni sportive particolarmente importanti.
Si ricorda che nel betting exchange in genere viene fatto trading o il cash out e quindi le puntate e le bancate vanno in parte a compensarsi riducendo notevolmente il reale importo utilizzato da parte dell'utente finale.
Il volume scambiato nel betting exchange non può essere paragonato con la raccolta dei bookmaker, in quanto quest'ultima va presa invece come valore assoluto utilizzato.
I numeri italiani, a scanso di critiche e delle solite parole dei perditempo, non sono minimamente paragonabili a quelli del solo Betfair .com ma lasciano ben sperare per i prossimi mesi che ricordiamo saranno forieri di alcune importanti novità come da noi annunicato alcuni mesi fa e che possiamo confermare.
Solo con il passa parola e con alcune novità e miglioramenti delle piattaforme esistenti si potranno avere numeri maggiori che potranno portare al cambiamento o modifica della legge volta ad avere la liqudità internazionale, passaggio unico e fondamentale per l'esplosione del betting exchange in Italia


news betting exchange

Betting Exchange cross changing

E' uscito un interessante articolo oggi sul portale del gioco in Italia gioconews.it che affronta il tema del Betting Exchange riportando le considerazioni di un esponente di Sogei e di Betfair che fanno intravedere un possibile cambiamento ed accelerazione nello sviluppo del prodotto.

In particolare Carla Ramella responsabile Sogei ha dichiarato che le novità del 2015 saranno incentrate sul Betting Exchange e in particolare sarà lanciata la modalità cross changing cioè la possibilità di accettare le puntate e bancate provenienti da diversi concessionari. 
Il cross changing nel betting exchange potrebbe portare alla creazione di un unica Borsa delle Scommesse italiane, raccogliendo di fatto la liquidità di tutti gli operatori e incrementando quindi i volumi e gli scambi. 
Non si è specificato se saranno convogliate tutte le scommesse su un unica piattaforma, o saranno i vari concessionari a decidere tra di loro se unire la liquidità. Comunuqe sia ci sarà un cambiamento migliorativo della liqudiità anche perchè entranno altri operatori in questo segmento con un bookmaker di primo piano.
Aspettiamo quindi con impazienza di sapere le modalità del cross changing e sopratutto gli svuluppi futuri.
E' stato riportata anche la dichiarazione del Commercial & Product Manager Guido Marsilietti di Betfair Italia ha asserito che a marzo 2015 i volumi sull'exchange sono stati di circa 47 milioni di euro.
Marsiletti ha però sottolineato che i limit del betting exchange in Italia sono l'assenza di liquidità condivisa con gli altri Paesi e la mancanza dell'ippica che è il motore trainante dell'exhcnage di Betfair nel Regno Unito.

Ci auguriamo che nel 2015 il Betting Exchange possa crescere e siano introdotte alcune novità.


betting exchange flop non flop

Il Betting Exchange è un flop certificato? Per Noi no...

Alla fine di questa settimana abbiamo letto un articolo che diceva: Betting Exchange flop certificato e leggendolo bene,ci siamo posti qualche domanda.
Il Betting Exchange è stato definito come un flop certificato, ma certificato da chi? da quale ente certificatore?
In seguito si legge che le aziende del gioco snobbano il Betting Exchange e preferiscono puntare sulle scommesse, le slot e l'ippica.
 Certo che le aziende preferiscono puntare su questi prodotti in quanto sanno che lo scommettitore classico, non "educato" e senza le basilari nozioni di matematica, statistica, e calcolo delle probabilità, per definizione è perdente e quindi incassano le perdite dei clienti. I bookmaker se qualcuno non lo sapesse, guadagnano solamente se il cliente perde, mentre se il cliente vince, devono pagarlo di tasca propria!
 Se i clienti fossero vincitori, i bookmaker sarebbero in perdita e quindi non potrebbero spendere soldi in pubblicità e dare incentivi (bonus) per l'apertura di conti di gioco.
Il Betting Exchange è un prodotto che sta dalla parte del cliente finale, in quanto fornisce una serie di strumenti innovativi quali la bancata e il green up che permetteno di fare trading sulle quote.
Il trading sulle quote ci permette di diminuire enormemente il rischio e di mettere in pratica una serie di strategie che consentono di avere profitti nel lungo termine e di uscire dalla posizione assunta in un qualsiasi momento della partita.
L'operatore che fornisce la piattaforma di Betting Exchange fa profitti sui profitti del cliente! Se il cliente perde non guadagna nulla, e quindi è nel suo interesse ad avere clienti vincenti!

I bookmaker hanno cercato/cercano di non fare decollare questo sistema perchè è visto come un intruso che"rompe le uova nel paniere" .....
Sabato abbiamo voluto guardare le quote della partita Bulgaria - Italia del Betfair Exchange e confrontarle con tre dei migliori bookmaker autorizzati AAMS.

                                                1                     X                       2
Bookmaker AAMS 1           4.50                 3.20                  1.91
Bookmaker AAMS 2           4.50                 3.30                  1.83
Bookmaker AAMS 3           4.50                 3.20                  1.90
Betfair Exchange                 4.80                 3.45                  1.92

Se uno scommettitore classico volesse fare una scommessa singola (non parliamo di trading sportivo), non conviene farla sul Betfair exchange in quanto le quote sono più alte e quindi si guadagna di più? Perchè nessuno lo fa notare? Perchè dovremmo andare a puntare sui bookmaker con quote nettamente più basse?
Qualcuno potrebbe dire, ma quelli hanno le multiple...... noi non commentiamo nemmeno questa affermazione, in quanto le multiple basano il loro funzionamento sulla probabilità composta che all'aumentare degli eventi, vede la probabilità di vincita crollare.....
Nel Betting Exchange chi opera con strumenti professionali, usa il money management, e approccia il mercato come un professionista avrà al contrario le probabilià di riuscire ad essere in profitto dalla sua parte......
Il Betting Exchange per funzionare come tutti sanno ha bisogno della liquidità internazionale, e l'arrivo a brevissimo di un big delle scommesse nell'exchange, farà conoscere meglio questo prodotto, e nel tempo contribuirà, a nostro parere, a fare cambiare la legislazione per consentirci di utilizzare la liqudità internazionale. Il sistema del betting a livello europeo è ormai "spaccato" e il processo non si può più fermare.
Essendo molto scarsa la pubblicità su questo prodotto, in questa fase è molto importante il passa parola diretto: chi viene a conoscere il punta e banca tramite un amico, o qualche evento, poi si "innamora" e confessa che senza un approccio diretto non lo avrebbe mai conosciuto o preso in considerazione...
Contribuiamo tutti con il passa parola a fare crescere il Betting Exchange in Italia, è interesse di tutti!


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La prima applicazione mobile di trading realizzata esclusivamente per i dispositivi mobili iOs e Android è adesso disponibile per tutti i clienti italiani di Betfair che possono in questo modo piazzare scommesse in mobilità ovunque essi si trovino.
L'applicazione è disegnata esclusivamente per le principali piattaforme mobili ed è stata certificata da AAMS e quindi in regola con la normativa italiana inerente i giochi.
Traderline mobile presenta caratteristiche molto simili a quella della versione desktop ed è molto funzionale.
Abbiamo provato traderline mobile e possiamo affermare che è ben strutturata, veloce e con tutti gli strumenti necessari per fare strategie di betting exchange in mobilità.
Piazzare un ordine sul mercato tramite il ladder verticale è molto facile ed immediato.
Ci auguriamo che tutte queste novità possano fare aumentare la liquidità nel betting exchange italiano in modo da renderlo nei prossimi mesi/anni simile a quello del .com

Potete scaricare traderline mobile per iOs e Android sul sito di Traderline

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La Francia apre alla liqudità comune condivisa nel poker online

La Francia e in particolare l' Arjel, l'organismo statale che regola il gioco, sta studiando un importantissimo emendamento per permettere a tutti gli operatori del poker online  regolati in Francia di poter condividere la liquidità comune con altri operatori concorrenti e autorizzati in un altro Stato membro dell'Unione Europea.
Questa apertura da parte dell'Arjel, che si deve precisare è in fase avanzata, lascia per sperare per il futuro di tutti i giochi che necessitano di una liquidità condivisa per poter dare benefici massimi ai propri utenti.
Si ricorda infatti che nel Betting Exchange, così come nel poker online la liquidità comune condivisa con tutti i vari Europei porterebbe enormi benefici sia per i giocatori più evoluti, sia per i vari Stati con introiti derivanto dalle tasse maggiori.
Ci auguriamo che questo passo avanti della Spagna possa essere seguito velocemente da altri Stati Europei con il fine di armonizzare finalmente la materia dei giochi online in Europa.


La liquidità nel betting exchange .it è un falso problema?

In rete, ogni giorno, mi capita di leggere di tutto sul tema del betting exchange. Sono un curioso esploratore del settore e amo leggere molte notizie riguardo le più disparate strategie, strumenti utili e discussioni legate alle caratteristiche del betting exchange. In Italia, da 4-5 mesi, l'argomento più gettonato è la liquidità. Ne leggo, sul tema, di tutti i colori. Tra le affermazioni più bizzarre che mi è capitato di leggere, trovo la frase:"la liquidità nazionale è un falso problema".

La liquidità è un problema serissimo

La liquidità, in una piattaforma di betting exchange, è tutto. Credetemi: lo sanno benissimo, anche i vertici di Betfair. Di Zanni, al convegno sul betting exchange di sabato scorso, ha sottolineato come in realtà questo problema coinvolga solo una parte degli utenti dell'Exchange, ovvero quelli con un po' più di esperienza. Credo che questa affermazione sia vera, ma solo in parte. Avere una buona liquidità, conviene a tutti, anche ai neofiti. i quali sentono meno il problema semplicemente perchè sono disinformati o poco informati sull'argomento. Di seguito, illustrerò perchè la liquidità esclusivamente nazionale sia un problema reale, altro che falso!

Mercati efficienti


La liquidità consente di avere mercati efficienti, dunque tendenzialmente più stabili di quelli poveri di liquidità. Per far comprendere meglio questo aspetto, ieri ho effettuato un doppio screenshot, sul match Montpellier-Monaco (Ligue 1). La prima immagine che vedete di seguito, riguarda il mercato su Betfair.com.

Montpellier - Monaco

Come potete notare, la differenza tra punta (back) e banca (lay) è minima. Divari minimi separano le 2 colonne, sui 3 esiti (1, X, 2)

Ora, di seguito, vi mostrerò lo screenshot preso da Betfair.it, più o meno negli stessi istanti.

Ligue 1 Betfair.it
Notate i divari? Prendiamo come esempio, l'1 del Montpellier. La colonna del punta è a 3,45 mentre quella del banca...a 3,7! Questo, accade perchè c'è una discrepanza troppo elevata tra la lavagna del punta (102,9%) e quella del banca (96,6%). Lo stesso meccanismo si ripete sulla X e sul 2. 
Perchè ci interessa tutto ciò? Perchè tendenzialmente sarà più semplice fare trading (o scalping) in un mercato dove le lavagne sono vicine e tendenti al 100%. In più, le operazioni saranno nettamente più veloci, consentendo di stare meno sul mercato e dunque, abbassare il rischio. In live, questa discrepanza, si sente, eccome!
Minori oscillazioni di tick

Un mercato meno liquido, semplicemente, genererà meno oscillazioni di tick. Per un trader, questo aspetto, è tutto, dato che speculiamo sui movimenti (anche minimi) di quota. Una quota che resta a lungo immobile, non è positiva per un trader (o uno scalper). Questo ci costringerà ad effettuare un numero complessivo di operazioni inferiore a quanto faremmo normalmente. Facendoci ridurre gli introiti. 
Quote meno convenienti
Un mercato poco liquido, genererà quote meno convenienti per gli utenti. Ricordiamo, inoltre, che non basta tenere in considerazione il fattore lavagna. Infatti, se il 102,9% è una lavagna inferiore a gran parte dei bookies tradizionali, bisogna sempre considerare il fattore commissione sulle vincite nette (5% su Betfair, 0% su Betflag...per ora). 
È più difficile abbinare cifre importanti

Coloro che operano come traders part-time, o full time, hanno conti cospicui. Tante operazioni che generano basse percentuali di ritorno economico sono possibili solo grazie a conti imponenti. Infatti, un tipo di trading fatto in maniera professionale, ma con un conto poco abbondante, genererà ritorni poveri. Invece, un trading professionale, ma fatto con un conto cospicuo, permetterà di portare buone cifre a casa. Questa seconda opzione, al momento, sulle piattaforme .it, è impossibile da mettere in pratica. Andare in un mercato e cercare di abbinare somme a 3 cifre è semplicemente un rischio troppo elevato, dato che sarà molto difficile cercare di abbinare in tempi ragionevoli la somma. 
Quindi, finchè si opera con 2-3-5€, tutto ok. Quando si inizia ad operare con 100-200-300€ iniziano i problemi. Per cui, diviene conveniente puntare cifre notevolmente inferiori ad operazione. 
Cash Out meno conveniente
Proprio a causa dell'eccessivo divario tra punta e banca, anche il cash out diventa meno conveniente. Se il Cash Out diventa meno conveniente, vuol dire che nel caso di trading negativo, avremo maggiori perdite. In caso di trading positivo, avremo minori ritorni. Tutto questo, nonostante il Cash Out sia una funzionalità importante e innovativa per il mercato italiano. 
Conclusioni

Chi segue questo Blog (e siete ogni giorni di più...grazie!), sa benissimo la linea di pensiero che accompagna ogni singolo post presente qui. Noi valutiamo solo la realtà concreta quotidiana e cerchiamo di farlo con la massima onestà intellettuale. Sappiamo benissimo le difficoltà che accompagnano i risvolti normativi che consentirebbero un ampliamento della liquidità. Dunque, ogni eventuale miglioramento, avverrà in tempi non brevissimi. Allo stesso tempo, non possiamo dire eresie. La liquidità non è un falso problema, ma è falso chi nasconde il problema. 
PS: spammate questo post ogni volta che una capra vi dice che la bassa liquidità non è un problema. 

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Il betting exchange non decolla. Altri dati lo confermano.

Logo Betfair Giallo

Sono passati circa cinque mesi da quando è ufficialmente partita l’avventura del betting exchange in Italia. Gli ultimi dati forniti da Betfair sono chiari: il GGR (gross gaming revenue, cioè il dato della raccolta meno le vincite) è sceso dai 110 mila euro di giugno ai 70 mila di luglio. Tutto ciò nonostante i Mondiali di Calcio avessero fatto ben sperare.

In un nostro articolo pubblicato a luglio parlavamo degli oltre 11 milioni di euro movimentati su Betfair Exchange, ma facevamo anche notare che circa il 60% degli utenti attivi su Betfair non avevano ancora provato il prodotto “Exchange”. Eppure i Mondiali di Calcio dovevano rappresentare proprio il momento ideale, la manifestazione perfetta, l’evento impareggiabile col quale far crescere il betting exchange.

L’altro operatore di betting exchange in Italia, vale a dire Betflag, sta provando a rosicchiare fette di mercato grazie alla importante promozione a “commissioni zero”, ma la strada da percorrere è ancora lunga e lastricata di difficoltà. Fino a quando ci sarà una tale concatenazione di fattori (liquidità, legislazione, scarsa conoscenza storica del prodotto), il betting exchange è destinato a produrre numeri bassi.


DGOJ

Italia-Spagna: pronta l'alleanza per la liquidità internazionale?

DGOJ

In queste ore, è tornato d'attualità il tema della liquidità internazionale tra gli amanti del betting exchange residenti in Italia. Le parole di Rodano (ADM/AAMS) hanno riacceso il dibattito tra chi è scettico nei confronti di questa iniziativa e chi è sinceramente fiducioso. In queste ultime ore, Gioco News ha intervistato Juan Garcia Espinosa, sub direttore generale di DGOJ, ovvero il regolatore del mercato dei giochi spagnoli.

Espinosa, ha dichiarato innanzitutto, che l'Italia è percepita come un esperimento rilevante su come disciplinare il gioco online, sottolineando il ruolo di guida che ha avuto il Belpaese in Europa per quanto riguarda l'introduzione di numerosi prodotti. Poi, il tema caldo: la liquidità internazionale. La Spagna, esattamente come l'Italia, sta valutando un percorso che porterebbe all'apertura della liquidità. Quindi, sono allo studio modelli che possano dare ampie garanzie su temi quali la prevenzione del riciclaggio, il controllo del giocatore e la tracciabilità dei movimenti. L'Italia dunque, secondo Espinosa, sarebbe un partner ideale, sia per analogia di modello, ma anche per dimensioni del mercato e affidabilità del regolatore.


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Rodano (ADM): “La liquidità internazionale è una possibile evoluzione futura”

AAMS ADM

Rilancio dei giochi più antichi, contrasto ai siti di gioco illegale, recupero del sommerso e ricerca di partner per la liquidità internazionale. Sono questi i quattro punti cardinali per i Monopoli di Stato, illustrati dall’autore di questa “nuova mission”, Francesco Rodano. Il tutto arricchito da una costante attenzione alla tutela dei consumatori: “Si registra un fenomeno positivo, cioè la riduzione degli eccessi, come è stato recentemente mostrato dai risultati dell’ultima indagine Espad Italia 2013, condotta sulle fasce giovanili di età compresa tra 15 e 19 anni, presso le quali è stato registrato un netto calo dell’attività di gioco e della prevalenza del gioco problematico”, ha dichiarato Rodano a Gioconews.

Per quanto concerne il sommerso, Rodano ha spiegato: “Siamo partiti dalla constatazione di come gli stessi identici giochi fossero offerti, nel nostro Paese, sia da siti autorizzati che da siti illegali, che definiamo in gergo i ‘punto com’. I primi sono gestiti da società che hanno investito in una concessione e hanno accettato di operare secondo le regole italiane, pagando le tasse, e sottoponendosi al controllo statale. I secondi sono gestiti da operatori che risiedono in Paesi in cui l’impatto fiscale è decisamente più leggero e vi sono meno vincoli regolamentari.

Il risultato è uno scenario concorrenziale completamente sbilanciato, poiché gli operatori non autorizzati, beneficiando di cospicui risparmi economici e di economie di scala dovute al fatto di utilizzare gli stessi prodotti su scala globale, possono investire il risparmio in bonus più aggressivi, giochi più flessibili, premi più alti e, soprattutto, più efficaci azioni di marketing. Poiché quei giochi offerti parallelamente attraverso il circuito legale e quello illegale sono prodotti da un numero limitato di fornitori internazionali, abbiamo chiesto a questi ultimi se fossero disposti a interrompere la fornitura di tali giochi ai siti non autorizzati, collaborando con noi nel cercare di risolvere lo squilibrio concorrenziale”.

Sul tema della liquidità internazionale, Rodano ha infine detto: “La liquidità internazionale, ovvero la possibilità di far partecipare ai giochi online multiutente (come il poker, il bingo, il nostro amato betting exchange e, in parte, i giochi da casinò) cittadini di Paesi diversi è una possibile evoluzione futura di questo settore”, conferma Rodano. “Tale modalità permetterebbe infatti ai siti legali, cui accedono solo i giocatori del singolo paese, di competere meglio con quelli illegali, che offrono giochi cui partecipano persone da tutto il mondo. Ci sono alcuni Stati interessati a collaborare con noi, in Europa (Francia, Spagna, Uk, Danimarca), ma, per motivi molto diversi tra loro, non sono ancora in grado di procedere operativamente. La discussione è comunque in corso, anche se i tempi di realizzazione sono difficili da stimare”.


Sondaggiobettingexchange

Liquidità internazionale? Le preoccupazioni di Rodano e dei Betting Traders.

Il sondaggio appena concluso sul Blog ha sottolineato le preoccupazioni dei Betting Traders nei confronti del betting exchange italiano. Il 69% dei lettori del Blog ha sottolineato le difficoltà derivanti da una liquidità esclusivamente nazionale. Il 20%, invece, è preoccupato della possibilità che ci siano pochi mercati su cui operare. Il 4%, invece, non si fida della tempistica dei pagamenti, considerata insufficiente se paragonata al .com. Nessun consenso, invece, per gli orari di gioco.
Dal mio punto di vista, concordo sul fatto che la liquidità italiana non sia un aspetto positivo per la nascita del prodotto. Detto questo, le adeguate valutazioni dovranno essere fatte non appena proveremo la piattaforma. La notizia della liquidità nazionale, avuta ormai diversi mesi fa, ha colto di sorpresa anche pezzi grossi di Betfair Italia ;-) Ora bisognerà capire se sono state intraprese adeguate contromisure, compatibilmente con la normativa italiana.
Sempre sul fronte della liquidità, ieri da Londra Rodano (dirigente di spicco dei Monopoli) ha sottolineato:

”Se a volere la liquidità internazionale siamo solo noi, la cosa diventa difficile”. 

Il suo ragionamento era, comunque, legato al poker. Ma sappiamo che il discorso non è slegato da quello della liquidità internazionale nello scambio scommesse. La sostanza è questa: se le normative dei singoli paesi sono troppo diverse tra loro, non è possibile “allacciare” le varie liquidità. Nè nel poker, nè nel betting exchange.

PS: partecipate in massa al nuovo sondaggio. Fate sentire la vostra opinione!


PetizioneBettingExchange

Firma anche tu per la liquidità internazionale del gioco online!

Il Blog è lieto di raccogliere l’appello lanciato da Sumaverdes, blog spagnolo legato al trading sportivo, per la raccolta firme per chiedere la liquidità internazionale del gioco online. Questo elemento è indispensabile per la riuscita della rivoluzione del betting exchange anche in Italia. Nei giorni scorsi, numerosissimi utenti ci hanno scritto per criticare la liquidità esclusivamente nazionale (e senza possibilità di creazione di network) che si avrà in Italia. Abbiamo tutti, adesso, l’occasione di far sentire il nostro fiato sul collo. È il momento di agire.


DigitalWorld

Liquidità Internazionale: se ne è parlato a Lisbona

Il 4 ed il 5 luglio si sono incontrati a Lisbona i rappresentanti dei regolatori del gioco online di Francia, Italia, Germania, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Si legge nel resoconto pubblicato sul sito dall’ADM (o AAMS, insomma ci siamo capiti) che si è parlato  di condivisione di informazioni, contrasto al gioco illegale, best practices, ma si è parlato soprattutto di liquidità internazionale nei giochi che prevedono l'interazione tra i giocatori (come il betting exchange), con l'intento di individuare e preparare i passi necessari per proseguire nel processo di condivisione della liquidità, da realizzarsi in futuro. Il tema sarà approfondito nella prossima riunione che si terrà negli ultimi mesi del 2013 a Roma. Da sottolineare come per la prima volta abbia partecipato l’ente regolatore britannico, patria del betting exchange. Forse qualche passo in avanti si sta realmente facendo.


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Obiettivo USA: liquidità internazionale nel gioco online.


Con  l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act, che impedisce alle banche e alle società di carte di credito di trasferire fondi fra i giocatori residenti nel territorio americano e le piattaforme online di gioco d’azzardo, approvato nel 2006 dal governo degli Stati Uniti di fatto si è reso impossibile il gioco d’azzardo online.
Nel New Jersey però qualcosa si sta muovendo. Il governatore Chris Christie, infatti, ha appena approvato una legge che permetterà agli abitanti dello Stato americano di accedere liberamente al gioco online. Di recente anche in Nevada è passata una norma simile. Secondo il quotidiano Telegraph, la prospettiva ora è quella di un effetto a cascata che potrebbe coinvolgere anche molti altri Stati americani.
Quindi gli Stati Uniti ci riprovano a legalizzare il gioco online. Questa volta stanno promuovendo anche una serie di accordi con altri stati per creare un mercato del gioco mondiale.
L’obiettivo è quello di creare un mercato con una liquidità internazionale. Un primo accordo potrebbe avvenire con la Gran Bretagna, che ha un mercato del gioco già regolamentato.


penny pennies coins copper

Betting exchange in Italia: liquidità nazionale o internazionale?



Il futuro dello scambio scommesse in Italia è quasi del tutto delineato. Partenza a breve (tra pochi mesi), operatori in gioco ufficialmente al momento: 2 (Betfair e People’s ibex, ma il numero è destinato a salire). In più, cominciano anche a circolare le prime preview riguardo le piattaforme come quella che abbiamo potuto ammirare pochi giorni fa grazie ad un video realizzato all’Enada e caricato sulla people’s tv. L’unico rebus riguarda un argomento delicato: la liquidità. Nazionale o internazionale? E’ questo il dilemma. In Rete è possibile trovare varie ipotesi: c’è chi pensa che ci sia una liquidità nazionale per i primi mesi del peer to peer in Italia, chi pensa che ci sia direttamente una liquidità internazionale, chi crede ci possa essere solo una liquidità nazionale causa vari ostacoli normativi.
In realtà, immaginare una liquidità esclusivamente nazionale ci risulta difficile per vari motivi. In primo luogo il prodotto non sarebbe più competitivo perchè la liquidità è un fattore cruciale per ogni exchanges che si rispetti. In più, sarebbe impossibile far ritornare a investire in Italia coloro che operano oggi negli exchange “.com” in maniera illegale. In ultima analisi non ci sarebbero neanche grossi benefici erarariali per lo Stato.
Oltre a tutte queste ragioni, alcuni bene informati del settore ci hanno in realtà confermato che la liquidità sarà internazionale (così, come tra l’altro previsto nel decreto). Una notizia che sicuramente renderà felici coloro che aspettano con impazienza l’arrivo del betting exchange in Italia!
 


Gerenza

E’ vietata qualsiasi duplicazione, plagio o copia degli articoli o materiale presente sul sito. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Piva 01460210113. Informati sulle probabilità di vincita e sul regolamento del gioco sul sito www.adm.gov.it