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Intervista al team di Sports Forecast

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Siamo quasi a settembre. Si sente il profumo dei principali campionati calcistici e numerosi servizi e piattaforme sono pronti per assistere gli scommettitori e i Traders affinchè possano ottenere profitto. Uno di questi, è Sports Forecast. Abbiamo discusso del progetto con il team che lo ha creato. Gustatevi l'intervista.

BT: Come è nato il vostro progetto?
SF: Il progetto, ideato da Enrico, Luigi e Manuel, è nato nel 2013 come una mailing list chiusa di scambio pronostici tra tipsters. Tutti veniamo già da esperienze professionali nel mondo del betting (lato banco) e visti i risultati ottenuti abbiamo pensato di avere le carte in regola per offrire il progetto ad un pubblico a pagamento nonostante non fosse stata questa l'idea iniziale.

BT: Quali sono gli scopi di Sports Forecast?
SF: Sports Forecast vuole fornire un servizio altamente professionale di pronostici. Per differenziarci dalla miriade di offerte già esistenti sul web, puntiamo tutto sulla qualità. Infatti, conoscendo come operano i bookmakers, intendiamo pubblicare pronostici i cui riferimenti di quote sono strettamente asiatici. Fino a qualche anno fa era possibile pensare di poterla fare franca giocando sulle quote non aggiornate europee rispetto ai book asiatici. Tuttavia questa strategia, che ancora adesso fraudolentemente molti usano per gonfiare le proprie statistiche di tipsters, non può più funzionare in quanto in breve tempo i clienti che giocano sistematicamente i cali vengono limitati nelle puntate. Su questo punto vogliamo far leva per fare la differenza.
Il sito sarà come una vetrina per tutti coloro che comporranno il nostro team di tipsters. Ognuno di loro avrà modo di offrire i propri pronostici sia in forma gratuita che dietro pagamento tramite un sistema di crediti. SportsForecast infatti metterà in vendita pacchetti di crediti da spendere per le picks e il costo finale a pick varierà tra 0.50€ e 1.50€ in base al volume di crediti che si deciderà di acquistare. Con questa competitiva offerta puntiamo a guadagnarci la nostra fetta di mercato.

BT: Verrà creata una versione italiana del sito?
SF: Se si riscontrasse un forte interesse da parte del mercato italiano potremmo prendere in considerazione anche l'inaugurazione di una sezione italiana del sito.

BT: Quali sono i primi riscontri del progetto?
SF: Innanzitutto abbiamo avuto molti contatti interessati da parte di persone che si sono offerte come tipsters. Molti di loro sono già attivi in questa fase ad offerta promozionale gratuita del sito ed i risultati sono certamente soddisfacenti. Al momento dopo circa un mese di attività possiamo vantare 89 pick vincenti contro 70 perdenti per un hit rate del 53.71% e un profit del 10.19% sul turnover. Per quanto riguarda i nostri "fan", oltre ad i fedelissimi che ci seguono già da tempo, si stanno aggiungendo sempre più iscritti al servizio attualmente free. A breve, quando l'ultimo restyling del sito sarà stato completato, lanceremo una campagna di marketing (SEO e social networks) per ottenere maggiore risonanza e raggiungere nuovi potenziali clienti.

BT: Cosa ne pensate del betting exchange in Italia?
SF: Da qualche anno non sono un gran fan dei betting exchange, soprattutto da quando sono aumentate le commissioni sui maggiori siti come Betfair. Questa versione nostrana dei BE con alte commissioni e soprattutto poca liquidità a mio parere non può essere annoverata come un possibile strumento per affrontare investimenti seri nel betting.


BettingMaker

Intervista a Roberto Giangregorio (Betting Maker)

Betting MakerL’intervistato del Blog di oggi è Roberto Giangregorio conosciuto in rete anche come “Robj”. Il suo Blog (Betting Maker) è diventato un punto di riferimento, in particolare per il betting tradizionale. La sua passione gli ha permesso di creare un vero bet-store online con l’aggiunta di una pubblicazione di un libro sul tema disponibile sia in formato ebook ma anche in quello cartaceo. Non perdetevi questa chiacchierata interessante!

Raccontaci quando e come è nato il progetto del Blog "Betting Maker".
Il progetto del blog “Betting Maker” è nato quasi per caso circa quattro anni fa: i miei amici spesso (e tuttora continuano a farlo) mi chiedevano dei consigli sulle scommesse… alla fine ho deciso di condividere le mie idee, qualche mia strategia e, quindi, le mie giocate sul web. Potevo restringere la visibilità del blog a pochi intimi ma non mi sembrava un’idea socialmente azzeccata… ho deciso di condividere il mio modus operandi con tutti gli altri appassionati del betting, esponendomi anche alle critiche, sia gratuite, sia costruttive.

All’inizio era un semplice diario poi è diventato qualcosa di più, un sito dove anche i lettori diventano parte attiva: ci confrontiamo sulle strategie da adottare, mi scrivono sui social network, via mail, mi chiedono consigli o esprimono le loro incertezze. Faccio del mio meglio per aiutarli… se non altro ci provo. La loro partecipazione è per me uno stimolo, la vera linfa che tiene ancora in vita il blog. D’altronde per imparare e crescere in ogni campo della vita non ci vuole solo l’esperienza (gli errori aiutano), il confronto con gli altri è fondamentale: aiuta a costruire una conoscenza collettiva. E poi se non avessi letto altri blog del settore o conosciuto persone più preparate di me non avrei avuto modo di riflettere sulle varie peculiarità del betting né di imparare la metà delle cose che ora so. Come dico spesso ai miei studenti, Scrivere aiuta ad imparare, pertanto questo blog sul betting è solo un piccolo block notes, una raccolta di appunti per il mio “studio” a disposizione della collettività. Nelle mie pagine non troverete un pronosticatore infallibile ma un giocatore disciplinato. Nel gioco si può anche perdere ma è bene farlo con un criterio prestabilito.

Il saldo attuale della cassa è di oltre 6.000€ a stake prevalentemente basso. Come ci sei riuscito? In quanto tempo? Quali sono le strategie utilizzate?
È decisamente un buon risultato, sono consapevole di avere un percentuale di successo per ogni sessione di gioco molto elevata (circa il 66%). Il segreto? Non è facile dare una risposta univoca, è un insieme di cose, credo, ma non può costituire una garanzia: leggo le notizie sulle gare, sulle formazioni, analizzo gli incontri dal punto di vista statistico (con alcuni fogli elettronici da me preparati), considero il fattore campo, lo stato di forma degli atleti, le motivazioni di una squadra rispetto ad un'altra, le oscillazioni dei volumi delle puntate sui siti di scommesse più autorevoli, ragiono sulle quote e mi confronto anche con qualche punter più bravo di me. In definitiva, prendo appunti, fisso il mio obiettivo, decido quanto sono disposto a perdere e, se le condizioni lo consentono, cerco di giocare con le probabilità matematiche dalla mia parte.

Ho ottenuto questi risultati in circa quattro anni ed ho utilizzato diverse strategie, ne elenco qualcuna: dal pluri-gettonato Masaniello, al semplice Trixie, ai calcolatori dutching, alle progressioni come la Norak, la Fibonacci e il Paroli o agli staking plan ideati da me. Spesso ho anche bancato gli 0-0 a mezz’ora dal fischio finale. Per le progressioni, ho quasi sempre selezionato una o due gare in modo da ottenere una quota alla pari. In definitiva, mi sento di dire che bisogna essere informati, investire del tempo, guardare molte partite, gestire la cassa con disciplina (ad esempio, usare come leva il denaro dei bookmakers e non il nostro) e avere un approccio psicologico giusto. Racchiuderei il tutto in quattro parole: Passione, Strategia, Disciplina e Psicologia. E la fortuna? La fortuna la lascerei ai giocatori del Superenalotto; per chi ha una strategia, ed è disciplinato nell’applicarla nel medio - lungo termine, la fortuna ha un ruolo trascurabile.

Raccontaci della strategia del Trading Bet applicato ai bookie tradizionali.
Il Trading Bet non è proprio una strategia, è un foglio elettronico che mi permette di fare trading sportivo sui book tradizionali. In pratica è impostato in modo da equalizzare le vincite. Per fare un esempio, in pre-match punto 100€ sul segno 1 di una partita di calcio a quota 2,00. Se la squadra di casa segna il primo gol, la doppia chance X2 subirà inevitabilmente un rialzo.

Poniamo che arrivi a 3,75; puntando 53,33€ avrei un guadagno di 46,67€ a prescindere dal segno che uscirà. I decimali in realtà non si possono puntare, pertanto si approssima per difetto. Ovviamente si deve scegliere un incontro giocabile in modalità “live”. Il potenziale guadagno dipende anche dal minuto nel quale la squadra di casa passa in vantaggio. Utilizzo questo foglio soprattutto per puntare la doppia chance 12 al 55’ del secondo tempo su gare bloccate sullo 0-0. Statisticamente il risultato a reti inviolate è uno dei meno probabili. Al primo gol si chiude la giocata puntando sul segno X per un return medio del 20%. È consigliabile guardare in diretta la gara prima di effettuare un’operazione di questo tipo.

Hai scritto un ebook sul tema del betting in vendita su Amazon dal titolo "L'arte del Betting". Di che argomenti specifici parla?
Il mio ebook (è disponibile anche in formato cartaceo) vuole essere una guida a 360 gradi: sia per coloro che si avvicinano al microcosmo “betting” per la prima volta, sia per quelli che scommettono da tempo con risultati pessimi, sia per gli esperti in cerca di nuovi spunti. Dopo una breve introduzione sulla storia del gioco, cerco di spiegare un po’ come mi muovo all’interno di questa giungla: dai parametri che considero per la formulazione di un pronostico, ai vari metodi che si possono adottare per gestire la cassa di partenza. Perché la differenza tra il buono e il cattivo punter non sta tanto su cosa si scommette ma sul come. Bisogna saper amministrare le proprie risorse proprio come fa un ragioniere.

Non bisogna però pensare con le cifre ma in termini percentuali. Guadagnare il 5% di un capitale ogni giorno sarebbe un risultato grandioso a prescindere da quale sia la cifra del capitale stesso. Pochi lo capiscono. Pertanto descrivo le peculiarità delle progressioni che utilizzo maggiormente e illustro le decine di metodi da me creati in Excel, alcuni sono delle vere e proprie manovre finanziarie. Cerco di far capire ai lettori l’importanza delle singole sulle multiple con dei semplici ragionamenti matematici. Molte persone continuano a non capirlo, vogliono vincere cifre esagerate con gli spiccioli ma finiscono con il regalare denaro ai bookies: compilare lenzuola da 10 partite è un po’ come giocare al gioco del lotto… ci si affida alla dea bendata. Se per Camillo Benso Conte di Cavour il Lotto era "l’imposta sugli stolti", per il matematico e statistico Bruno de Finetti, noto soprattutto per la formulazione della concezione soggettiva operazionale della probabilità, era “la tassa sugli imbecilli”. Detto questo, detto tutto! Mi soffermo anche sull’aspetto psicologico del gioco, ogni giocatore dovrebbe chiedersi prima di tutto perché gioca. Quali sono i suoi obiettivi realistici? Quanto è disposto a perdere? L’atteggiamento nei confronti del betting è fondamentale… se si è superficiali o si scommette  solo per occupare un vuoto esistenziale non si può pretendere anche di vincere (la storia ci tramanda come l’Imperatore Augusto riuscì a rovinarsi scommettendo, in modo compulsivo, 200.000 sesterzi in una sola giornata). D’altronde nel betting è risaputo: ha successo chi sbaglia di meno. Essendo poi cosciente dell’imminente avvento del betting exchange in Italia, ho introdotto l’argomento cercando di dare ai miei lettori un semplice Know-How, in attesa degli eventuali sviluppi. Appena avrò la possibilità di testare questa nuova opzione di gioco, inizierò a ragionarci sopra. Probabilmente, per l’estate, l’ebook sarà implementato di chiarimenti, nuovi spunti e metodi, anche sul betting exchange. In definitiva, questa guida non serve solo a fornire una metodologia di lavoro e degli spunti di riflessione, ma vuole anche suggerire il seguente monito: “È inutile rincorrere vincite rapide e cospicue, frutto del caso e non della nostra capacità, dobbiamo puntare sul nostro ingegno, sulla nostra preparazione, rodare il metodo giusto, fissare un target, cercare di capire qual è la strategia migliore per le nostre tasche”. Ci vuole anche buon senso (mai essere avidi), umiltà e tanta pazienza. Probabilmente sarebbe più corretto pensare che non stiamo giocando, stiamo investendo tempo e denaro. Ed entrambi meritano rispetto. Ogni volta che riesco a sottrarre un solo euro ai book, lo ritengo già un grande successo.

Infine, cosa ne pensi dell'imminente arrivo del betting exchange in Italia? Utilizzerai le piattaforme di scambio scommesse nelle tue strategie?
Come tutti gli appassionati del settore, sono molto curioso di vedere come funzionerà la borsa delle scommesse nel nostro paese. Ormai ci siamo, manca davvero poco! Ovviamente la testerò con le mie strategie perché sono convinto che possa offrire diverse possibilità di guadagno. Potrebbe essere, almeno inizialmente, un prodotto di nicchia, qualcosa che attrarrà gli utenti più esperti. Chi è abituato a fare le bollette in agenzia continuerà a farle… ma coloro che operano con manovre finanziarie, che ragionano non sulla quantità ma in termini percentuali, non possono che accogliere a braccia aperte questa novità: avranno la possibilità di proporre le quote, di fare il banco, di comprare e rivendere una quota per un approccio nuovo al betting, più flessibile e coinvolgente. Uno dei problemi potrebbe essere quello legato alla liquidità dato che non verrà creato un network tra le piattaforme dei concessionari italiani e tantomeno saranno collegate le medesime piattaforme, con quelle straniere.  La liquidità nel Betting Exchange, come per i mercati finanziari, è  indispensabile per il suo funzionamento e particolarmente per effettuare il trading sulle quote: con una liquidità scarsa potrebbe risultare difficoltoso entrare ed uscire da un mercato con un basso profilo di rischio. Comunque è inutile essere disfattisti prima di avere sperimentato il prodotto. Siamo agli albori, magari ci vorrà un periodo di assestamento, ma siamo quantomeno sulla strada giusta.


Intervista a Franco Filograna, analista TradingNet

Failbook Platform BettingContinua il viaggio del blog tra i principali protagonisti del betting exchange, in Italia e nel mondo. Oggi è il turno di Franco Filograna, analista del progetto tradingm3.com. La chiacchierata con “Filos” (questo il suo nickname in rete) è stata molto interessante, sia per la descrizione del suo ambizioso progetto, ma anche per le opinioni fornite circa l’arrivo dello scambio scommesse in Italia. Buona lettura!

Come è nato il progetto?

Il nostro progetto nasce da alcune domande che ci siamo posti e soprattutto dalle risposte che ci siamo dati.
Innanzitutto la prima: ma è davvero possibile che nel mondo delle scommesse non ci sia l’opportunità di creare un sistema che possa permetterci, a fronte di un investimento iniziale, guadagni percentualmente analoghi o addirittura maggiori di quanto può offrirci un deposito vincolato in banca? Di un tentativo di speculazione in borsa? Di operazioni trading in qualsivoglia piattaforma?

Per dare risposta a questa “chimera” (chi di noi non si è mai fatto una domanda simile?) abbiamo tentato di costruirci una strada che a prima vista sembrava davvero semplice e che tutti probabilmente avremmo voluto percorrere da tempo: andiamo a vedere con una lente di ingrandimento come svolgono il loro lavoro di previsione i quotisti dei bookmaker e soprattutto se il loro lavoro (visto nell’ottica della sola previsione) ha realmente avuto ragione.

Ed è qui che nasce la vera intuizione.
Applicando alcuni modelli statistici su gruppi davvero ristretti di scommesse ci fecero intuire proprio ciò che inizialmente credevamo: i quotisti sbagliano e anche tanto!

Attenzione, non fraintendiamo: è proprio nell’errore dei sistemi che adottano che paradossalmente si estrinseca la loro forza e soprattutto si concretizzano i loro monumentali guadagni!

Più avanti sarà chiarito questo concetto che sta alla base del sistema che abbiamo creato attraverso un piccolo ma esplicativo esempio.

A questo punto abbiamo messo in campo tutte le risorse necessarie e dopo quasi un anno siamo arrivati al punto in cui siamo.

La cura per la costruzione di una base dati di notevole dimensioni su cui poter lavorare è stato un lavoro immane, ma ad oggi non siamo pentiti della scelta fatta.

Come funziona la Failbook Platform?

Il suo nome “Failbook“ deriva dalla nostra presunzione di poterci insinuare laddove i bookmaker sbagliano grossolanamente, quindi dove falliscono.
La piattaforma è il cuore del sistema. Essa opera attraverso sofisticati modelli statistici continuamente aggiornati su una base dati anche essa costantemente aggiornata e soprattutto integra nell’esattezza del dato.
E qui possiamo capirne un po’ di più.

Le quote che via via i quotisti sistemano nell’offerta dei bookmaker sono “ragionate” attraverso algoritmi previsionali quanto più perfetti possibile, ma doverosamente rigidi nelle impostazioni: essi infatti prevedono immissioni di valori “reali” sui rapporti di forza messi in campo nell’evento, fattori ambientali, notizie di spogliatoio, probabilmente un minimo di statistica pregressa e così via; ogni valore immesso ha ovviamente pesi diversi nella valutazione che l’algoritmo dovrà eseguire.
E da qui scaturisce la quotazione dell’evento.
Diciamo che in maniera molto più sofisticata fanno ciò che un appassionato sportivo fa quando valuta una partita.

Ora facciamo un esempio pratico e chiarificatore (tutti i valori apposti nell’esempio sono di pura fantasia ma esplicativi):
prendiamo la partita Juventus – Carpi.

Non me ne vogliano ora i tifosi del Carpi, me se io dovessi quotare una partita simile nella forma 1X2 direi sostanzialmente:
quota 1 a 1.16
quota X a 6
quota 2 a 16

In analogia questa sostanzialmente dovrebbe essere la quotazione che troveremo nell’offerta dei bookmaker.

Failbook cosa fa a questo punto:
attraverso una serie di discriminazioni che riguardano il tipo di campionato, la nazione, l’analogia delle quote e quindi dei rapporti di forza ed altre componenti più tecniche, esegue una serie di verifiche di ciò che è effettivamente accaduto  in un gruppo idoneo di eventi confrontandone gli esiti anno per anno, la continuità con cui tali esiti si sono succeduti e altre considerazioni.

In sostanza, supponiamo che l’esito sia:
quando due squadre con questo rapporto di forza si sono incontrate, su 100 incontri il segno 1 è comparso 83 volte, il segno 2 mediamente 8 volte!

E’ qui nasce il dato importante:
se noi con costanza banchiamo il segno 1 o puntiamo sul segno 2, dovremo per forza arrivare ad un utile.
E’ meglio bancare o è meglio puntare?

Se sia meglio bancare il segno 1 o puntare il segno 2 è anche esso un compito che svolge Failbook.

In sostanza cosa avviene realmente?
Il bookmaker vincerà sempre, perché la massa delle giocate cadrà sul segno 1; infatti, perché perda, tutti avrebbero dovuto giocare il segno opposto!
Noi in concomitanza chiuderemo l’anno realizzando un bell’utile.
Quindi, vinciamo noi e vince il bookmaker!!

L’esempio è banale in effetti; gli algoritmi che Failbook utilizza sono un po’ più complessi, ma la sostanza è la stessa.

Ed è importante capirne il funzionamento perché da qui si basa il corretto comportamento di chi si affida a questo sistema: tutte le scommesse proposte devono essere giocate.
Non è possibile prendere come esempio previsionale la singola partita, anzi, sbagliatissimo.
E così viene anche più semplice capire del perché il service può proporre la previsione nell’imminenza dell’inizio dell’evento se non addirittura ad evento iniziato da 1-2 minuti: occorre che la fase di rilevamento delle quote dei maggiori bookmaker .com (una quindicina circa) sia completata e aggiornata nell’istante in cui possiamo stabilire senza commettere grossi errori che la media sia quella definitiva.
Allo stato attuale il service dedica le sue previsioni statistiche nei mercati 1X2, under/over 1.5, under/over 2.5 e double chance.
Sono allo studio altre tipologie di scommesse e ovviamente saranno poste nel servizio nel momento in cui ci appariranno molto convenienti.

Cos'è TradingNet?


TradingNet è un software che opera nei mercati offerti da Betfair.
Ha dei predecessori da cui ha ereditato il suo obiettivo: dare la possibilità all’utente di verificare e quindi porre in essere le proprie strategie di trading o comunque di gioco nei vari mercati proposti dal Betfair, siano essi di calcio, di  corse cavalli, di corse levrieri ecc.
Viene istruito attraverso un linguaggio proprietario ed efficace per affrontare tutte le decisioni da prendere.
Diversamente a tutti i suoi competitor ben più blasonati, molte sono le peculiarità che ormai da anni ne fanno un prodotto ad oggi inarrivabile; una tra le più importanti è la registrazione degli eventi su cui con tutta calma e soprattutto off-line e possibile testare, modificare o migliorare le proprie strategie.

Per esempio noi possiamo aver accumulato migliaia di corse di cavalli realmente effettuate, rivederne i movimenti delle quote, rintracciarne analogie e soprattutto sistemarle nell’apposito e sofisticato engine off-line dove, associando una o più strategie, rivedere cosa effettivamente avremmo potuto realizzare assistendo al susseguirsi dei mercati e del lavoro su di essi compiuto come se si stesse operando “live”, veramente.
TradingNet è anche l’ausilio che noi offriamo per poter operare automaticamente tutte le previsioni che Failbook propone, attraverso l’apposito interfacciamento.
TradingNet è costantemente tenuto in aggiornamento e migliorato ed anzi colgo l’occasione per annunciare che tra qualche mese è in arrivo la versione “Plus” che è in sostanza la nuova evoluzione che presenterà un linguaggio di scripting “Vb-like” estremamente più semplice ed intuitivo.
Qui una vista di TradingNet al lavoro per Failbook :

Quali sono i costi?


Qui dobbiamo fare una distinzione: il canale web di Failbook è completamente gratuito.
Dovendo operare tutte le scommesse proposte, certamente non è agevole e per alcune tipologie di scommesse direi impossibile per operazioni manuali.
Per altre invece, vista la esiguità, non appare difficile seguirne il gioco anche manualmente.
Abbiamo casi di giocatori che ci mandano messaggi di complimenti riuscendo ad operare manualmente e traendone lo stesso ottimi profitti.
L’automazione invece prevede ovviamente dei costi che tutto sommato sono abbordabili:
lo start-up del primo mese prevede l’adesione al servizio e l’acquisto di TradingNet per un costo complessivo (allo stato attuale naturalmente) di 213 euro.
I costi mensili successivi sono in totale di 113 euro/mese.
E’ possibile aderire un mese, non aderire il successivo, non ci sono limiti.
Naturalmente il tutto deve essere commisurato sui capitali che si intende impiegare.
Ad oggi, il gioco reale ha portato a realizzare utili pari da 1 a 2 volte il capitale impiegato al mese.
Il capitale minimo da impiegare consigliato deve essere non meno di 300 euro (ad oggi quindi tale capitale ha assicurato utili per circa 400-600 euro al mese), per via del fatto che nelle giornate calde in genere del sabato e della domenica la contemporaneità degli eventi ci porta a piazzare anche più di 70 scommesse contemporaneamente.

Il software si adatterà anche a Betfair.it?


La risposta sostanzialmente è : sì.
Tutto dipenderà da quanto Betfair Italia sarà in grado di proporre.
Il problema sostanziale si basa principalmente su 2 punti essenziali su cui noi dobbiamo necessariamente confrontarci:
1)   La completezza dei palinsesti (a dir la verità, rispetto ai palinsesti mondiali troviamo già stretti quelli del .com!)
2)   Alla liquidità dei mercati
In mancanza di questi due elementi, per la natura del service, non potremo dirottare gli interessi verso betfair.it
A tal uopo ci teniamo a considerare che l’evoluzione del betting exchange in italia potrebbe far sorgere nuovi competitor. Non resta che attendere.

Quali sono le prossime funzionalità che implementerete?


Malgrado i nostri sforzi vadano nella direzione di migliorare l’attuale offerta in termini di tipologia di scommesse, stiamo pesantemente lavorando per poter operare sulle scommesse a “puntare” e permettere così il gioco verso le agenzie di scommesse italiane.
Un'altra direzione che sta prendendo il nostro lavoro è quella di ricerca di occasioni sempre nell’ambito delle scommesse anche negli eventi sportivi diversi dal calcio.

Cosa pensi della regolamentazione del betting exchange in Italia?
Sostanzialmente non sono affatto convinto dell’approccio italiano verso il betting exchange.
Questa formula innovativa (per l’Italia ovviamente) secondo la mia sensazione sposterebbe una massa considerevole di utenti verso una visione più “borsistica” della scommessa sportiva.
Ma il punto fondamentale che da linfa al sistema pare non sia stato recepito ancora appieno dal legislatore.
Il punto fondamentale è dato dalla liquidità del mercato, qualsiasi esso sia.
Il fatto però che non sia prevista la liquidità internazionale nei mercati e soprattutto che non si possa creare un network comune tra i soggetti in campo mi sembrano entrambi uno scoglio davvero imponente.

Occorre quindi un aggiornamento e una apertura della regolamentazione che favoriscano questa novità; se alla base esiste un problema sulla tassazione delle giocate, non è più facile controllare qualche centinaio di concessionari piuttosto che milioni di utenti come si sta facendo?
Il problema per il mio modesto parere è simile a quanto di “poco buono” stiamo facendo in Italia in tutti i settori: che siano le persone sbagliate nei posti giusti?


Gerenza

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