Calcioscommesse, Gervasoni e Carobbio patteggiano

Due personaggi chiave della vicenda calcioscommesse che ha investito il calcio italiano hanno deciso di patteggiare. Si tratta di Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio. Il primo è stato condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione, mentre il secondo a 1 anno e 6 mesi. Queste pene sono state stabilite dal giudice Francesco Sora. Ricordiamo che proprio Carobbio fu il personaggio che tirò in ballo Antonio Conte per presunti illeciti sportivi avvenuti durante la loro permanenza a Siena. A causa di quelle accuse, l’allenatore della Juventus fu squalificato fino a dicembre per omessa denuncia. Da lì, l’epica conferenza stampa di Conte, da cui scaturì il tormentone “è aggggghhhiiiaggggiande” riproposto da Crozza nei suoi show comici. Nella stessa conferenza stampa, tra le affermazioni forti del trainer bianconero ci fu anche “il patteggiamento è un ricatto, bello e buono!”. Dunque anche Carobbio e Gervasoni sono stati ricattati?


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Calcioscommesse, Conte:”Tutto chiarito”.


L’allenatore della Juventus, Antonio Conte, ieri è stato ascoltato in procura federale. A quanto pare, si è trattato di un incontro molto sereno e cordiale. “E’ andata bene, abbiamo fatto una pausa con thè e biscotti. Io penso di aver chiarito tutto. Non temo un nuovo deferimento per omessa denuncia” ha dichiarato il tecnico bianconero. Durante l’interrogatorio, inoltre, Conte avrebbe ribadito la sua estraneità nelle presunte combine di Bari-Treviso 0-1 (11 maggio 2008) e Salernitana-Bari 3-2 (23 maggio 2009). In sostanza, nessuna novità. Conte ha semplicemente ribadito ai procuratori federali ciò che aveva già dichiarato agli organi di stampa.



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Calcioscommesse, Micolucci:”Mai coinvolto Conte”.


Come da calendario, che vi abbiamo reso noto qualche giorno fa qui sul Blog, si è presentato in procura federale il pentito Vittorio Micolucci, interrogato in relazione a 2 partite: Bari-Treviso 0-1 dell’11 maggio 2008 e Salernitana-Bari 3-2 del 23 maggio 2009. Micolucci riveste un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda il coinvolgimento di Antonio Conte. Infatti, l’oggetto dell’interrogatorio è stato proprio un chiarimento di qualche frase ambigua pronunciata di fronte ai pm pugliesi. Micolucci affermò:”Negli spogliatoi ci disse (Conte, ndr) che lui era comunque con noi e quindi rispettava la decisione della squadra di impegnarsi o meno nella gara”. Il riferimento è al match tra Bari e Salernitana. Una frase poi smentita a mezzo stampa, dove lo stesso Micolucci ha affermato:”Conte cercò di motivarci fino all’ultimo.”. Infine, è arrivata anche la smentita da parte dell’avvocato di Micolucci, Daniela Pigotti:”Al mio assistito sono state attribuite molte cose, come di Conte. Ma non lo conosceva. E’ stata tutta una manipolazione giornalistica: lui ha sempre detto “nell’anno in cui allenava Conte mi è stato riferito che sono state vendute delle partite”. Ma era solo un riferimento all’anno, non intendeva dire che Conte sapesse”.


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