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Ok. Avete scelto la vostra strategia e sembra anche funzionare abbastanza bene. Cosa resta da fare? Applicare filtri. Di cosa si tratta? Di una serie di “paletti” da inserire all’interno delle vostre strategie, al fine di perfezionare l’efficacia delle strategie adottate.
Una strategia potrebbe essere adatta ad un campionato, piuttosto che ad un altro. E dunque, è bene scremare i campionati che potrebbero non fare al caso nostro. Se usiamo una strategia dove occorre la presenza di goal, tenderemo ad escludere tutti quei campionati dove il numero medio di goal, è basso (Campionato Argentino, Brasiliano, Danese ecc). Non solo. Tenderemo ad escludere anche tutte quelle squadre tendenzialmente abbonate agli Under 1.5 e 2.5.
Questo è solo un piccolo esempio del funzionamento alla base del filtraggio. Ma ci possono essere innumerevoli altre varianti. Ad esempio, io cerco di fare molta attenzione alle formazioni ufficiali, che solitamente vengono diramate 1 ora prima del match. Durante i Mondiali, il sito ufficiale della Fifa era una buona fonte di informazione per conoscere i 22 in campo, prima delle testate giornalistiche. Dunque, nel caso di un evento così importante e di una fonte d’informazione così aggiornata e autorevole, fare trading prematch anche durante l’ora precedente dell’inizio del match mi è stato possibile.
Diverso il discorso per quanto riguarda campionati poco conosciuti, dove è difficile conoscere le formazioni e, sopratutto, interpretare notizie riguardo l’argomento. Di conseguenza, sarà difficile determinare l’andamento del mercato in relazione ad una notizia così determinante. Dunque, uno dei miei paletti, riguarda proprio il non operare prematch in campionati poco conosciuti nell’ora precedente il match. Voi applicate filtri nelle vostre strategie?
Filtri nelle strategie di trading: come costruirli e verificarli
Un filtro è una condizione che deve essere soddisfatta prima di entrare in un mercato. Può riguardare il campionato, le squadre coinvolte, il momento in cui si opera o le informazioni disponibili, come le formazioni ufficiali. L’obiettivo non è operare di più, ma operare solo quando le condizioni sono quelle in cui la strategia ha mostrato di funzionare.
Per questo i filtri vanno stabiliti prima di operare e non adattati dopo una singola partita andata male. Il modo più affidabile per verificarli è tenere un registro delle operazioni e confrontare i risultati con e senza il filtro su un numero ampio di eventi: un campione piccolo può dare indicazioni fuorvianti.
Un filtro troppo restrittivo riduce le occasioni, mentre uno troppo debole non migliora la strategia. Conviene introdurne pochi, motivati da un ragionamento chiaro, e rivederli periodicamente in base ai dati raccolti piuttosto che all’impressione del momento.

L’ingegnere Gianluca Landi è sport trader di professione dal 2007 e il primo vero formatore sul betting exchange e il trading sportivo in Italia ed Europa.
Fondatore di scoretrend.net
