Si suole definire “scommettitori” tutti coloro che effettuano scommesse (sportive, in borsa, ecc…), ma c’è una bella differenza anche all’interno di questa generica categoria. Pensiamo alla principale differenza: coloro che fanno betting puro e semplice e coloro che fanno trading. Ragionano alla stessa maniera o hanno approcci mentali differenti? Vediamo un po’.

Immaginiamo un punter e un betting trader davanti alle quote di una partita prima che questa cominci. Il punter si chiederà: “chi vincerà?”. Poi valuterà la quota e deciderà se è conveniente o meno giocare. Il betting trader, invece, si chiederà: “Cosa si giocheranno gli scommettitori? Quale quota scenderà prima e maggiormente?”.

La differenza di approccio è evidente: il primo vuole legare la propria vittoria al verificarsi dell’evento pronosticato; il secondo vuole vincere indipendentemente dall’esito dell’incontro, ma solo in base alla fluttuazione di quote.

Immaginiamo adesso una giocata live, magari su un under/over. Il punter si chiederà: “Quanti gol segneranno?”, stabilirà una linea (1.5; 2.5; ecc…), valuterà le quote e deciderà se giocare under o over. Il trader, viceversa, si chiederà: “E’ più probabile che segnino nel primo o nel secondo tempo?”, per poter bancare e poi puntare (e quindi incassare) prima della fine dell’incontro.
In prospettiva dell’avvento e dello sviluppo del betting exchange in italia, queste differenze di approccio saranno sempre più importanti e determineranno molte fluttuazioni di mercato.

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