BetOnMath: giochiamo perché siamo analfabeti?
BetonMath (Scommetti sulla Matematica) è un progetto iniziato ad ottobre 2013 con durata biennale, portato avanti dal Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano e finanziato dal 5xMille Polisocial Award, che ha premiato i migliori progetti di ricerca a fini sociali.
Il progetto BetOnMath parte da due aspetti: 1) gli atteggiamenti e le cognizioni relativi all’attività di gioco costituiscono importanti fattori di rischio o protettivi per lo sviluppo di comportamenti patologici; 2) la spesa in gioco d’azzardo decresce con l’aumentare della cultura scientifica. In sintesi la preparazione matematica risulta essere un fattore incidente per l’insorgere di patologie di dipendenza dal gioco d’azzardo. Molte persone e tra queste molti giovani possiedono una percezione errata della natura dei fenomeni casuali. Questo atteggiamento ha effetti pericolosi sul loro approccio al gioco d’azzardo, alimentando l’abuso nell’accesso e nella fruizione dei giochi di sorte.
Gli esperti parlano di “fallacia del giocatore” e di “fenomeno della quasi vincita”. Nel primo caso lo scommettitore agisce nell’errata convinzione che nell'ambito di attività governate dal caso gli eventi occorsi nel passato influenzino gli eventi futuri (es.la rincorsa dei numeri ritardatari del lotto). La quasi vincita si verifica invece ogni volta che il risultato ottenuto in un gioco non conduce ad una vincita, ma presenta degli elementi che inducono il giocatore a pensare di “averla sfiorata” (near miss). Essa viene concepita come un segnale incoraggiante e lo stimola a riprovare. È quello che accade, ad esempio, in una giocata multipla idi 5 avvenimenti in cui non indoviniamo solo un avvenimento. Tale errore cognitivo è ben conosciuto dai costruttori di slot-machines e viene “sfruttato” nel loro funzionamento aggiungendo effetti musicali suadenti ad una quasi vincita (es. tutti i simboli vincenti tranne uno) con l’effetto di rinforzare l’idea di essere quasi vicini al jackpot e di sostenere la continuazione del gioco.
Operativamente, BetOnMath propone, attraverso una piattaforma multimediale, la costruzione e l’implementazione di una strategia di intervento formativo basata sulla trasmissione di strumenti matematici di base che consentano una comprensione critica dei concetti probabilistici dei giochi d’azzardo e delle criticità (e relativi rischi) di alcuni tipici meccanismi decisionali erronei che vengono spesso attivati in condizione di incertezza. Il percorso di formazione è indirizzato a studenti ed insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado oltre che agli operatori socio-sanitari e prevede la partecipazione attiva di questi soggetti.
Per l’IDV la parola d’ordine è vietare!
Il partito Italia dei Valori annuncia dalle pagine del proprio sito che è partita la raccolta firma ed il 25 luglio prossimo presenteranno in Cassazione “la prima proposta di legge di iniziativa popolare contro i giochi d'azzardo di Stato, perché questa è una piaga che coinvolge tre milioni di cittadini italiani, un dramma enorme che si traduce da gioco del divertimento a gioco della disperazione. C'è la necessità di dire con forza di no, visto che ci sono famiglie impoverite che non ce la fanno ad andare avanti e visto che dietro c'è di tutto, da uno Stato che ha interessi ad incassare fino ad una mafia e una criminalità organizzata che lucra sul disagio e sui bisogni delle gente". Traducendo:“C’è il problema ludopatia? Vietiamo il gioco! Lo Stato non riesce a combattere il fenomeno della criminalità organizzata? Vietiamo il gioco!”
Siamo contrari a questa azione del partito perché riteniamo che non porti nessun contributo rilevante al settore. Abbiamo più volte presentato sul nostro blog i risultati di accreditate ricerche che vanno proprio nel senso contrario: se si vuole combattere i fenomeni negativi legati al tema del gioco allora occorre regolamentare il settore, punire chi trasgredisce e colpire con forza la criminalità organizzata che con il gioco ci specula.
Come sconfiggere la ludopatia? Regolamentando.
Maggiore è la regolamentazione, minore è l’incidenza della ludopatia. E’ questo l’esito di uno studio francese svolto dall’Osservatorio dei Giochi (OFTD) e dall’Istituto delle Droghe e delle Dipendenze (DDJ) che ha mostrato che più il mercato dei giochi è regolamentato e minore è l’incidenza del gioco problematico sulla popolazione francese. Secondo i dati ricavati dalla ricerca, nel 2012 i giocatori online classificati tra eccessivo e moderato rischio di dipendenza da gioco sarebbero al 6,6%, contro l’8,3% nel 2010, anno in cui è stato regolamentato il gioco online.
In netto calo anche la percentuale dei giocatori classificati a moderato rischio, scesi dal 14,4% del 2010 all’attuale 10,4%. “Un risultato che evidenzia i positivi effetti della regolamentazione” ha commentato l’ARJEL. Inoltre, per poker, scommesse sportive e ippiche online l’offerta illegale è ormai divenuta del tutto marginale, al contrario di ciò che avviene in Italia dove la porzione del gioco illegale è pari all’8%, con una stima di oltre 4000 punti scommesse fisici non legali. Il recupero integrale del gioco illegale esistente porterebbe all’erario circa 1 miliardo di euro aggiuntivo. Segno evidente che la strada da percorrere in questo senso è ancora abbastanza lunga.
+ gioco - compulsivo
Il fenomeno della ludopatia desta continuamente l’attenzione dei media e sicuramente farà discutere l’ultimo rapporto pubblicato su questo tema. La rivista Italian Health Policy Brief ha infatti pubblicato i risultati dello studio condotto dal Prof. Walter Ricciardi e dalla Dott.ssa Chiara Cadeddu, dove si stima che oltre un miliardo e 800 milioni di euro sono i costi socio-sanitari in Italia causati dai circa 120 mila soggetti preda del gioco compulsivo. Il rischio è che nei prossimi anni la cifra sia destinata a crescere se non si interviene tempestivamente.
Di ludopatia se ne parla anche in Francia dove saranno presentate a breve le norme che prevedono maggiori poteri all’Arjel, che potrà bloccare tutti i siti illegali di slot online e casinò, mentre oggi la competenza è limitata ai giochi regolarizzati (poker, scommesse sportive ed ippiche). Le nuove norme prevederanno anche maggiori sanzioni per chi viola la normativa in materia di giochi. Il ministro del Bilancio Bernard Cazeneuve ha spiegato che le nuove norme hanno come obiettivo la protezione dei giocatori e la lotta alla dipendenza da gioco.
La ludopatia nei LEA
Qualcuno la considera la malattia del secolo, il male dei giorni nostri. Parliamo della Ludopatia (o Gioco d’Azzardo Patologico), malattia che colpisce chi mostra atteggiamenti ossessivi e compulsivi verso il gioco d’azzardo. Quando si parla di “gioco d’azzardo” ci si riferisce non solo ai giochi tipici da casinò (roulette o blackjack), ma a qualsiasi tipologia di gioco che implichi una scommessa, e la cui vincita di denaro è lasciata al caso.
La ludopatia è un disturbo del comportamento che può avere gravi conseguenze sulla vita sociale e professionale del soggetto che ne viene colpito. Si tratta di una vera dipendenza, che provoca un forte desiderio di scommettere, anche indebitandosi. Lo scommettitore che non riesce a giocare diventa irascibile e aggressivo, e possono subentrare anche crisi di astinenza come quelle che colpiscono i tossicodipendenti.
Recentemente, il ministro della Salute Renato Balduzzi, con l’approvazione del Consiglio dei Ministri, ha inserito la ludopatia nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), cioè i giocatori compulsivi riceveranno dal Sistema Sanitario Nazionale diagnosi e cura senza compartecipazione alla spesa. La certificazione di disturbo da ludopatia spetterà ai presìdi regionali, convenzionati con i dipartimenti di salute mentale (DSM) e in collaborazione con i servizi territoriali per le dipendenze (SerD).
Il Blog è contrario ad ogni forma di ludopatia e consiglia sempre di scommettere consapevolmente.





