Calcioscommesse, Gervasoni e Carobbio patteggiano
Due personaggi chiave della vicenda calcioscommesse che ha investito il calcio italiano hanno deciso di patteggiare. Si tratta di Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio. Il primo è stato condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione, mentre il secondo a 1 anno e 6 mesi. Queste pene sono state stabilite dal giudice Francesco Sora. Ricordiamo che proprio Carobbio fu il personaggio che tirò in ballo Antonio Conte per presunti illeciti sportivi avvenuti durante la loro permanenza a Siena. A causa di quelle accuse, l’allenatore della Juventus fu squalificato fino a dicembre per omessa denuncia. Da lì, l’epica conferenza stampa di Conte, da cui scaturì il tormentone “è aggggghhhiiiaggggiande” riproposto da Crozza nei suoi show comici. Nella stessa conferenza stampa, tra le affermazioni forti del trainer bianconero ci fu anche “il patteggiamento è un ricatto, bello e buono!”. Dunque anche Carobbio e Gervasoni sono stati ricattati?
Calcioscommesse: Gervasoni continua a parlare.
Proprio quest’ultimo è, secondo gli inquirenti, la “gola profonda” più affidabile e veritiera: le sue dichiarazioni hanno prima prodotto gli arresti di questa estate e le successive squalifiche e penalizzazioni di alcune squadre e dei loro tesserati; ora rischiano di mettere maggiormente nei guai il già preoccupatissimo Stefano Mauri.
Secondo Gervasoni è stato proprio l’attuale capitano della Lazio il tramite utilizzato da Amir Gegic e “il gruppo degli zingari” per combinare le partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio.
Al procuratore capo Di Martino, durante l’ultimo interrogatorio, Gervasoni ha dichiarato che il clan di Singapore gli avrebbe offerto un posto in una squadra all'estero oppure un aiuto economico in cambio del suo silenzio. Infine, per quanto concerne il cosiddetto Mister X, Gervasoni ha affermato di averne appreso l'esistenza dagli zingari, senza fornire ulteriori particolari di cui non sarebbe a conoscenza.

