Amarcordottobre2007

Amarcord: lo "scontro" Bancora - Zuccoli sul betting exchange

Ottobre 2007. Va in scena uno dei più grandi dibattiti italiani riguardo il betting exchange. I protagonisti sono il giornalista Carlo Zuccoli e l’AD di Betfair Massimiliano Bancora. Arena: il Blog Servizi Vincenti di Ubaldo Scanagatta. Tutto nasce da un articolo del giornalista comasco riguardo il betting exchange. 3 in sostanza gli argomenti trattati: la genesi degli exchanges (in particolare Betfair), la possibilità di scommettere su eventi già terminati e la tesi secondo cui “con l’introduzione degli exchanges l’integrità degli avvenimenti sportivi oggetti di questo mercato in molti casi se ne è andata a benedire”. Dopo diversi commenti da parte di utenti clienti di Betfair giunge quello di Max Bancora, AD di Betfair che decide di partecipare in prima persona alla conversazione, per sottolineare le diverse inesattezze di Zuccoli. In primo luogo viene fatto notare che solo una piccola percentuale delle migliaia di eventi offerti quotidianamente da Betfair non è gestita dallo staff e che quindi al cliente viene spiegato chiaramente che deve essere consapevole di dover tutelare la propria posizione di rischio. Riguardo invece la suddetta tesi di Zuccoli la risposta di Bancora è stata:Ogni giocata su Betfair conserva delle impronte digitali elettroniche: siamo in grado di analizzare i dati relativi ad ogni singola transazione che ha luogo sul nostro sito in maniera estremamente dettagliata e approfondita e, dove ce ne siano gli estremi, condividere queste informazioni con federazioni e associazioni dei vari sport. Ad oggi, abbiamo stretto accordi per la condivisone di informazione nel caso di scommesse sospette con ATP e WTA, giusto per limitarsi al tennis. E’ parte della nostra strategia di crescita prendere contatto e promuovere tali accordi con il maggior numero di governing bodies nelle nazioni in cui acquisiamo licenza ad operare. Dall’altra parte - ma nell’articolo il Sig. Zuccoli dimentica di menzionarlo - oggi è perfettamente possibile entrare in qualsiasi agenzia di scommesse italiana o straniera e scommettere in forma completamente anonima sulla vittoria di un tennista (che è come scommettere sulla sconfitta dell’altro, vero Zuccoli?).” Una risposta esaustiva ad una tesi bizzarra.


Betfair

Focus on: Betfair

Homepage Betfair

Betfair è il sinonimo di betting exchange. Se dici Betfair le frasi successive sono: quanto punta? Quanto banca?
Betfair è il più grande bookmaker che si dedica al peer-to-peer betting, nato nel 2000 in Inghilterra. Attualmente, è una delle più importanti aziende inglesi, tanto da vincere premi annualmente.


Betfair mette a disposizione dei suoi utenti la piattaforma tecnologica per la compravendita delle quote.
Da una parte c’è chi decide di puntare su un evento e dall’altra c’è chi decide di accettare la puntata, fa da “bookmakers” assumendosi il rischio di pagare in caso dovesse vincere chi punta. Quindi, non è il bookmaker a decidere la quota, ma stesso gli utenti.
Betfair ha il compito di garantire il funzionamento di questo sistema e di guadagnare con il prelievo della commissione del 5% sulle vincite.

Su Betfair è possibile scommettere nello Sportsbook su una gran varietà di sport: calcio, basket, tennis, motori, ma anche sul Casinò e sul Poker.
Attualmente non è possibile poter giocare sul .com, perché il sito è oscurato da AAMS. Dal 7 aprile 2014, anche in Italia è stato reso possibile puntare e bancare in maniera legale.


Il cavallo. La candela. Le sale di gioco?

                                                                         (Credit photo)

Qualche giorno fa abbiamo trattato del futuro dei quotisti con l’avvento del betting exchange in Italia. La tesi di fondo è: il ruolo di quotista verrà svolto sempre di meno, inteso come chi fa la quota, ma si imporrà la funzione di gestione del rischio. Insomma, il quotista assomiglierà più ad un analista di borsa, che controlla le variazioni di mercato su un determinato evento in base alle puntate.
Invece, la domanda che ci poniamo oggi è: così come l’auto ha sostituito il cavallo, la lampadina ha sostituito la candela, il betting exchange renderà superflui i negozi di gioco?
Per arrivare alla risposta, esaminiamo come AAMS/ADM si sta muovendo nel settore dei giochi.
Entro la fine dell’anno partiranno le sperimentazione dei Virtual Games e del palinsesto personalizzato.
I Virtual Games sono scommesse a quota fissa su simulazione di eventi sportivi , in tutto e per tutto simili a quelli veri, ma generati dal computer. Sarà il concessionario a decidere quando inserirli e presumibilmente combaceranno con i momenti “morti” all’interno dell’agenzia di scommesse.
Anche il palinsesto personalizzato darà un impulso alle scommesse. Così come avviene nella patria del Betting, l’Inghilterra, si potrà giocare su tutto, argomenti di attualità, di politica, di gossip, determinati accadimenti in eventi sportivi, (per Es. quale giocatore batterà il prossimo calcio d’angolo?)  Unico limite: non si possono inserire in palinsesto eventi o comportamenti contrari alla morale, all’ordine pubblico o al buon costume, o costituire incitamento alla commissione di reati o violazioni.
Inoltre, la società Sportradar ha vinto a luglio l’appalto per la fornitura di un supporto informatico per le scommesse live. Ciò porterà ad un ampliamento di questa tipologia di scommessa in palinsesto. Per esempio, si potrà scommettere ogni giorno sul tennis. Come conseguenza, ci sarà l’ampliamento del numero di puntate in tutto l’arco della giornata, che porterà un vantaggio al betting exchange, ma anche alle scommesse tradizionali.
Dopo questa disamine, la risposta al nostro interrogativo, e cioè il Betting Exchange segnerà la fine dei negozi di gioco, è no. L’agenzia sarà ancora un’attrazione per lo scommettitore, almeno nel futuro prossimo.
Senza dimenticare il ruolo sociale che svolge un’agenzia, fatto di relazioni, di emozioni, di condivisione…ma questa è un’altra storia, che saremo felici un giorno di raccontarvi.


Calcio

Trading sull'antepost: il calcio.

In un precedente post abbiamo parlato di come è possibile fare trading sugli antepost del tennis e adesso passiamo invece allo sport principe in Italia. Un ragionamento simile, ma non del tutto identico, può essere fatto per gli antepost del calcio. Pensiamo, ad esempio, al classico "vincente campionato serie A". Per fare trading, la domanda che dobbiamo porci non è "chi vincerà il campionato?", bensì "quale quota scenderà prima?" . Questo perché il nostro obiettivo non può né deve essere attendere la fine del campionato per vincere, ma assicurarci prima una vittoria sicura. Per questo, quindi, bisogna evitare di puntare sulla/e squadra/e favorita/e. 

Bisogna, viceversa, analizzare quali squadra hanno un calendario sulla carta agevole, che potrebbe portare, dopo 5-6 giornate, ad una serie di vittorie tali da generare un abbassamento della quota. Oppure, giocando più sul lungo periodo, immaginare quale squadra al termine del girone d'andata avrà una posizione di classifica tale da giustificare una sua reale possibilità di vincere il titolo. Per fare un esempio pratico riferiamoci alla serie A che sta per cominciare: chi è la favorita? La Juve. Nel breve periodo la quota della Juve si abbasserà? No. Quindi non bisogna puntare sulla Juve se vogliamo fare trading. Pensiamo adesso, per esempio, all'Inter, alla Roma, o al Napoli: c'è possibilità che nel breve-medio periodo una di queste squadre sia in una posizione di classifica tale da contendere, almeno formalmente, il primato alla Juve? Se sì, bisogna puntare su quella squadra.
Quando bancare? Fondamentalmente 2 sono le cose da tener presente: i risultati della favorita e il calendario della squadra su cui abbiamo puntato. Se, ad esempio, sappiamo che la squadra su cui abbiamo scommesso, la quale è seconda in classifica ad un punto dalla prima, è attesa da una serie di partite dure, allora dobbiamo bancare magari sbilanciando la vincita verso l'esito che ci convince di più.
Con questo tipo di strategia possiamo entrare o uscire dal mercato facendo per esempio cash out più volte andando a cercare quali sono i minimi o massimi che la quota può fare. A questo scopo è utilissimo il grafico storico della quota dove si possono vedere le resistenze e i supporti così come avviene nei mercati finanziari.
Il mercato delle quote antepost è sempre aperto e deve essere fatto per esempio sulla vincente del campionato Nazionale o sulle coppe europee. 
E' conveniente impostare la strategia ad inizio di campionato dove si possono fare interessantissimi profitti.
L'antepost è una tipologia di trading si può dire più rilassata in quanto consente  di impostare la strategia diversi giorni prima e non si deve per forza di cose vedere le partite live. Possono quindi utilizzare questa metodologia anche chi ha un altra attività e non può stare per forza di cose sempre davanti al monitor.

I fans del Newcastle sono i più fedeli quando si scommette

Secondo il leader mondiale nel settore del betting exchange, Betfair, i tifosi del Newcastle sono i più fedeli emotivamente quando si tratta di scommettere sul proprio club. Ossia: quando si tratta di scommettere sul proprio club, raramente scommettono sulla sconfitta o su un risultato negativo contro la propria squadra. La notizia è stata riportata dalla BBC e ha fatto rapidamente il giro dell’Inghilterra. Il colosso inglese delle scommesse è giunto a questa conclusione attraverso l’utilizzo di algoritmi complessi che hanno permesso di giungere a queste analisi approfondite. I dati utilizzati sono stati analizzati (ovviamente) in forma anonima, presi da oltre 10 milioni di scommesse piazzate dagli utenti Betfair, raccolti durante i primi 3 mesi della stagione 2011/2012 che ha visto trionfare il Manchester City  di Roberto Mancini in un finale al cardiopalma. Sono emersi anche altri dati interessanti: i tifosi del Newcastle sono anche coloro che scommettono meno rispetto agli altri grandi club dell’Inghilterra come Arsenal, Manchester United, Manchester City, Liverpool e Chelsea. I tifosi dei gunners, invece, sono coloro che scommettono di più e che hanno anche una maggiore quantità di scommesse effettuate su altri club.
Generalmente, l’argomento dello scommettere sul club del cuore, suscita sempre grosse discussioni. 2 sono i partiti all’interno del dibattito. Il primo partito sostiene che scommettere sul club del cuore è rischioso perchè il coinvolgimento emotivo legato all’evento è elevato e dunque l’analisi razionale del match potrebbe risentirne. Il secondo partito invece sostiene che gli eventi legati alla propria squadra del cuore sono quelli dove si ha, inevitabilmente, a disposizione una quantità elevata di informazioni, imparagonabile agli altri eventi che consentono di scommettere in maniera consapevole sul match. E voi, quale posizione condividete?



Martin Cruddace

La fiducia di Cruddace (Betfair) nelle autorità italiane

Come ormai è noto a tutti, i giorni di agosto sono stati roventi non soltanto da un punto di vista climatico. La notizia del presunto rinvio dell’introduzione del betting exchange al 2015 in Italia ha creato non pochi malumori a tutti coloro che pregustavano una layata (finalmente legale) anche in Italia. Le voci hanno continuato a circolare in rete, probabilmente alimentate dal silenzio di operatori ed addetti ai lavori. Silenzio che ci auguriamo venga prima o poi abbandonato, magari proprio attraverso questo Blog, strumento sempre libero e aperto nei confronti di chiunque volesse esprimere la propria opinione.
Fin dall’inizio il Blog si è focalizzato sulle dichiarazioni di operatori del settore ex ante la presunta notizia del rinvio, per sottolineare la convinzione unanime dell’introduzione del betting exchange entro il 2013. Tra queste ricordiamo quelle di Martin Cruddace, Chief Legal and Regulatory Officer and Company Secretary dal 2004 di Betfair, nel gennaio 2012:

"Questo decreto è segno del continuo e positivo sviluppo nel Paese della regolamentazione sul gioco online e dimostra che le autorità italiane hanno piena fiducia nel fatto che l'introduzione del betting exchange sarà un evento positivo sia per i consumatori che per il mercato delle scommesse in generale"



La dimostrazione della piena fiducia delle autorità italiane riguardo al fatto che il betting exchange sia un evento positivo sia per i consumatori e sia per il mercato delle scommesse in generale è giunta pochi mesi dopo grazie all’interrogazione parlamentare
della senatrice Dorina Bianchi (PDL), che ha sottolineato come il betting exchange sia

“un pericolo per l’ordine pubblico, in particolare ai fini del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale”.



A distanza di 8 mesi, secondo voi, Cruddace avrebbe il coraggio di ribadire la propria fiducia nelle autorità italiane?


Tennis racket

Fare trading sull'antepost: il tennis

L’antepost è un tipo di scommessa che si riferisce ad una manifestazione più o meno lunga. Il più classico esempio di antepost è il Vincente Campionato (Serie A, Premier League, ecc...), ma ve ne sono altri: vincente capocannoniere, vincente europei o mondiali, e così via. Sono manifestazioni che durano tanto (da un mese a nove mesi). Ne tratteremo in futuro.
Adesso, invece, concentriamoci su antepost nel betting exchange che hanno una scadenza più prossima: il tennis. I tornei di tennis durano una settimana, i più importanti - come Wimbledon - due settimane. E’ quindi possibile fare trading su queste manifestazioni e, magari, ottenere redditizi risultati in pochi giorni.
Come fare? Ecco un suggerimento, un esempio: prendiamo i tennisti che hanno la quota più alta e puntiamoci sopra. Ora dobbiamo semplicemente sperare che uno, o magari due, di questi tennisti superino un paio di turni: la loro quota scenderà sicuramente e di parecchio! Se, ad esempio, abbiamo scommesso 2 euro su un tennista a quota 500 (vincita potenziale, 1000 €) e questo tennista supera un paio di turni e scende a quota 300, o anche 250, basterà bancare per vincere sicuramente!
Ovviamente, il trading si può fare anche sui tennisti più quotati che magari sono solitamente bravi su certi terreni (erba, terra rossa, ecc...) e il mercato vede più sfavoriti di altri. Basterà puntare su un tennista a quota 20 e aspettare che, dopo un paio di turni vinti, scenda a quota 13 - 15, per poter bancare e vincere. In quest’ultimo caso è, ovviamente, fondamentale tener presente anche il tabellone, perché è naturalmente più facile fare trading su un tennista che, dopo due turni, non incontri Federer o Nadal!
Si consiglia a tutti di studiare le statistiche sportive sui migliori siti di e da li partire per analizzare ciascun tennista. Nell'antepost le statistiche e l'analisi di un giocatore è fondamentale per avere un profitto: non si può improvvisare ma si deve conoscere tutto su questo e soprattutto il suo stato di forma.
E' poi importante vedere l'importanza del torneo e il suo montepremi: è chiaro che più alto è il montepremi finale del torneo, e maggiore sarà l'impegno e la determinazione del tennista a proseguire nel tabellone e cercare di vincerlo anche se non è il vero favorito.


betting exchange fine quotisti

Il betting exchange segnerà la fine dei quotisti?

Il betting exchange è una rivoluzione e, come ogni rivoluzione, non sappiamo quali conseguenze avrà sui lavoratori del settore. In particolare sui quotisti dei bookmaker, cioè coloro che creano e monitorano le quote su cui scommettere: cosa cambierà per loro? Tutto, potremmo rispondere con ogni probabilità. Molto, ci limitiamo a rispondere con certezza.


In un mondo come quello del betting exchange le quote sono stabilite dal mercato. Nessuno le produce a priori, a meno che non si decida di stabilire con una sorta di base d’asta, ben sapendo che comunque la quota subirà oscillazioni sostanziali e tali da compromettere ogni eventuale studio fatto in precedenza. Il quotista, quindi, dedicherà molto più tempo alla gestione del rischio: più che le oscillazioni della quota, il quotista studierà le oscillazioni delle puntate e delle bancate, compiendo analisi tecniche sulle somme giocate su un determinato evento e/o esito e provando ad apportare correttivi. 


Le analisi dei campionati saranno ridotte nel tempo, e pian piano il lavoro del quotista assomiglierà sempre più a quello di un analista di borsa. Probabilmente, la stessa parola “quotista” (che, se vogliamo, è alquanto cacofonica e non esprime compiutamente le mansioni del lavoratore) smetterà di essere usata. Inoltre, perderà importanza la manifestazione in sé, mentre ne acquisterà la classe di esito, cioè il tipo di scommessa: è infatti molto probabile che l’avvento dei virtual games attirerà una quantità di gettito tale da dover dedicare più tempo a loro che alle tipologie di scommessa classiche.


I bookmaker infatti adesso non fanno più le quote mediante un software proprietario ma le prendono dal betfair exchange e il quotista ha solo il compito di variarle leggermente in base alle sue considerazioni e esperienza. I quotisti devono verificare che le odds non si discostino troppo da betfair per non consentire di fare le sure bet.



Il punto sull'indiscrezione del rinvio del betting exchange


La notizia del presunto rinvio del betting exchange in Italia ha provocato grossi malumori in tutti gli appassionati di questa modalità di scommesse, sia per coloro che hanno già avuto la fortuna di poter provare (illegalmente) lo scambio scommesse su siti esteri, sia tra coloro che non vedono l’ora di poter utilizzare questo nuovo prodotto. Diciamo la verità: questa notizia oltre ai malumori ha generato anche una grossa dose di stupore in tutti noi. Sembrava ormai certo l’avvento del betting exchange: le parole di Bancora
, quelle di Abodi e quelle di Cruddace lasciavano prefigurare l’introduzione entro l’inizio del 2013. Ma le notizie relative al rinvio del punta e banca in Italia addirittura al 2015 hanno minato ogni tipo di certezza.
Il Blog ha manifestato sin dal primo momento alcune perplessità riguardo l’indiscrezione, posizione tra l’altro condivisa
da diversi lettori del Blog. Il lavoro di verifica è proseguito nel corso di questi giorni, nonostante l’afa incessante. Le informazioni che sono in nostro possesso però, sembrano essere positive. Ad oggi, non ci risulta alcun rinvio del betting exchange in Italia. Dunque l’introduzione dovrebbe avvenire regolarmente entro i primi mesi del 2013. Ovviamente continueremo a seguire l’evolversi della situazione, pronti ad aggiornarvi in tempo reale su qualsiasi novità in nostro possesso.


Focus on: Smarkets

"Smarkets - The simple, social way to bet”. E’ lo slogan di Smarkets, sito di Betting Exchange.
La società, fondata nel 2008 in Gran Bretagna da Jason Trost e Hunter Morris, ha una licenza maltese e gli utenti italiani non potrebbero adoperarlo. Per quanto sia illegale in Italia, il sito non è ancora stato oscurato da AAMS e gli italiani possono vedere le quote offerte.
La società è sostenuta da un consorzio di investitori europei. A livello aziendale, Smarkets è stata inserita dal Wall Street Journal nella lista delle migliori 10 giovani aziende tecnologiche e nel 2012 è stata premiata per il suo apporto innovativo. 
Ciò che rende Smarkets attraente per gli utenti finale è la commissione per il servizio di intermediazione (fornito in misura percentuale sulle vincite del giocatore): solo il 2%. Il più conosciuto Betfair preleva il 5%. Su alcuni forum, gli utenti hanno mostrato molto apprezzamento per il sito. C’è anche chi considera le quote proposte da Smarkets migliori di Betdaq ed in linea con quelle di Betfair.
Anche la liquidità sembra buona, indispensabile per il successo del betting exchange.
Tutto sommato i giudizi sono positivi, ma è ancora presto per poter esprimere dei pareri certi e concordanti.

ComputerTrafing

Trading sul pareggio o sul risultato esatto (0-0)

(Credit photo)
Le quote del pareggio e del risultato esatto 0-0 sono, in genere, molto appetitose e consentono di fare trading nel betting exchange. Nonostante le statistiche dimostrino che il numero dei pareggi sia in aumento, così come sono in aumento le partite che non si sbloccano prima del trentesimo minuto, le quote su questi due esiti sono sempre alquanto alte.
Per chi volesse sperimentare il trading su questi due esiti, abbiamo qualche suggerimento. Partiamo da un presupposto: la partita su cui vogliamo scommettere live finirà in pareggio, secondo noi?
Se la risposta è “”, dobbiamo puntare sulla X (o draw) o sullo 0-0, attendendo il momento propizio per bancare e guadagnare sicuramente.
Se la risposta è “no”, dobbiamo bancare solo la X (o draw) in attesa che una delle due squadre segni, per poi ripuntare. Perché non bancare anche lo 0-0? Perché la quota, e quindi il rischio, è sicuramente molto alto. Un rischio talmente alto che, qualora non dovesse verificarsi un gol, perderemmo troppi soldi.
E’ quindi consigliabile bancare lo 0-0 alla fine del primo tempo, visto che statisticamente si segnano più gol nel secondo tempo e visto che la quota sarà sicuramente più bassa della metà della quota iniziale. Che significa? Facciamo un esempio:
 se all’inizio della partita, il risultato esatto 0-0 banca 10.00, e il primo tempo finisce con questo risultato, è molto probabile – per non dire quasi certo – che il secondo tempo comincerà con una quota inferiore a 5, nonostante vi sia lo stesso numero di minuti da giocare ancora (45’) e statisticamente più probabile che il risultato cambi nel secondo tempo. In quel caso, allora, possiamo bancare lo 0-0 e sperare che in 45’ il risultato cambi. Rischieremmo meno soldi e avremmo più probabilità di vincere.

aams

Focus on: AAMS

AAMS è un acronimo che sta per Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, in poche parole regola e controlla tutto il comparto dei giochi d’azzardo ed ha competenza per alcuni settori della lavorazione del tabacco. Tuttavia, in un recente decreto, il governo ha stabilito che l’AAMS verrà incorporata a breve nella nuova Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In Italia, tutto il settore dei Giochi passa per leggi, regolamenti e comunicati emanati da AAMS.
Lo scopo dell’AAMS è quello di garantire le entrate erariali, tutelando al contempo i giocatori e combattendo l’illegalità, attraverso il supporto tecnologico di So.Ge.I.
In Italia, il settore dei giochi si divide in:
-I giochi numerici, come Lotto e Superenalotto
-Le Lotterie Nazionali: i vari Gratta e Vinci e la Lotteria Italia.
-Giochi su base sportiva ed ippica. Cha a loro volta si distinguono in: giochi al Totalizzatore, come l’Ippica Nazionale, il Totocalcio, Totogol e Big Match; e giochi a Quota Fissa, come le scommesse sportive.
-Apparecchi da Intrattenimento: Slot, Videolottery
-Giochi di abilità, di carte e di sorte, come il Poker, il Bingo ed il Casinò.

Per poter offrire questi giochi nei propri negozi oppure online, occorre possedere una licenza messa a bando dai Monopoli. Il concessionario ottenuta la licenza per poter offrire i giochi deve utilizzare piattaforme di gioco certificate da AAMS ed essere conforme alle direttive statali.
Ecco perché alcuni siti come Betfair.com sono oscurati da AAMS (come da immagine), in quanto non hanno una concessione italiana (nel caso di Betfair, hanno acquisito una concessione italiana e creato Betfair Italia) oppure hanno dei giochi non ancora legali in Italia (come il Betting Exchange).


Betfair: ottimo bilancio post-Londra 2012

                                             (Credit: ninjamarketing.it)

Il bilancio post Olimpiade per Betfair è stato più che soddisfacente. Non solo: anche gli operatori del betting tradizionale hanno fatto registrare un aumento considerevole delle entrate. E’ innegabile: il bilancio ha superato ogni più rosea aspettativa e il confronto con Pechino 2008 è imbarazzante. Secondo Sporting Index il volume di affari di Londra 2012 è stato nove volte superiore a quello di Pechino 2008. Un portavoce di Ladbrokes per il Regno Unito, infatti, ha annunciato che per i giochi olimpici londinesi c’è stata una raccolta di circa 180 milioni di euro rispetto agli 8 di Pechino.

Ma andiamo ad analizzare i dettagli: Betfair segnala un aumento considerevole dell’attività riguardo le scommesse sportive, con un quasi raddoppiamento del numero totale degli utenti. Questa la classifica degli sport più giocati (esclusi calcio e tennis, fuori classifica):
1)Basket
2)Atletica
3)Volley
4)Nuoto
5)Pallamano
6)Ciclismo
7)Beach Volley
8)Boxe
9) Canottaggio
10)Hockey

Inoltre, uno degli eventi che ha catalizzato maggiormente l’attenzione degli utenti è stata la finale dei 100m maschili (che ha visto trionfare il jamaicano Usain Bolt) dove ci sono state oltre 19.000 persone a piazzare la propria scommessa.


guida trading

Strategie: il trading sule quote nel Betting Exchange

                                                    (Credit photo)

Quando sentiamo la parola “trading”, il nostro pensiero corre a Wall Street o a Piazza Affari: il trading, ed il trader (cioè colui che realizza il trading) è una figura professionale tipica della Borsa, del mercato finanziario.

Con l’avvento del betting exchange, questa figura professionale può abbandonare i perigliosi lidi delle operazioni (e delle speculazioni) finanziarie, per approdare al mondo delle scommesse. Invece delle azioni di società quotate in borsa, il betting trader compra quote e le rivende quando esse avranno raggiunto un valore (o, con maggior correttezza, un prezzo) tale da realizzare un profitto. E’ questa l’essenza del trading nel betting exchange: comprare una cosa (una azione o una quota) a un prezzo  inferiore di quando la venderemo.

Focalizziamo, adesso, la nostra attenzione solo al trading sulle scommesse sportive. Il più famoso sito al mondo di betting exchange, Betfair, prevede per ogni esito di ogni avvenimento sportivo due voci: “Punta” (in inglese, Back) e “Banca” (in inglese, Lay). Puntare significa scommettere che un avvenimento si realizzerà (esempio, la squadra X vincerà la coppa). Bancare significa scommettere che un avvenimento non accadrà (ad esempio, la squadra X non vincerà la coppa).

Per fare trading, quindi per trarre profitto da una puntata e una bancata, è necessario sempre che la quota della puntata sia superiore alla quota della bancata. Rimanendo al nostro esempio, è necessario che la quota della puntata sulla squadra X sia superiore alla quota della bancata.

Come ciò può avvenire? In due modi: nel lungo periodo o nel breve periodo. Nel lungo periodo, il trading consiste nel comprare una quota oggi nella speranza o nella quasi certezza che tra un giorno, una settimana, un mese o un semestre quella stessa quota sarà più bassa. Nel breve periodo, il trading consiste nel comprare una quota sapendo o immaginando che tra pochi minuti sarà più bassa. Questo secondo caso si verifica soprattutto durante le scommesse live, cioè scommesse effettuate mentre l’avvenimento è in corso di svolgimento.

Esempio: Vincente coppa

Squadra X – Squadra Y

1.80    1.90

Se noi crediamo che la squadra X vincerà la coppa, punteremo ad esempio 100 euro per vincere 80 euro (netti). Qualora la squadra X dovesse segnare un gol, la sua quota scenderà (ad esempio a 1.50). Allora noi bancheremo 120 euro a 1.50.

Se la squadra X vincerà la coppa, noi vinceremo 80 euro della puntata e perderemo i 60 euro della quota di responsabilità.

Se la squadra X non vincerà la coppa, noi perderemo i 100 euro della puntata ma vinceremo i 120 della bancata. Guadagno complessivo dell'operazione: 20€ in entrambi i casi.
Con il trading sul punta e banca si aprono nuovi orizzonti per tutti gli scommettitori o i trader finanziari che possono entrare in un nuovo mercato più semplice e con possibilità di guadagno maggiore. E' evidente che non si può improvvisare, ma è necessario studiare il suo funzionamento applicando le strategie utilizzate in Borsa.
A questo scopo è molto interessante il libro disponibile su Amazon dal titolo betting exchange la rivoluzione del trading sportivo di Gianluca Landi che viene proprio da quel mondo e ha portato in questo settore la sua esperienza.
Gianluca Landi infatti nel libro evidenzia quali sono i vantaggi del trading sulle quote ed invita tutti a riflettere su cosa si può fare in questo nuovo mercato a patto di applicare sempre le regole di money management.


Peer to peer betting: il precursore del Betting Exchange

La prima forma moderna di scambio scommesse è stata messa in pratica grazie alla piattaforma flutter.com agli inizi del 2000 con il peer to peer betting, una vera e propria rivoluzione per l’epoca. Il meccanismo adottato è stato semplice ma rivoluzionario: la piattaforma, infatti, ha dato la possibilità di far sfidare utenti contro utenti, distruggendo il tradizionale binomio scommettitore-bookmakers.
L’incontro tra domanda e offerta tra i vari utenti ha di fatto trasformato flutter.com in un mini mercato azionario, con oscillazioni di quote frequenti e in tempo reale.
Nel corso della sua vita, flutter.com ha avuto sostanzialmente un solo grande rivale: betfair. 2 le sostanziali differenze tra le piattaforme: la prima riguardava la % di commissione (2,5% per flutter, dal 4 al 5% per Betfair), la seconda riguardava l’utilizzo di quote frazionarie (Flutter) e quelle di quote decimali (Betfair).
Le differenze hanno cessato di esistere in seguito all’acquisto da parte di Betfair di Flutter. Ciò ha trasformato Betfair in una vera e propria armata in grado di controllare da sola oltre il 90% del mercato del betting exchange. Il resto è storia: ancora oggi, nel 2012, Betfair è leader nel mercato del betting exchange ed è pronta a sbarcare in Italia, proponendo il suo modello di successo anche nel Belpaese.  Una domanda, però, è d’obbligo: chi riuscirà a divenire il Flutter d’Italia? Quale sarà la piattaforma (o le piattaforme) in grado di tenere testa a Betfair? Domande a cui è difficile dare oggi una risposta. Le risposte le scopriremo insieme, giorno dopo giorno.


Gerenza

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