Il betting exchange non piace a Confindustria Sistema Gioco



Confindustria Sistema Gioco, con una missiva inviata al direttore dell’AAMS Luigi Magistro, ha espresso il parere contrario sull’introduzione del betting exchange in Italia.
Nel documento si legge che il betting exchange “può aumentare il rischio di corruzione nello sport e di riciclaggio del denaro e che il concessionario italiano disporrebbe di dati parziali per la verifica di operazioni sospette, rendendo difficoltose le attività di prevenzione e segnalazione. Il modello proposto dal decreto esclude poi la partecipazione al gioco da parte di società ma, poiché è prevista la liquidità internazionale, l’elusione del divieto da parte di soggetti esteri sarà resa più agevole con notevoli ripercussioni sull’ordine pubblico. Viene poi conferita la possibilità ai giocatore di “bancare”, fin qui affidata esclusivamente ai concessionari di gioco”. Confindustria Sistema Gioco auspica, quindi, un periodo di sperimentazione dove si utilizzi solo la liquidità nazionale.
Poi, si va al vero nocciolo della questione, e cioè l’aspetto fiscale: “Il diverso sistema di tassazione è molto più vantaggioso rispetto a quello delle scommesse online – lo 0,6% contro il 3% del gioco tradizionale - e rende questo prodotto più appetibile rispetto a quello tradizionale. E anche la posta di gioco (50 centesimi) è più bassa rispetto a quanto previsto per le scommesse (2 euro)”
Da questa missiva è palese che la reale preoccupazione di Confindustria Sistema Gioco, che rappresenta il 70% del settore, non è solo il rischio di malaffare, ma è che dal betting exchange possa scaturire una riduzione del business dei bookmaker. Ovviamente, ognuno guarda i propri interessi.
Noi continuiamo a non capire dove sia il nesso tra betting exchange e corruzione. Ci sembra che la corruzione “sportiva” ci sia già tanta in Italia, ma le scommesse peer to peer non ci sono ancora.
Inoltre, escludere l’ippica dal betting exchange, a nostro avviso, è un grave errore. Lo scambio scommesse poteva dare una mano al rilancio dell’ippica, ma ormai si preferisce un ippica “virtuale” (vedi le prossime scommesse su simulazione di eventi) a quella reale.


Eurobet sulla difensiva: no al betting exchange.



Come ogni anno, la fiera Enada svoltasi a Roma la settimana scorsa ha visto realizzarsi lo strano connubio tra innovazione e conservatorismo. Nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma era possibile incontrare nuovi, anzi nuovissimi prodotti realizzati da aziende che fanno della ricerca e della innovazione il loro marchio di fabbrica; accanto, i soliti - seppur sempre fortissimi - padroni del vapore, poco avvezzi alle novità ed interessati più al consolidamento della propria posizione sul mercato.
Tra questi gruppi c’è sicuramente Eurobet, famosissimo bookmaker di scommesse “classiche”. Il Direttore Commerciale di Eurobet, Giordano Carli, ha espresso la contrarietà della azienda alla introduzione del betting exchange nel mercato italiano: “Siamo contrari al betting exchange”, ha dichiarato Carli ad Agicos, “perchè nel betting exchange non è presente nessuna tassazione sui volumi di gioco; tassazione, del 2%, presente invece sui volumi di gioco delle singole della nostra azienda”.
Il problema principale, quindi, è sulla tassazione. Eurobet non è la prima voce che solleva questo problema, ma non abbiamo ancora sentito una proposta di soluzione: alzare le tasse del betting exchange? Abbassare quelle sul betting normale? Equipararle?
Infine, Carli solleva anche un’altra questione, già discussa altre volte: “Con il betting exchange si verrebbero a creare dei falsi clienti che vestono in realta' i panni dei raccoglitori di gioco: nascerebbero quindi dei nuovi bookmaker senza licenza”. Anche qui si solleva il problema, ma non si propone una soluzione. Forse perchè per Eurobet e aziende simili, la soluzione è una sola: impedire la rivoluzione del betting exchange in Italia!


Sandi (SNAI):”Betting exchange? Meglio aspettare.”



Nella scorsa settimana si è tenuta una convention SNAI organizzata per riunire a Roma i tanti concessionari sparsi per il Belpaese. Obiettivo dichiarato: vincere la gara per le 2000 nuove agenzie di scommesse.  
All’agicos Giorgio Sandi, presidente SNAI, non ha fatto mancare un suo parere alla notizia del parere favorevole del consiglio di Stato per il decreto riguardo l’introduzione del betting exchange in Italia: “In un momento, per il settore del gioco, così pieno, così ricco di offerte, sarebbe meglio aspettare ancora un po’ prima del lancio definitivo del betting exchange”. ALT! Attendere prima del lancio dell’exchange? E perchè mai? La ricchezza di offerta legata al settore del gioco non intacca minimamente la voglia di avere in maniera legale un prodotto rivoluzionario come il betting exchange in Italia. C’è chi attende che arrivi in Italia in maniera legale, c’è chi oggi lo utilizza in maniera illegale su siti “.com”, ma una cosa è certa: il numero potenziali di utenti degli exchanges è già oggi elevatissimo. Sandi ha poi continuato affermando che c’è il rischio di “frastornare gli operatori alle prese con una gara, quella delle 2000 agenzie di scommesse, già molto impegnativa e con la gestione
con la gestione di recenti offerte come quelle del gioco online. Insomma meglio dare la possibilità agli operatori di offrire il loro importante contributo in maniera serena e con la massima attenzione, invece di sottoporli a troppi impegni in contemporanea".
Dichiarazioni che rientrano nel tradizionale gioco delle parti: all’innovazione fa sempre seguito la contrapposizione di chi detiene interessi consolidati nel settore.


Enadaroma2012

Aurigemma (LabGame):”Favorevoli al betting exchange”



La nascente LabGame si è presentata per la prima volta all’Enada, con l’intento di proporre un modello di business nuovo e personalizzato per ogni cliente. Soprattutto siamo stati felici di ascoltare le parole che l’amministratore unico Anna Aurigemma ha rilasciato all’Agicos quando è stata interpellata sullo scambio scommesse: “Siamo favorevoli al betting exchange perchè rappresenta un prodotto nuovo capace di dare uno scossone all'interno di un segmento, quello delle scommesse, che si è appiattito di recente”. 
Dichiarazioni importanti, che potrebbero rivelare un possibile coinvolgimento di LabGame nel mercato degli exchanges italiani. Non può che far piacere: un aumento di concorrenza tra le varie piattaforme non può che giovare a tutti i fruitori delle stesse. Restiamo in attesa di ulteriori novità.

La stessa Aurigemma è intervenuta anche in merito al decreto Balduzzi, affermando: “Per quanto riguarda la pubblicità sui giochi vietata nelle fasce orarie che interessano i minori, noi siamo d'accordo con la protezione del minore ma va aumentato anche il controllo dei minori nelle agenzie di scommesse: sono in tanti infatti a giocare nonostante il non raggiungimento della maggiore età”








Preview piattaforma People’s Ibex!

In questi mesi vi abbiamo raccontato dell’evoluzione del progetto People’s Ibex, la proposta di betting exchange in Italia targata People’s, nata grazie alla collaborazione tra Microgame, GBE (Global Betting Exchange) e Betlab. Oggi ci soffermiamo in particolare su un video di presentazione della piattaforma dello scambio scommesse disponibile sulla tv online di People’s caricato pochissime ore fa. Nella prima parte del video viene spiegato a grandi linee qual è il funzionamento del betting exchange e quali sono le particolari differenze rispetto al betting tradizionale. Inoltre viene dato ampio risalto ai punti di forza di questo nuovo prodotto che approderà a breve in Italia con particolare riferimento alle maggiori probabilità di vittoria da parte degli utenti più “skillati” (dall’inglese skill “abilità”, ossia gli utenti con più esperienza, informazioni, preparazione). Riferimento anche ai concessionari, che avranno la possibilità di non avere più rischio, grazie alla possibilità di puntare/bancare direttamente con utenti fisici. Il palinsesto verrà deciso da AAMS ovviamente sulla base di eventi reali, con la possibilità d’intervenire anche in live. Poi, la parte più interessante: le immagini del probabile futuro portale. C’è una possibile homepage della nuova piattaforma con sfondo bianco, con i principali eventi in primo piano. Cliccando sull’evento ovviamente viene fuori la parte principale dell’exchange, con la migliore quota della punta racchiusa in un rettangolino azzurro, mentre invece la migliore quota del banca viene racchiusa in un rettangolino di colore verde chiaro. Nella parte sinistra c’è la possibilità di navigare all’interno dei vari mercati presenti sulla piattaforma. Infine, sarà presente una sezione con la storico degli eventi giocati dove sarà possibile vedere anche le scommesse non ancora abbinate. La piattaforma, molto probabilmente, dovrebbe poter essere raggiungibile all’indirizzo http://ibex.peoples.it/ (al momento, ovviamente, in fase di manutenzione).

Magassociati

Marino (Mag Associati): “Il betting exchange avvicinerà moltissimi appassionati”.



“Le scommesse peer to peer rappresentano un completamento del portfolio giochi” e avvicineranno “decine di migliaia di appassionati che già giocano su siti stranieri, e che spesso puntano somme elevate”. Questa è la dichiarazione che Guido Marino, legale rappresentante della società di consulenza Mag Associati, ha rilasciato ad Agicos. Un’altra voce, quindi, che si schiera a favore dell’introduzione del betting exchange in Italia. Marino sottolinea anche perchè molti gruppi dediti alle scommesse tradizionali siano sul piede di guerra: “Le scommesse peer to peer sono destinate a offrire quote più interessanti rispetto alle tradizionali, dal momento che godono di un regime fiscale più vantaggioso. Per questo, la tassazione è forse il primo aspetto su cui intervenire”.
Per quanto riguarda tempi di introduzione e volumi del business, Marino non si sbilancia: secondo lui, bisognerà aspettare probabilmente la seconda metà del 2013 perchè il betting exchange parta; i volumi sono condizionati dalla capacità di accesso alla liquidità internazionale.

Infine, Marino lancia anche un monito, un avvertimento affinchè non si verifichino zone d’ombra: “Alcuni operatori minori di scommesse tradizionali potrebbero offrire il loro prodotto sulle piattaforme peer to peer bypassando il possesso della concessione comunitaria”. E’ un tema importante, che va tenuto in debita considerazione.


Artioli (Microgame):”Il betting exchange doveva essere lanciato prima degli eventi virtuali”



Non poteva mancare la voce di Microgame alla notizia del parere favorevole del Consiglio di Stato. La società beneventana sarà tra i principali protagonisti dello scambio scommesse in Italia e le parole ufficiali della società sono trapelate grazie a Francesca Artioli, Key account manager Microgame. Queste le dichiarazioni rilasciate all’agicos:”Microgame è pronta a adeguarsi alle linee guida del betting exchange, aspettava questo prodotto da tempo e si è avvantaggiata grazie all’accordo stretto con un partner forte come BetLab. Speriamo non ci siano ulteriori rallenamenti. Una data per il lancio del peer to peer non c’è, ma questo prodotto avrebbe dovuto essere lanciato prima delle scommesse su eventi virtuali e delle slot online, invece è stato accantonato per lungo tempo. L’augurio è che non ci siano differimenti, come invece si ventila potrebbe accadere per le slot virtuali. Le scommesse peer to peer raccolgono volumi di gioco impressionanti sui siti esteri, e una parte rilevante delle scommesse proviene dall’Italia. Finchè il betting exchange non verrà lanciato questi giocatori non torneranno sulle piattaforme italiane.” A nostro parere, non basterà il semplice lancio in Italia dello scambio scommesse per far ritornare numerosi players a investire in Italia. Occorreranno 2 precise condizioni: liquidità internazionale e commissioni in linea con le altre piattaforme non nazionali. Infine, la precisazione della Artioli circa il target di riferimento principale di questo nuovo prodotto:”Si tratta di scommesse che piaceranno non solo ai giocatori tradizionali, ma anche a persone che non sono attratte dall’aspetto ludico del gioco”.


allan matchbook

Intervista a Allan Aasterud, Vip business manager di Matchbook!

Ha lavorato per alcune delle più grandi piattaforme di scommesse al mondo come Ladbrokes, ha offerto consulenze per alcuni importanti club calcistici come il Sunderland e il Malaga, ha lanciato siti come 10kingspoker. Lui è Allan Aasterud, attuale Vip Business manager per Matchbook, che si è sottoposto ad un’intervista  a tutto campo per Betting Trader, dove non sono mancate le notizie degne di nota, anche per quanto concerne il mercato italiano.



Betting Trader: “Ciao Allan, introduci Matchbook. Chi siete?”
Aasterud:”Matchbook è una società di betting exchange in rapida crescita che è specializzata particolarmente in servizi per scommetitori professionisti. Matchbook può vantarsi di essere in grado di far scambiare scommesse con alti importi: basti pensare che la scommessa media è di 2000 euro! Noi siamo leader del mercato degli handicap asiatici, calcio e sport americani: garantiamo grande liquidità, la più bassa commissione (1%) e le migliori quote. Noi siamo autorizzati dall’Alderney Gambling Control Commission.”

Betting Trader:”La commissione bassa di Matchbook (1%) significa attrarre grandi giocatori d’azzardo?
Aasterud:”Sì, dopo molti anni in cui il mercato attendeva  l’alternativa a Betfair, siamo arrivati noi di Matchbook. L’1% di commissione è il più basso del mercato, mentre la commissione di Betfair(.com) è del 5%. Ciò attrae alti volumi di clienti, e noi crediamo  di poter offrire loro un ottimo servizio “VIP” . Inoltre, ci piace pensare di incentivare i giocatori a  scambiare scommesse con una commissione anche dello 0,5%.”

Betting Trader:”Puoi spiegarci in cosa consistono i servizi VIP?”
Aasterud:”I servizi VIP di Matchbook sono unici del mercato. Come cliente VIP puoi accedere al nostro gruppo VIP dove i più grandi giocatori sono in grado di presentare offerte (scommesse) di più di $ 3000 via Skype, MSN o e-mail. Il nostro team di brokers mette in relazione domanda e offerta di scommesse. Il servizio è veloce, riservato al 100% e ha permesso ai nostri maggiori clienti di ottenere il meglio rispetto ad altri siti.


Questo servizio ha movimentato milioni di euro per i nostri clienti di high rolling di Matchbook

Nel corso del 2011 il nostro servizio VIP è stato in grado di far scambiare scommesse per 25milioni di euro. Quest'anno fino ad ora siamo a 250 milioni di euro abbinati indipendentemente da quanto è abbinato sul sito!”

Betting Trader:”Sei soddisfatto dei risultati ottenuti da Matchbook?”
Aasterud:”Noi siamo ancora una società giovane. Come betting exchange noi siamo sul mercato dal 2004, ma Matchbook è passata sotto una nuova società solo nei primi mesi del 2011 e siamo effettivamente ripartiti da allora. C’è stato un grande investimento in termini finanziari, nell’IT, nelle risorse amministrative e manageriali e ciò ci ha dato la possibilità di crescere e svilupparci velocemente.
Matchbook ha anche ambizioni a lungo termine: abbiamo pianificato i prossimi anni, perchè l’esperienza di Betfair ci insegna che il successo non si ottiene in una notte. Betfair ha un grande seguito, ma con le commissioni che fa pagare anche ai suoi più importanti scommettitori c’è sicuramente spazio per un altro reale competitor. La chiave del successo è la liquidità, e noi stiamo facendo progressi settimana dopo settimana. Noi crediamo fortemente che Matchbook sia una azienda con un fenomenale potenziale globale.”

Betting Trader:”Di cosa sei più orgoglioso, fino ad ora?”
Aasterud:”Abbiamo raggiunto risultati notevoli negli ultimi 18 mesi, ma credo che la più grande impresa sia stata non solo sopravvivere, ma addirittura far crescere il business fuori dal redditizio mercato degli Stati Uniti.
Matchbook è già multi-valuta, a breve sarà multilingue e avrà una applicazione per scommettere sui mobile in vendita su I-Tunes. E tutto ciò per un business che non abbiamo ancora cominciato a pubblicizzare!
Il passaparola si sta diffondendo tra gli scommettitori e la liquidità sul sito è in continua crescita.
Abbiamo anche sviluppato Matchbookmedia.com, un social media dove i nuovi utenti possono leggere le previsioni sui match, seguire gli scambi di quota e partecipare a competizioni libere con grandi montepremi.

Matchbook ha inoltre sponsorizzato un gruppo d’elite di giocatori di poker guidati da Sam Trinckett, gruppo che ha partecipato a vari eventi di poker in giro per il mondo. Trickett, ad esempio, è giunto secondo nel torneo Big One for One Drop (buy-in 1 milione di dollari) che si è tenuto a Las Vegas questa estate, vincendo oltre 10 milioni di dollari.  Ciò lo ha fatto diventare il più grande vincitore in Europa di tutti i tempi! Una storia di grande successo, fantastica per le pubbliche relazioni di Matchbook e Trickett si è affermato come uno dei più grandi giocatori di poker al mondo. Matchbook presterà sempre attenzione al poker, ma abbiamo deciso di dedicarci esclusivamente allo sviluppo del betting exchange sportivo.”

Betting Trader:”Matchbook investirà nel mercato italiano?”
Aasterud:”L’espansione internazionale è una delle nostre massime priorità e, ovviamente, include anche l’Italia. Noi crediamo davvero nel mercato italiano e conosciamo l’amore degli italiani per le scommesse sportive. Gli italiani hanno una ricca storia per quanto riguarda le scommesse e i casinò, e molti siti web affiliati hanno avuto molto successo raggiungendo il mercato locale. Anche se ci troviamo di fronte a qualche ostacolo normativo, noi crediamo che l’Italia possa diventare un mercato importante per il betting exchange nel futuro. Matchbook ha molti clienti italiani che vivono fuori dall’Italia e che durante Euro 2012 hanno sfruttato le quote di Matchbook, che erano le migliori sul mercato.”

Betting Trader:”I residenti in Italia non possono scommettere sui siti “.com”. Cosa ne pensi di questa proibizione?”
Aasterud:”Stiamo valutando i costi e le risorse di cui abbiamo bisogno per ottenere una licenza, ma nel frattempo siamo desiderosi di sviluppare e mantenere i nostri forti legami con la grande comunità di italiani che vivono fuori d'Italia.”


DepliantMicrogame

Enada Roma 2012: briciole per il betting exchange.

Enada Roma 2012 si è conclusa senza tanti clamori e novità eclatanti. I virtual games sono stati i protagonisti di questa edizione, la cui sperimentazione dovrebbe partire a breve.
Di betting exchange? Solo briciole. Microgame ha presentato il suo prodotto People’s Ibex con una brochure che illustra le 4 caratteristiche chiave. Testualmente, dalla brochure, la descrizione delle 4 parole chiave:

-Tecnologia: GBE è sviluppatrice e proprietaria della tecnologia utilizzata e testata in questi 10 anni con oltre 1000 anni di lavoro uomo dedicati al progetto.

-Liquidità: GBE ha una forte e solida base di utilizzatori che forniscono denaro al sistema per circa 1,5 miliardi di euro a settimana su un totale di 4.500 mercati ( ma resta da comprendere come fornire questo denaro con la liqudità inizialmente solo nazionale).

-Affidabilità: GBE ha un totale di circa 50 milioni di scommesse processate annualmente per un valore complessivo che supera i 7 miliardi di euro

-Flessibilità: Le soluzioni offerte da GBE e Microgame e sono trasversali all'interno del mondo del betting, soddisfando sia gli scommettitori sia i bookmakers.

Inoltre, la piattaforma dovrebbe offrire idealmente mercati su qualsiasi evento, una gestione degli eventi 24h su 24 e 7 giorni su 7 e una vasta gamma di canali d'accesso (smatphone, tablets etc). Infine, vengono citati i dati che sottolineano la grande crescita del betting exchange a livello globale, con una crescita tra il 2003 e il 2009 con un rapporto di 9 a 1 rispetto alla tradizionale raccolta delle scommesse online. Noi, non vediamo l'ora di mettere alla prova questa piattaforma. Sarà un piacere.


arJEL

Accordo di cooperazione Francia-Spagna (Arjel-Dgoj)



Il 27 settembre l’Arjel (Autorità di regolamentazione del gioco online francese, nell'immagine il logo) ha ufficializzato l’accordo di cooperazione con la spagnola DGOJ (Direzione Generale del gioco). Lo scopo dell’accordo è “lottare efficacemente contro i siti illegali, per preservare l’etica delle competizioni sportive e per accrescere la protezione dei giocatori”. Questo accordo fa seguito a quelli già siglati nei mesi scorsi dalla stessa Arjel con l’AAMS e la Commissione sul gioco inglese.
Questi accordi sono promossi proprio dal presidente dell’Arjel Jean Franҫois Vilotte, con l’obiettivo di costruire un mercato europeo aperto del gaming.
Gli accordi tra Spagna, Francia e Italia porterebbero alla creazione di un mercato unico a partire dal poker, per poi arrivare a tutti i giochi online, compreso il betting exchange quando verrà definitivamente regolamentato.  Un giocatore francese, in questo modo, potrebbe decidere di accettare la quota offerta da uno spagnolo per scommettere su un determinato evento.
Al momento rimane esclusa da questo progetto la Germania, che va in direzione opposta  e pensa ad una chiusura del mercato del gioco online.


BancoraBetfair

Bancora (AD Betfair Italia):”Il processo di regolamentazione continua”



C’è fermento nel mondo del betting. Numerose sono state le reazioni alla notizia del parere favorevole del consiglio di Stato per il decreto riguardo il betting exchange. Di rilievo le opinioni espresse da Betfair, leader mondiale nello scambio scommesse, esternate in primo luogo da Martin Cruddace (Chief Legal Officer and Regulatory Affair) con un comunicato stampa e poi da Massimiliano Bancora (AD di Betfair Italia), con delle dichiarazioni rilasciate all’agicos. Ecco le parole di quest’ultimo:”Il processo di regolamentazione continua, siamo in attesa di conoscere il protocollo finale. A questo punto, mancano solo la firma del ministro Grilli ed il completamento dell’iter tecnologico per la creazione della piattaforma di gioco da parte di SOGEI, così da poter offrire, entro la fine dell’anno, come dichiarato da AAMS, il betting exchange agli italiani. Un prodotto adatto agli scommettitori che sono alla ricerca di scommesse con caratteristiche diverse da quelle attualmente disponibili: ad esempio, i nuovi giocatori provenienti dal mondo della finanza che potranno utilizzare le strategie di trading adottate in borsa, oppure coloro che già utilizzano il betting exchange su canali non autorizzati; o ancora tutti quei giocatori che, grazie alla loro abilità, vincono grandi somme scommettendo in modo professionale, una tipologia di scommettitore, questa, in genere non apprezzata dagli operatori tradizionali.”


NotiziaAnsaBettingExchange

Il betting exchange diventerà realtà. Quando?



La notizia del parere favorevole del consiglio di Stato per l’introduzione del betting exchange in Italia ha fatto esultare alcuni e ha intristito altri. La prima domanda che tutti si sono fatti è: quando partirà lo scambio scommesse? L’ultima notizia in tal senso l’avevamo avuta ad Agosto, grazie ad un'indiscrezione trapelata in Rete: non prima del 2015. Questa ipotesi è clamorosamente tramontata, visto che i passaggi tecnici per l’avvio di questa autentica rivoluzione del mondo delle scommesse sono già a buon punto. Il decreto, appena corretto, sarà firmato da Vittorio Grilli (Ministro dell'Economia), poi passerà in Corte dei Conti e, infine, verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Gli ultimi aggiornamenti, tuttavia, sembrano essere incoraggianti. L'Ansa, in una nota, ha titolato "Betfair: betting exchange entro fine anno" (vedi immagine). Ce lo auspichiamo. Parere discordante per Roma Capitale, che invece ha titolato "Prime partite nel 2013". Precisamente, l'introduzione secondo la testata romana, sarebbe prevista per il primo semestre del nuovo anno.
In conclusione, non c’è una data certa in cui partirà questa autentica rivoluzione del mondo delle scommesse. Di certo c’è solo che la rivoluzione ci sarà a breve, e noi la vivremo in diretta tra qualche mese!

MartinCruddace

Betfair (.com) commenta il parere del Consiglio di Stato




Con un comunicato stampa Betfair esprime con favore il via libera del Consiglio di Stato al betting exchange in Italia. Grazie alla concessione ottenuta Betfair potrà proporre il proprio prodotto di punta online sul sito betfair.it

Commentando la notizia di ieri, Martin Cruddace, Betfair Chief Legal Officer e Regulatory Affairs, ha detto le seguenti parole:
"Siamo lieti di avere l'opportunità di portare il nostro rivoluzionario betting exchange in Italia.
Questo parere conferma lo sviluppo positivo della regolamentazione del gioco d'azzardo online in Italia e dimostra che le autorità italiane hanno piena fiducia di questa tipologia di gioco e sarà una buona mossa sia per i consumatori che  per il mercato delle scommesse in generale. Non vediamo l'ora di collaborare con le autorità in Italia per offrire ai consumatori una scelta più ampia e un migliore rapporto. L'espansione internazionale è un elemento chiave della strategia di crescita attuale della società e la nostra capacità di concedere in licenza il nostro prodotto in Italia è estremamente importante per noi."


ConsigliodiStatobettingexchange

CI SIAMO! Ok del consiglio di Stato per il betting exchange in Italia!

CI SIAMO! La notizia che tanto aspettavamo è arrivata: il consiglio di Stato ha dato parere favorevole per quanto riguarda il decreto dei Monopoli per il betting exchange in Italia!
I giudici, nonostante il parere favorevole, hanno comunque sottolineato il necessario intervento per quanto riguarda una serie di piccole correzioni del testo. In particolare, il riferimento è alla tutela dei minori, il calcolo dell’imposta e gli strumenti di limitazione o di autoesclusione da parte del player. Più una serie di piccoli accorgimenti su termini più o meno tecnici da utilizzare/evitare. Una volta realizzate queste piccole modifiche (ostacoli che, comunque, sembrano tutt’altro che insormontabili), dovrebbe arrivare la firma da parte del Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. L’ultimo passaggio, infine, riguarda la registrazione alla Corte dei Conti. Dopodichè, il mondo del betting in Italia cambierà definitivamente e in meglio.
Ancora qualche piccolo dettaglio: la puntata minima sarà pari a 0,50€, mentre quella massima a 10.000€. Il provider che mette a disposizione la piattaforma, potrà trattenere un massimo di 10% di commissione. Ma comunque, sembra ovvia e di buon senso l’applicazione di una commissione inferiore.
Un altro piccolo passo è stato fatto, adesso manca lo scatto decisivo che ci consentirà di scambiare scommesse in maniera legale anche in Italia. Scommettiamo che ci divertiamo?


HomepageAgicos

“Presto il decreto per il betting exchange in Italia”. Parola di Fabio Felici.


(Homepage AGICOS)
In un intervista rilasciata 2 giorni fa a “Il Giornale”, Fabio Felici, direttore dell’agenzia agicos (agenzia giornalistica concorsi e scommesse) ha rilasciato interessanti novità riguardo il betting exchange. Queste le sue parole:”Presto l'Aams dovrebbe pubblicare anche il decreto sul betting exchange (scommesse tra utenti). In pratica, aprendo un conto di gioco online, una persona potrà offrire le proprie quote (fino al limite, controllato dalla Sogei, della solvibilità delle eventuali vincite con il capitale disponibile sul proprio conto) su vari eventi agli altri scommettitori. Insomma tutti potranno diventare dei bookmaker.”
Una curiosità: tra i vari giochi citati da Felici, c’è stato un preciso riferimento ai virtual games:”A breve si attende la pubblicazione del decreto Aams sulle scommesse su eventi virtuali, eventi simulati dal computer (come corse di cani, auto, partite tipo Playstation, ecc) sui quali si potrà scommettere ogni cinque minuti.” A distanza di sole 24 ore, c’è stata la pubblicazione sul sito dell’AAMS della bozza delle linee guida dei giochi virtuali. Che questo curioso episodio sia di buon auspicio anche per lo scambio scommesse?


Gerenza

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