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Marino (Mag Associati):”Ai giocatori convengono i nuovi giochi”.


Nel corso del workshop di Milano sul gioco online, c’è stata anche la presenza di Guido Marino (Mag Associati) che ha espresso la sua opinione sulla tassazione dei nuovi giochi in relazione a quelli vecchi. La sua posizione in merito è nota e la riportammo ad ottobre sul Blog. Ad agicos, ha dichiarato:”Ci sono tassazioni completamente diverse da gioco a gioco. Questo determina una maggiore convenienza, per il giocatore, dei nuovi giochi. Sarà interessante verificare l’evoluzione di questa tassazione, in particolare con l’inserimento del betting exchange. Tra 2011 e 2012 non si sono considerati gli aumenti dei costi, in particolare quello per la regolamentazione, particolarmente onerose per l’online, che hanno pesato sull’andamento generale del mercato.” Infine, un avvertimento:”Se la regolamentazione non fa un passo in avanti (creazione del mercato unico, armonizzazione della tassazione, riduzione degli oneri), il margine resterà basso per gli operatori regolari”.


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Marino (Mag Associati): “Il betting exchange avvicinerà moltissimi appassionati”.



“Le scommesse peer to peer rappresentano un completamento del portfolio giochi” e avvicineranno “decine di migliaia di appassionati che già giocano su siti stranieri, e che spesso puntano somme elevate”. Questa è la dichiarazione che Guido Marino, legale rappresentante della società di consulenza Mag Associati, ha rilasciato ad Agicos. Un’altra voce, quindi, che si schiera a favore dell’introduzione del betting exchange in Italia. Marino sottolinea anche perchè molti gruppi dediti alle scommesse tradizionali siano sul piede di guerra: “Le scommesse peer to peer sono destinate a offrire quote più interessanti rispetto alle tradizionali, dal momento che godono di un regime fiscale più vantaggioso. Per questo, la tassazione è forse il primo aspetto su cui intervenire”.
Per quanto riguarda tempi di introduzione e volumi del business, Marino non si sbilancia: secondo lui, bisognerà aspettare probabilmente la seconda metà del 2013 perchè il betting exchange parta; i volumi sono condizionati dalla capacità di accesso alla liquidità internazionale.

Infine, Marino lancia anche un monito, un avvertimento affinchè non si verifichino zone d’ombra: “Alcuni operatori minori di scommesse tradizionali potrebbero offrire il loro prodotto sulle piattaforme peer to peer bypassando il possesso della concessione comunitaria”. E’ un tema importante, che va tenuto in debita considerazione.


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