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Blocco scommesse: Sogei al collasso?

Sogei AAMS

C’è chi parla di forti rallentamenti, ma in realtà è stato un vero e proprio blocco delle transazioni sullo sport causato da un problema tecnico di So.Ge.I. Dal primo pomeriggio alla tarda serata di domenica 5 ottobre i concessionari della rete terrestre e online non hanno potuto far giocare ai propri clienti. Ovviamente oltre il danno la beffa, secondo Agipronews che ha fatto una stima del gioco nei punti vendita:“Il danno medio è calcolabile attorno ai 2-3 mila euro per un’agenzia media dislocata in città, con conseguente, indubbio vantaggio commerciale per la rete di accettazione collegata ai bookmaker esteri privi di concessione” e che quindi non passano per i sitemi di So.Ge.I.. Ed è proprio qusto il punto, al blocco hanno festeggiato tutti i .com che hanno visto invece  incrementare il loro fatturato.

Da parte dei Monopoli non è arrivata nessuna nota ufficiale, quindi al momento non sappiamo ancora cosa sia successo realmente. Qualcuno vocifera che la gestione dei palinsesti complementari abbia di parecchio appesantito il sistema e che qualche sentore si era avvertito già in settimana, ma in So.Ge.I.speravano di arrivare a lunedi per mettere il sistema in manutenzione. Così non è stato.
Sulla faccenda, interessante il contributo di Allara (responsabile comunicazione Paddy Power) riportato sul suo blog dove si chiede se il sistema delle scommesse sportive debba essere completamente modificato:“Sembra arrivato il momento di domandarci se ha senso...dinnanzi all'avvento di operatori che portano quantità di traffico "in running", continuare nella gestione "centralizzata" che trasferisce a Sogei la responsabilità ultima di accettare le scommesse.

Abbiamo altri prodotti (vedi giochi di Casinò in generale) dove questo non accade: Sogei si accerta che le sessioni di gioco comincino e finiscano regolarmente ma non vi è un controllo real time su ogni transazione. Aspetto che, nelle scommesse live, in un mercato che oggi ha virato prepotentemente verso un business model globale (scommesse live su tutto, fino a 200 partite in contemporanea, pioggia di transazioni ravvicinate grazie a mercati punto punto), potrebbe far emergere i limiti del sistema tecnologico sviluppato da chi è chiamato a controllare e governare il gioco.”
Preoccupazione che condividiamo ed è per questo che ci chiediamo: Si può fare qualcosa prima che collassi tutto il sistemi delle scommesse legali?


Allara (Paddy Power):”Betting exchange? Non è nei nostri piani a medio termine”.

Non siamo Marylin Monroe che augura buon compleanno al presidente Kennedy, però vogliamo comunque sottolineare il primo anno di vita di Paddypower.it, cioè la diramazione italiana del colosso del betting d’oltremanica. Alessandro Allara, direttore della comunicazione del bookmaker, ha tirato le somme a "Il domani dello Sport": “Siamo ancora in una fase di start-up, ma possiamo affermare che siamo al di sopra delle aspettative e che i presupposti per continuare a fare altrettanto ci sono tutti”. Sulle verticali di Paddypower.it, Allara dichiara: “Molto bene le scommesse e il casinò online. Abbiamo appena lanciato il casinò per mobile e abbiamo raggiunto vette importanti anche sui social media, dove siamo tra i marchi più seguiti ed apprezzati”. E per quanto concerne il betting exchange? Arriva una piccola doccia fredda: “Non è nei nostri piani a medio termine. Noi vogliamo intendere, almeno per il momento, il mondo delle scommesse come un qualcosa che si rivolga alla massa, mentre il betting exchange, per come è strutturato e configurato, è più un prodotto di nicchia di esperti, i cui utenti sono più simili ai trader che ai tifosi/sportivi. E’ invece ai secondi che, almeno per il momento, vogliamo offrire i nostri servizi”. Infine, un'opinione personale sull'exchange italico:"Ritengo che la liquidità nazionale rappresenti uno scoglio alla crescita di questo prodotto: non ci sono i numeri per ipotizzare un successo come quello del poker a pari condizioni di liquidità."


Allara (Paddypower):"Bene il betting exchange in Italia"



Sono molto importanti le dichiarazioni rilasciate a Gioco News di Alessandro Allara, direttore della comunicazione in Italia di Paddy Power, uno dei nomi più famosi nel mondo per quando concerne il betting. La notizia della prossima apertura del mercato italiano al betting exchange rallegra Allara, che però ammonisce: “Una tassazione al 20% è improponibile. Deve cambiare il regime di tassazione altrimenti non ce la faremo mai ad importare tutta la competenza e il valore che ha dato lustro al nostro titolo”.
Allara, inoltre, evidenzia anche la necessità di liberalizzare i limiti di vincita: “Oggi un player italiano non può giocare più di una certa cifra. Una quota a 2 non può essere giocata a più di 5,000 euro per un limite di 10,000 euro fissato da Aams per la vincita massima. C'è chi spezza le scommesse in più bollette ma è una cosa anacronistica”.
Allara rivolge un invito ad una maggior libertà anche per quanto concerne le classi d’esito: “L'offerta è ancora limitata. Alcuni meccanismi sono tracciati e limitati dal regolatore che deve controllare col palinsesto ma anche questo ci offre difficoltà. Oggi una grossa fetta di denaro viaggia in Asia e ci sono anche tantissimi agenti che operano sul territorio italiano. Tramite un'ampiezza dell'offerta potremmo portare in Italia anche le scommesse più curiose che proponiamo ma possiamo farlo solo all'estero”.
Altro tema interessante affrontato da Allara e che può interessare particolarmente chi opera con l’arbitraggio sportivo, riguarda il “void”, cioè la possibilità per i bookmaker di non pagare scommesse sulle quali è stato commesso un errore tecnico: “Discuteremo poi con Aams sull'errore delle quote. Se sbagliamo una quota a 25 piuttosto che sia a 2,5 sbagliando una virgola, io sono costretto a pagare. Tanti operatori terrestri hanno sputato sangue su questi errori e questa è una cosa che castra la competitività del bookmaker. Così siamo troppo prudenti e usciamo dopo il dot com oppure usciremo con livelli più bassi per paura di sbagliare quota”.
Allara conclude dicendo che risolvendo solo questi problemi già si amplierebbe del 40% il mercato delle scommesse in Italia.

E’ indubbio che molte considerazioni fatte dal direttore della comunicazione di Paddy Power in Italia sia condivisibili: una revisione del regime di tassazione unito ad un ampliamento dell’offerta sono assolutamente necessarie e improrogabili. Sul void il discorso andrebbe ampliato, in quanto uno scommettitore ha tutto il diritto di incassare qualora abbia indovinato l’esito di un evento, indipendentemente dal fatto che la rispettiva quota fosse errata o giusta. Anche perchè bisognerebbe stabilire una soglia oltre la quale è possibile definire un “errore tecnico o umano” tale da giustificare il void.


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