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Anche Betflag si schiera in favore dell'ippica

Attraverso un'intervista rilasciata ad Agipronews, anche Betflag ha fatto conoscere il proprio parere riguardo la questione ippica-Exchange. Le parole di Pardi (AD di Betflag) sono arrivate solo poche ore dopo l'intervista rilasciata da Di Zanni (Country Manager Italia Betfair). Netta la posizione dell'amministratore delegato di Betflag: è stato un errore bloccare le scommesse complementari sull'ippica.

 Ma ancora più grave è stato l'errore di non aver inserito l'ippica nel discorso dello scambio scommesse. Nel mondo, infatti, circa il 60-70% degli abbinamenti della modalità Betting Exchange avvengono sull'ippica, secondo le stime dello stesso Pardi. Infine, l'augurio di sbloccare al più presto questa spiacevole situazione. Questo blocco comune di Betfair-Betflag in favore dell'ippica, ci piace.


DiZanniManagerBetfair

Di Zanni (Betfair):"Puntiamo sull'ippica"

Di Zanni Manager Betfair

Nelle ultime ore, Agimeg ha pubblicato un’interessante intervista al Country Manager Italia di Betfair, ovvero Claudio Di Zanni. I punti cardine dell’intervista sono 4. Innanzitutto, Di Zanni ha ribadito più volte, la sua soddisfazione, derivante sia dal buon livello di liquidità (considerati i limiti normativi…), sia dal grande utilizzo di una funzionalità nuova come il cashout, sia dalla liquidità registrata agli Ottavi di Finale, con numeri sempre vicini al record di Italia-Costa Rica.

Il secondo punto chiave, riguarda l’introduzione dell’ippica. Di Zanni, ha spinto su questo tema, consapevole del fatto che potrebbe trattarsi di un’operazione favorevole sia per Betfair, ma anche per la stessa ippica, ridotta da ormai diversi anni ad uno stato comatoso.

Terzo tema centrale: la liquidità internazionale. Pur sottolineando i primi dati di crescita relativi alla liquidità attuale, è ben chiaro che si debbe puntare ad un aumento graduale, ma convincente di questo aspetto. Quindi, da un lato la società continuerà a lavorare con l’ente regolatore per aprire la liquidità ad altri Paesi. Dall’altro lato, c’è anche la disponibilità di Betfair a lavorare con operatori italiani per condividere la liquidità tra le varie piattaforme. Dunque, in futuro, potremmo avere Betfair e Betflag (e altri operatori che vorranno aggregarsi all’avventura Exchange) con una liquidità unica. Resta aperto il dibattito su quanto convenga a Betfair, optare per questa ipotesi. Dal punto di vista dei Betting Traders, invece, è assolutamente auspicabile una condivisione della liquidità tra le varie piattaforme di punta e banca italiane.

Infine, riferimento all’esperienza di Betfair.com. La società, secondo Di Zanni, sta lavorando al massimo per creare un prodotto Exchange che si avvicini quanto più possibile al prodotto top, ovvero quello del .com. Sarà sicuramente un percorso arduo, lento e graduale. Ma che speriamo, prima o poi, possa compiersi definitivamente.


Bookmakersfinanzianoippicainglese

Ippica: la ricetta inglese

Dopo Betfair anche altri quattro grandi bookmakers hanno deciso di finanziare volontariamente l’ippica inglese, portando così un aumento dei montepremi delle corse.
William Hill, Ladbrokes, Coral e BetFred garantiranno per i prossimi quattro anni un fondo di 18 milioni di sterline, supervisionato dal consiglio Levy, che avrà lo scopo di rendere più competitive le corse. Questo fondo si aggiunge al prelievo previsto dalla legge, che resterà al 10,75% dei profitti lordi derivanti dalle scommesse ippiche giocate nelle agenzie.
A differenza dell’Italia, l’industria ippica inglese funziona bene ed è anche in espansione. I quattro bookmakers coinvolti in questa operazione in un comunicato stampa congiunto hanno affermato che il fondo di incentivazione verrà "utilizzato per migliorare la competitività del prodotto “racing”, rendendolo più attraente".
Paul Bittar, l'amministratore delegato della British Horseracing Authority, ha affermato che "l’associazione ha il sostegno delle principali organizzazioni di questo sport, tra cui l'Associazione Racecourse, e questo accordo rappresenta un passo avanti positivo nella situazione vigente. Tali finanziamenti supplementari porteranno un grado di certezza e un notevole rialzo nei prossimi anni ".
I bookmakers inglesi sperano che finanziando un settore, esso potrà solo crescere e portare maggiori profitti futuri: è la ricetta giusta?

PS: scopri sulla nostra fanpage i preparativi di Ladbrokes per il lancio del betting exchange.


Betfair

Betfair - William Hill 2-0

Con piacere da parte di Betfair, nel giugno del 2011 la Horserace Levy Board ha stabilito che gli utenti che praticano il betting exchange, ad esclusione dei bookmaker, non debbono versare il contributo all’ippica, a differenza di quello che avviene con le scommesse ippiche tradizionali. A questo parere si è opposta subito William Hill insieme alla British Horseracing Authority. Però, quest’ultima si è tirata indietro quando è arrivato da Betfair un cospicuo contributo volontario di 40 milioni di sterline. Nel luglio 2012 l’Alta Corte britannica ha confermato la decisione del Levy Bord. Conferma che è arrivata anche pochi giorni fa dal giudizio d’appello. In aggiunta, William Hill dovrà pagare metà delle spese legali e una quota delle spese processuali sostenute da Betfair. Ovviamente grande soddisfazione per Betfair rimarcata con le parole di Martin Cruddace (Direttore Affari Legali):“Il fatto che il Levy Board abbia dovuto sostenere delle spese legali per difendersi in questi giudizi ha avuto un impatto diretto e significativo sulle somme destinate al montepremi dell’ippica". Infine, una bordata agli acerrimi rivali:”William Hill è il maggiore dei bookmakers britannici che non corrisponde alcuna tassa all’ippica”.


Horse

Scandalo scommesse nell’ippica inglese

(Credit: Befly)
Scandalo scommesse in Inghilterra, anche se sono coinvolti due calciatori non si parla di calcio, ma di ippica. Il reato è quello di aver falsato alcune corse ippiche e scambiato info riservate per piazzare scommesse. Lo scandalo era scoppiato lo scorso ottobre e nei giorni scorsi sono arrivate le sentenze: 15 anni di squalifica al fantino Andrew Haffernan per aver comunicato informazioni riservate sulle condizioni dei cavalli e soprattutto per aver sotto compenso “tirato le briglie al proprio cavallo per far vincere altri". Squalificati per complicità Michael Chopra (attaccante dell’Ipswich Town) a 10 anni e James Coppinger (centrocampista dei Doncaster Rovers) a 3 anni.
I tre non potranno più mettere piede in un ippodromo e in nessun altro ambiente collegato al mondo delle corse ippiche per il periodo indicato.


TradingIppica

Il futuro dell'ippica


Martedì 18 dicembre si è discusso in Commissione Agricoltura il decreto “Rilancio del comparto ippico per la tutela delle razze equine”.
Il testo affida alla Federazione italiana sport equestri (FISE) le competenze e lo svolgimento dell'attività tecnico-ippica dell'area “sella”, già attribuite all'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI), poi soppressa con trasferimento delle funzioni al Ministero delle politiche agricole.
Il testo istituisce l'Unione ippica italiana che ha lo scopo di rilanciare le 'attività ippiche, basandosi sulla riqualificazione etica e sportiva. L’avanzamento dei lavori è lento, ma comunque procede. Si è discusso anche dell’emendamento di Callegari (Lega Nord), ma è stato bocciato. Esso prevedeva che il 50 % delle imposte derivanti dalle attività di raccolta di giochi pubblici effettuate negli ippodromi  e dalle scommesse  su eventi virtuali fosse destinato al rilancio dell’ippica per il 90% a integrazione del montepremi dell'ippodromo nel quale è stato raccolto il gioco, per il 10% a integrazione del montepremi di prove del circuito classico.
Il comparto dell’ippico si trova in uno stato di sofferenza, sono la riprova le sospensioni delle attività che di volta in volta avvengono nei diversi ippodromi italiani.



TradingIppica

Fare trading sull’ippica: Bet-sleep-bet!



Bet-sleep-bet significa letteralmente “scommetti-dormi-scommetti” ed è una strategia nata e sviluppatasi intorno alle scommesse sui cavalli. Il concetto base è puntare con largo anticipo rispetto all’evento (almeno la sera prima), farsi una bella dormita e al risveglio bancare. Come si fa?
In Inghilterra c’è, da decenni, una grande cultura intorno alle corse dei cavalli. Non è un caso che i principali siti mondiali di Betting Exchange siano soliti proporre agli scommettitori quasi tutte le corse inglesi (o, più correttamente, britanniche). Giornali a larga diffusione quali “The Sun” o “Daily Mail” sono soliti dedicare intere pagine ai pronostici sulle corse dei cavalli, e moltissimi siti propongono pronostici e news sulle corse del giorno successivo. La strategia bet-sleep-bet, quindi, si fonda innanzi tutto su questo: la ricerca di informazioni. Quanto più un cavallo viene dato per favorito, tanto più è probabile che, man mano che ci si avvicina alla data e all’ora della corsa, la sua quota scenderà.
Cosa fare, quindi? Puntare la sera prima su un cavallo dato per favorito da almeno 5 tipster (i pronosticatori) in una corsa dove non vi siano più di 3 favoriti. Andare a dormire e, il giorno dopo, bancare non appena la quota sarà scesa ad un livello tale da garantirci una vincita sicura (una “sure”).
Nel caso in cui al risveglio la quota non sia scesa o addirittura salita? Abbiamo due possibilità: chiudere subito la scommessa accettando una piccola perdita o aspettare l'andamento delle quote nel tentativo di recuperare.

Betfair finanzia l'ippica!

                                                    (Credit Photo)


Betfair sigla un accordo rivoluzionario: finanzierà la British Racing con 40 milioni di sterline per sostituire la Horserace Betting Levy, tassa su base volontaria, che ha lo scopo di finanziare il settore. Un’azione molto importante, che dovrebbe diffondersi per esempio anche in Italia, dove il settore è da anni in crisi. Settore che si ritroverà ad affrontare un autunno caldo, proprio per mancanza di soldi.
Betfair verserà alla British Racing il 10,75% dei profitti delle scommesse ippiche accettate in Gran Bretagna. L'associazione garantirà a sua volta un numero minimo di eventi ogni anno e si servirà dei dati di Betfair per organizzare i calendari in base alle preferenze degli scommettitori.
Questo accordo è stato favorito dal governo e anzi si spera che anche altri bookmaker seguano il modello Betfair, per migliorare il comparto e diffondere la cultura delle corse ippiche. "Il governo ha sempre creduto che la British Racing potesse instaurare relazioni commerciali con gli operatori delle scommesse" ha commentato il ministro per la cultura e lo sport John Penrose.


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