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Calcioscommesse, è ribaltone. 6 mesi per Mauri.

Confermate le indiscrezioni. La pena di Mauri passa dai 4 anni e 6 mesi di squalifica proposti da Palazzi a “soli” 6 mesi. La penalizzazione proposta per la Lazio è stata tramutata in una ammenda di 40.000€. La sentenza, ricordiamolo ancora una volta, riguarda i match Lecce-Lazio (22 maggio 2011) e Lazio - Genoa (14 maggio 2011). La svolta si è avuta nel momento in cui l’accusa nei confronti del capitano biancoceleste è passata da “illecito sportivo” a “omessa denuncia”. Ecco il resto delle sentenze:
Antonio Rosati, prosciolto.
Massimiliano Benassi, prosciolto.
Omar Milanetto, prosciolto.
Lecce Calcio, ammenda 20.000€.
Mario Cassano, 4 mesi di squalifica (in continuazione).
Alessandro Zamperini, 2 anni (in continuazione).
Genoa, prosciolto.


Calcioscommesse, considerazioni sulle richieste di Palazzi.

A Roma è iniziato il processo di I grado per i presunti illeciti di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011. Coinvolti personaggi del calibro di Mauri e Milanetto, ma anche nomi di secondo piano come Benassi, Ferrario, Rosati, Gervasoni, Cassano e Zamperini. Tra le società spiccano i nomi di Lazio, Genoa e Lecce.
Le richieste di Palazzi che più hanno fatto discutere sono state: 4 anni e mezzo per Mauri, 6 punti di penalizzazione e 20.000 € di multa alla Lazio di patron Lotito.
Le scommesse sulle partite in questione, inoltre, pare siano state effettuate all’estero e proprio su questo punto Palazzi ha ricordato la collaborazione attiva di Sks365, bookmaker austriaco, che ha collaborato creando una relazione sui flussi di scommesse relativi alle partite in questione.
Ovviamente non si sono fatte attendere le reazioni da parte degli avvocati dei personaggi coinvolti, che hanno negato ogni coinvolgimento dei propri assistiti.
Un paio di considerazioni sulla vicenda: indagato non significa colpevole. I processi lasciamoli fare in tribunale, dunque è bene avere un atteggiamento prudente sulla posizione di tutte le persone coinvolte. Allo stesso modo, gli avvocati sono pregati di non fantasticare su presunte congetture da parte della Procura. Non esistono “disegni”, nè “accanimenti” nei confronti di nessuno. Pensate forse che stiamo facendo riferimento all’avvocato di Stefano Mauri? Esattamente. Ma qui il problema è semplicemente una giustizia sportiva che parte dal principio di “presunta colpevolezza”, al contrario della giustizia ordinaria. Un problema sistemico, che esula dal caso del singolo.


StefanoMauri

Garantismo e giustizialismo sportivo: il caso Mauri.

Stefano Mauri è il capitano della Lazio, nonchè giocatore che vanta varie presenze nella Nazionale Italiana. Da quasi un anno è al centro dell’inchiesta Calcio Scommesse, in particolare l’indagine a suo carico riguarda il secondo troncone dell’inchiesta, messa in campo dalla procura di Cremona.
Sono mesi che gli sportivi italiani si chiedono: come mai Mauri, invischiato in tali faccende e addirittura arrestato e incarcerato l’estate scorsa, ha potuto disputare l’intero campionato di calcio, risultando anche decisivo in alcune partite? Non si rischia di falsare il campionato? Non sarebbe più giusto impedirgli di giocare, almeno in via cautelativa? Questo schieramento è quello dei “giustizialisti”, per i quali è più importante il sospetto che la prova effettiva di un reato.
I garantisti, invece, sono coloro che ritengono che Mauri debba continuare a giocare fino a quando non sarà eventualmente condannato. Tra i garantisti si iscrive anche il capo della procura federale FIGC, Stefano Palazzi, per il quale Mauri ha tutto il diritto di giocare visto che “la fase istruttoria non è ancora terminata, ci sono ancora delle indagini in corso e la procura di Cremona non ha ancora trasmesso gli atti". Come dire, la questione non dipende dalla lentezza della giustizia sportiva, ma dal fatto che la fase istruttoria non è ancora terminata.
Noi? Noi siamo garantisti, e tali rimaniamo. Certo, restiamo basiti di fronte alla flessibilità con cui chi è giustizialista nello sport diventi garantista in politica (ci riferiamo ad alcuni giornali in particolare). Vi è un vulnus normativo che genera sempre personalissime interpretazioni del diritto, tali per le quali Criscito non può andare all’Europeo perchè semplicemente indagato e Mauri può giocare un campionato intero dopo essere stato arrestato e incarcerato. Decidetevi!


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Calcioscommesse: Gervasoni continua a parlare.

Il recente scandalo europeo sulle partite truccate non può, e non deve, far dimenticare lo scandalo tutto italiano in cui sono implicati, tra gli altri, il capitano della Lazio, Stefano Mauri, e l’ex calciatore di Piacenza e Cremonese, Carlo Gervasoni


Proprio quest’ultimo è, secondo gli inquirenti, la “gola profonda” più affidabile e veritiera: le sue dichiarazioni hanno prima prodotto gli arresti di questa estate e le successive squalifiche e penalizzazioni di alcune squadre e dei loro tesserati; ora rischiano di mettere maggiormente nei guai il già preoccupatissimo Stefano Mauri


Secondo Gervasoni è stato proprio l’attuale capitano della Lazio il tramite utilizzato da Amir Gegic e “il gruppo degli zingari” per combinare le partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio


Al procuratore capo Di Martino, durante l’ultimo interrogatorio, Gervasoni ha dichiarato che il clan di Singapore gli avrebbe offerto un posto in una squadra all'estero oppure un aiuto economico in cambio del suo silenzio. Infine, per quanto concerne il cosiddetto Mister X, Gervasoni ha affermato di averne appreso l'esistenza dagli zingari, senza fornire ulteriori particolari di cui non sarebbe a conoscenza.

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