Mobile Gaming: la classifica delle nazioni più sfigate
Numeri da urlo, quelli del mobile gaming in Gran Bretagna. Il totale della spesa dei consumatori ammonta infatti alla cifra sbalorditiva di 2,5 miliardi di sterline, un business dunque decisamente allettante che può essere pianificato e impennato attraverso opportune campagne di marketing.
Questo sarà uno dei temi centrali del Mobile and Tablet Gambling Summit, forum in programma dal 10 all’11 novembre a Londra, al quale prenderanno parte oltre duecento tra operatori e relatori internazionali. Tra essi spicca Amitabh Ghatak (William Hill), che parlerà delle opportunità offerte dal gambling su diversi dispositivi modbili, Andrew Walton (Sky Bet) e Lucinda Kelly (Paddy Power), che interverranno su come costruire una perfetta esperienza multi-canale. Il parterre dei relatori prevede inoltre le attese relazioni di Pan Kotopoulos (Unibet), e di Tania Seif (Coral) su come acquisire e fidelizzare i clienti con strategie efficaci di social media, l’ormai famoso engagment.
L’industria del gioco d’azzardo gode quindi di ottima salute: gli indotti che derivano dal settore che ruota attorno a scommesse sportive, poker, slot machine e blackjack, stanno rispettando le previsioni dei reparti commerciali dei principali operatori nazionali e internazionali. Una crescita frutto del progresso tecnologico attuato dagli sviluppatori negli ultimi anni: applicazioni per smartphone e tablet curatissime nei particolari, modalità multiplayer, sfide in tempo reale con altri utenti sfruttando le potenzialità di Internet, engagment e scambio continuo attraverso social network come Facebook, Twitter e Google+. L’era 2.0 a competo servizio del gambling e di tutti gli altri settori che utilizzano la Rete per far crescere il proprio brand.
Ma non è tutto oro quel che luccica, perché il gioco in senso lato si trascina dietro di sé anche perdite (più o meno consistenti) per milioni di utenti nel mondo.
Negli ultimi mesi è stata stilata una interessante classifica per nazioni sulla base dei dati forniti in un report rilasciato da H2 Gambling Capital. In buona sostanza si tratta della top ten mondiale basata sulle perdite medie annue per persona nel gioco d’azzardo.
Il tema è stato approfondito in una guida pubblicata dal blog Giochi di Slots, analizzando paese per paese tutti gli aspetti politico-economico-sociali legati a questa interessante report.
L’ampia gamma delle nazioni presenti in questa special list è decisamente sorprendente, in quanto comprende nazioni economicamente al top, ad altre in piena crisi recessiva e prossime al default. Uno degli aspetti più interessanti che emerge dall’analisi riguarda i rapporti e le relazioni tra i governi e il mondo del gioco d’azzardo: dai paesi dove il gambling è parzialmente o totalmente illegale a quelli dove viene incoraggiato da leggi ad hoc, le perdite annuali pro capite differiscono solo leggermente. Le motivazioni sono ovvie: la crescente popolarità delle piattaforme di gambling ha abbattuto le frontiere del proibizionismo e dell’illegalità rendendo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo possibile l’accessibilità ai giochi online, così il veto imposto da alcuni governi non fa alcuna differenza per i giocatori abitudinari.
Quali sono i paesi più perdenti nel gioco d’azzardo? Ecco le 10 nazioni con i più sfortunati highrollers del mondo:
1° Posto AUSTRALIA
1288 dollari in perdite annuali per persona
2° Posto SINGAPORE
1174 dollari in perdite annuali per persona
3° Posto IRLANDA
588 dollari in perdite annuali per persona
4° Posto CANADA
568 dollari in perdite annuali per persona
5° Posto FINLANDIA
533 dollari in perdite annuali per persona
6° Posto ITALIA
517 dollari in perdite annuali per persona
7° Posto HONK HONG
503 dollari in perdite annuali per persona
8° Posto NORVEGIA
480 dollari in perdite annuali per persona
9° Posto GRECIA
420 dollari in perdite annuali per persona
10° Posto SPAGNA
418 dollari in perdite annuali per persona
Per la guida completa collegatevi a questa pagina web.
Benedetti:”La crescita arriverà dal betting exchange”
Gianluca Benedetti, partner della Baker & McKenzie, durante il convegno “i-Gambling in Europe 2014” ha evidenziato che nel settore del gioco nel 2014 la crescita è prevista da betting exchange, virtual bets e palinsesto complementare. Preoccupazione invece sul fronte della raccolta del gioco online che tra gennaio e maggio 2013 ha raggiunto quota 6,3 miliardi di euro, il 7% in meno rispetto all’anno precedente. Complice, probabilmente, il declino clamoroso del poker (-35%). Gli indici GGR (raccolta meno somme restituite per le vincite dei giocatori) hanno fatto registrare un +10% sulle scommesse.
Presente, tra gli altri, anche Max Bancora, ex amministratore delegato di Betfair Italia, che ha commentato in diretta l’andamento del convegno.
Al convegno, noto un certo pessimismo... pic.twitter.com/a7eo31djMC
— Max Bancora (@Maxbancora) September 18, 2013
Steven Rodgers, Managing Director di Virtual Racing System, invece ha spiegato i numeri legati alle virtual bets in Uk: presenti in oltre 9000 strutture, hanno comportato un aumento dei ricavi per i negozi da gioco del 15%. Infine, interessante il dato legato all’Italia: il 22% del gioco d’azzardo online mondiale è generato dal nostro Paese. Un dato che può ulteriormente crescere, con i fenomeni del social gaming e del mobile gaming, quest’ultimo in crescita del 26% nel 2013.
Crolla il gioco fisico, continua la crescita dell’online.
Agipronews ha svolto un interessante analisi sulla raccolta sportiva totale dei primi 8 mesi del 2013 e il dato che emerso è di segno negativo. Si è raccolto rispetto agli stessi mesi del 2012 un -5,8%. Tuttavia c’è da sottolineare una differenza tra il gioco fisico e quello online. Quest’ultimo ha registrato una crescita pari al +4,3%, quindi il calo importante si è registrato nei punti vendita di scommesse. Anche se occorre non sottovalutare il mercato del gioco illecito, che attira sempre tanto volume, dato che offrono quote molto competitive per la mancata tassazione e offrono giochi non ancora inseriti in Italia, come le scommesse virtuali. Tanta concorrenza sleale non favorisce il diffondersi del gioco legale.
Alla luce di questi dati è enorme la preoccupazione di chi sta investendo nello sviluppo della piattaforma del betting exchange proprio per la tassazione ritenuta troppo alta (20%), che potrebbe limitare la raccolta su questo gioco.
Come cambia il gaming online, trend per i prossimi anni
L'industria dei videogames e dei giochi online è entrata in una nuova era, l'avvento dell'ultima generazione di console disponibili sul mercato, tra le quali spiccano la Xbox 1 di Microsoft e Playstation 4 di Sony, insieme con la crescita del mobile gaming stanno profondamente modificando le abitudini di giochi delle persone.
Se sino a pochi anni fa era abitudine recarsi fisicamente presso il punto vendita ed acquistare il videogames che si voleva, tornando a casa diveniva un'esperienza personale, adesso le cose sono completamente differenti, molti degli acquisti vengono fatti online, le case produttrici rilasciano update continuamente e le partite avvengono in multiplayer.
Le stesse console, come le due poco prima citate, funzionano adesso come dei veri e propri media center, collegabili a molti degli altri device elettronici che si possono trovare oggi nelle abitazioni, la possibilità di leggere un numero elevato di diversi formati, di connettersi ad internet sia per giocare in multiplayer ma anche per navigare, stanno trasformando la natura di queste macchine.
Tablet e Smartphone stanno inoltre divenendo dei dispositivi sempre più frequentemente utilizzati per il mobile gaming, permettono all'utente di poter connettersi, ovunque si trovi, ed accedere alle proprie partite lasciate in sospeso; oppure possono funzionare come secondo schermo, interagendo in maniera attiva con i giochi che si stanno portando avanti nello schermo principale – una TV collegata ad una console od il grande schermo di un computer.
L'universo dei Social Media si integra con il mondo dei videogames, sempre più le persone commentano, si danno consigli, ed organizzano il loro tempo dedicato ai videogames scambiandosi informazioni sulle varie piattaforme social, dove hanno una loro identità digitale. Giochi di ruolo, carte, gambling sono elementi che interagiscono con i social network, clicca qui per vederne un esempio, le partite non sono più singole e personali esperienze di gioco, divengono attività collettive che non escludono la possibilità di potersi “trovare” offline, distanze fisiche permettendo.




