AndrosTownsendscommesse

Calciatore del Tottenham sospeso per scommesse.

Andros Townsend, esterno del Tottenham, ha ricevuto 4 mesi di sospensione dalla Football Association (FA) per aver effettuato scommesse su partite di calcio. Chiariamolo subito: non è accusato di aver scommesso o condizionato su partite in cui lui giocava, però il regolamento della FA non consente ad un tesserato di scommettere su eventi sportivi.
La sospensione non avrà ripercussioni gravi sulla carriera del ventunenne calciatore inglese, considerato una promessa del calcio britannico: 3 mesi sui 4 totali di sospensione scatteranno solo se, entro il 1° Luglio 2016, Towensend dovesse ricadere nella tentazione di scommettere. Ovviamente, Townsend ha accettato la condanna e non ha intenzione di presentare ricorso in appello.
L’unica conseguenza di questa sospensione, quindi, è l’estromissione del laterale del Tottenham dalla rosa della Under 21, impegnata in questi giorni (e con scarsi risultati, visto che è già stata eliminata) nel campionato europeo di categoria che si sta disputando in Israele. Al suo posto, Stuart “Psyco” Pearce, ct dell’Inghilterra U21 e indimenticato terzino delle White Shirts, ha convocato il calciatore del Birmingham Nathan Redmond.


Saviano, scivolone sul tema delle scommesse sportive.

Venerdì sera su La7, subito dopo lo show di Crozza, è andato in onda Zeta, programma condotto da Gad Lerner. Tra gli ospiti anche Saviano, autore di un monologo sul gioco e gli intrecci con la criminalità organizzata. Premessa: il giornalista campano può piacere o meno (non è questa la sede per discuterne), ma va rispettato. Conduce una vita particolare, perennemente sotto scorta a seguito delle sue inchieste e merita la solidarietà di tutti.
Premesso ciò, abbiamo deciso di non valutare l’intervento nel suo complesso, perchè c’è già chi lo ha fatto prima di noi con grande competenza, come Alessio Crisantemi di GiocoNews.
Focalizziamo l’attenzione, invece, sul tema delle scommesse sportive.
Secondo Saviano, una delle modalità utilizzate dalle organizzazioni criminali per riciclare denaro sporco sarebbe scommettere sullo sport. Avverrebbe “quotidianamente, ogni qual volta c’è una partita”. Come? Semplice. I clan punterebbero su tutti gli esiti: 1, X e 2. La partita presa in esempio da Saviano è Juve-Inter: si punta sull’1, si punta sull’X, si punta sul 2. Secondo Saviano “in ogni caso, vinceranno”. Magari fosse così semplice!
Qualsiasi persona che abbia avuto a che fare un minimo col mondo delle scommesse, sa benissimo che le quote sono ripartite in modo tale da evitare matematicamente vincite sicure puntando su tutti gli esiti. La sensazione che abbiamo è che Saviano abbia spostato il concetto della vecchia tripla (ricordate la schedina?) al mondo delle scommesse sportive. Nella schedina, per un numero limitato di partite, si poteva decidere di puntare sulla tripla e dunque indovinare con certezza l’esito di quella determinata partita. Nelle scommesse sportive con i bookmakers ciò non è possibile. Magari, è possibile farlo (in maniera, comunque, profondamente diversa da quanto spiegato da Saviano), con l’arbitraggio sportivo.
Dunque, in conclusione, il metodo spiegato da Saviano è un metodo matematico per perdere denaro, non per riciclarlo. Uno scivolone incredibile per un giornalista della sua fama. Speriamo che il giornalista partenopeo non utilizzi la stessa approssimazione per tutte le altre sue inchieste. Sarebbe una profonda delusione.


BerlusconiIMUscommesse

Berlusconi: “Più tasse sulle scommesse”

A pochi giorni dall’apertura dei seggi elettorali per le elezioni politiche, la campagna elettorale raggiunge livelli altissimi di promesse elettorali, molte delle quali irrealizzabili. Mattatore della specialità è sicuramente Silvio Berlusconi, il cui slogan “Vi restituirò l’Imu” è stato oggetto di canzonature e satira sui principali social network. Ora Berlusconi ha aggiunto un nuovo, fondamentale particolare: i soldi necessari per coprire l’eventuale restituzione della prima rata dell’Imu e l’abolizione della medesima imposta per gli anni a venire saranno presi alzando le tasse su alcool, tabacchi e scommesse.
Questa decisione ci trova profondamente contrari, e per due ordini di motivi: primo, comparare le scommesse (in quanto tali) all’uso di alcool e tabacchi sottintende che siano nocive per la salute, mentre è notorio che solo l’abuso e la non moderazione nelle scommesse produce danni, a differenza dell’alcool e del fumo che sono pericolosi anche in piccole dosi; secondo, il settore delle scommesse è uno dei pochissimi settori dell’economia italiana che sta rispondendo alla crisi in maniera forte e decisa, senza subire i tracolli di altri settori come l’edilizia, la siderurgia, l’industria automobilistica. E cosa si pensa di fare? Tassare, tassare, tassare! Così facendo, non si fa altro che deprimere un settore che invece muove l’economia, produce occupazione ed ha notevoli possibilità di crescita quando sarà definitivamente varato il progetto Betting Exchange in Italia.
Forse Berlusconi, l’inventore del No Tax Day, ha perso un po’ del suo smalto e della sua avversione alle tasse (che non sono un male in quanto tali, ma che lo diventano quando non sono accompagnate da un alto livello dei servizi al cittadino); oppure, molto più probabilmente, l’idea di prendere i soldi lì dove ce ne stanno di più per Berlusconi non si può tradurre in una patrimoniale o in una riforma del fisco che, invece di puntare sui condoni per gli evasori e gli elusori, potrebbe fondarsi su un regime di fedeltà fiscale.

NO, troppa fatica. Vediamo quali sono i pochi settori economici italiani che non stanno in crisi profonda e aumentiamo le tasse lì. Complimenti!


Gerenza

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